perìgeion

un atto di poesia

Ilaria Seclì

Ilaria Seclì

 

 

 

tutto questo amore male amato
lunga bava di lumaca senza casa
dopo la pioggia. tutta questa inutile
richiesta al mondo vuoto mondo
urna scoperchiata. solo tu
non addizioni niente al niente
ma lo infrangi, quando assorto
in poco fiato dici: mi sembri un’ombra

 

 

DISABITATA

Venite a visitare la casa disabitata
i vestiti esiliati dai corpi e quelli
dati al corpo che li indossa a forza,
c’è un pensiero per venti di nessuna
rosa e una rosa che odora l’odore
senza provenienza. Venite all’amore
bianchissimo senza nome né gesto
amore sui fili di terrazzi o di rapaci
antenne che lo vogliono a brandelli,
onnipotente amore che azzurrissimi
cieli curano dai passi senza anagrafe
né patria, stare a terra è un impegno
cui forse ci si abitua

 

 

Padre che vegli questo corpo
in cristalli di viete vicinanze
e con me avanzi a farne canto
e preghiera se quieto è il tempo
quando diciamo ricco il niente
e lo spazio vuoto tra pelle e pelle
lo chiamiamo aria e vento
e non feriscono i barbari
sapendo che li muove la voglia
della patria che non hanno.
Padre che vegli questo corpo
sapermi orfana non ti dà pace
ma ti prego di curarla, vederla
questa cosa inconsolabile
mostrami cosa diventa lo spazio
di tanta lontananza.

 

L’INTANTO

Voleva essere stagione cosa ciclica
becco puntuto sul tronco
impronte di neve al cimitero di confine
suono delle cose vegetali
tra chiome animate e brunite
che burlano l’intanto che scende
e chiude, si fa pozzo, poi annotta
come il bosco, intero nella sua parola

 

 

QUARTO REICH

Nello sdoppio nel rovello che arrotina indigesti punti cardinali * mappamondi * suole dell’obbligo * ruggine e muffe di storte genesi nel dilemma mai chiuso mai espulso nato una volta per tutte dall’utero inetto infetto deficiente * primo parto di lamiere del primo treno * delle leggi di mammona * fatta salva nessuna maiuscola fatta salva nessuna rosa fatto salvo nessun sacro né legame * fatte salve solo e per intero le marionette del circo perverso pedine in coda coi loro numeretti * lo schiavo non superi lo schiavo nel depositare se stesso nelle celle obitoriali di qualche invalida comodità nelle graduatorie di qualche compravendita di titoli di punti di qualche preferenza * sostegno-lingua-divisamilitare-orfanità * nella generale servitù di stato * nella tratta degli umani * nelle filiere lunghe * nella tratta Sole-Ade, nel ritorno mancato di Persefone, nell’avantimarche! della fine * nell’avantimarscc globale * in quel che resta dei maestri (frattaglie frattaglie) * frattaglie di affitti a metà stipendio signorsìsignore * frattaglie di cibo implasticato signorsìsignore * frattaglie di loculi per casa signorsìsignore * frattaglie di comuni fosse padane signorsìsignore * frattaglie di esselunghe signorsìsignore * frattaglie di folle aliene signorsìsignore * frattaglie di tram e avvoltoi signorsìsignore * frattaglie di musi ingrugniti e nonèunproblemamio signorsìsignore frattaglie di morstuavitamea signorsìsignore * frattaglie di automi frattaglie di case al mare e in montagna * frattaglie di speranzebio frattaglie di happy hours frattaglie di solidarietà quotate in borsa * frattaglie di corpi frattaglie di dignità. Signorsìsignore.

Coro:
Per la figlia che ha e non ritorna,
per la figlia amata e persa
è lì in un cantuccio ha bruciato il grano
è lì si lamenta ha fatto scura l’erba.

 

 

 

 

se immagino i millenni a ritroso liberare i fossili
tornare levigati e vergini, i paesi riemergere dall’acqua
la terra azzerare i lego di cemento e plastica
metropolitane treni parcheggi e fabbriche
se immagino uno zero un crollo un tempo prima
dei comandi, lo stop dei fumi, degli scarichi
se immagino l’inizio, quasi ti do un nome, deserto,
ti scopro le pupille, crudo vagito tra ceneri di cose state

 

 

 

per esempio se ti dico che ritorna il nono mese
da Monte Nero a Settembrini le animate solitudini
e sfocato torna a testa bassa un comizio di paese
un lenzuolo sbandierato sono, un popolato nulla
e un po’ ci credo, l’acqua è vecchia e il box nuovo
il viale l’ha ingoiato un rubinetto, strade nuove sotto i passi
l’abat-jour sul lato inverso meridiani e paralleli
coi respiri che rinascono da scatole scocciate e poi riaperte
-a che vale- chi teneva il numero dei pacchi stava inerme
e niente è nuovo, ma quel rumore morso
lo schianto lento appena sopra l’ombelico
cosa dice cosa dice cosa dice

 

Si può visitare lo spazio di Ilaria Seclì al link: https://leragionidellacqua.wordpress.com/

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5 commenti su “Ilaria Seclì

  1. Evangelia Polymou
    19/02/2015

    L’ha ribloggato su evangeliapolymou.

    Liked by 1 persona

  2. leragionidellacqua
    20/02/2015

    Le sentinelle e i custodi della Casa, attenti, preziosi. La casa è abitata. Grazie.
    Ilaria

    Liked by 1 persona

    • christiantito
      21/02/2015

      Grazie a te per il dono di questi testi splendidi. Le mura di casa a poco a poco si riempiono di segni preziosi. Chris

      Mi piace

  3. fiammetta giugni
    27/02/2015

    Voglio dire semplicemente che leggere i testi di Ilaria Seclì mi dà una grande soddisfazione intellettuale, morale, estetica ed emotiva. Non capita mica tutti i giorni.

    Mi piace

  4. Pingback: Manuale di pensiero comodo | Clauda Smira Palam

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Questa voce è stata pubblicata il 19/02/2015 da in ospiti, poesia, poesia italiana con tag , , .
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