perìgeion

un atto di poesia

Anna Salvini, La vita stretta alle parole

Anna Salvini

Non so mai
quando sarà il momento
e come andrà a finire
ma ritrovo sempre le mie dita
bruciate da un lampo
di coraggio
e la vita stretta
alle parole
come una fede.

Parole in fuga

Oggi che mi guardi e vuoi sapere
delle mie parole malandate…
come le assemblo, perché le brucio
hai l’universo intero dentro quella voce
e questo è sufficiente
per dare corpo alla tazzina, leggere il fondo
dei tuoi occhi scuri, trovare nel cuscino
l’impronta della sera prima

non crederesti mai che le poesie nascono così
da una ondulazione o una solitudine
le nostre gambe quando scrivono del freddo
nei vestiti che giacciono a terra, senza corpi
abbandonati, quasi un malore
del nostro esistere prima di ricomporsi

tu che cammini sul mio tappeto, apri il frigo
e mi sorridi: non c’è mai niente in questa casa
io che scrivo sul divano del niente
che ci abita ma vorrei scriverlo sui muri
sulla pelle: ogni parola un taglio, ogni taglio un parto
urla, sudore
vuoi davvero che ti parli di tutto questo?

di come si sprofonda nelle faglie, di quanta acqua
imbarco ad ogni tuo passaggio e della lingua
arroventata per la sete (è per te, l’ho mai detto?)
di come le nascondo, io
le parole, come vorrei che ci giocassi
andandomi a cercare, lo faccio anch’io e poi le chiamo
dal buio e dico “tana” anche quando non ci sei.

*

Corrispondenze

Sarà questa abitudine alle braccia
il male che non passa
ma la pazienza l’ho imparata
dallo spasmo di un respiro
nell’implosione di tutte le parole
immaginate, sognate, cadute
e poi dimenticate.

Nella stretta del palmo, prima
del segno, ho temuto che nulla
potesse esser più dolce
del poco, immenso, piccolo
verso nascente.

Così scrivo per non lasciare fuori
nessuno e per ogni viso
che ho amato; più che il tramonto
l’avvenire per l’alba, il fuoco
di ogni silenzio, la morte
che mi fai dentro.

Così imito la vita
il suo essere altrove.

*

Crop circles

Non è forse questo amore
per la vita che ci porta
a sfidare la ragione, andare
contro ogni regola

noi che con l’ignoto
uniamo forze, i nostri cerchi
segreti, il senso delle foglie
e dei frattali

di più, quando forte insiste
l’apparenza o il nulla
di notte, nel movimento
che spacca la terra
nella sporgenza dei semi

quando il fiato rotto
si fa fuoco
la voce madre, padre
una parola radice, tronco,
ramo, ala che ci sostiene
e salva.

*

Dall’altra parte del mondo

Cosa rimane
dopo tutto questo freddo
le ferite deposte con le armi
un mite cedere degli argini, dopo
che abbiamo usato l’acqua
la terra, ogni singolo prato
il fuoco e la cenere

le abbiamo provate davvero tutte

scommettendo anche
su quanta forza, ancora, avesse
il cuore

e quanto spazio

quale profondità ci aspettava
noi che saremmo scese
fino all’altra parte del mondo
attraverso il sangue e tutto
il necessario per illuminare
ogni stella buia.

*

Dentro una cornice

Sto dentro una cornice, mio padre
mia madre affianco sono felici
la stessa posizione delle braccia
io, un po’ meno
non per l’amarezza, lo scarto
dei tuoi occhi, le crepe
chiuse nelle mani
pensavo a quanto non avremmo
visto, lo scatto dei pesci
quando il mondo trema
i gusci di echinoidea vuoti
altri scheletri spiaggiati, un’altra estate
prima di adattare il cuore
cavo ad una forma che consola, a come
non sarebbe mai bastato il tempo
necessario per la cura.

*

Espianti

Quale altra alternativa se non vita
anche fuori pagina, a farsi largo
tra gli inganni e il niente
in fuga da ogni luogo inospitale
o in disparte per rinascere
nella polpa del sogno
fuori dai viali e dai cieli
da tutte le mani e le sere

estirpata ad ogni precedente dolore
per un nonnulla è ancora vita, un giro
d’ombra sul muro per un nuovo
smarrimento, un volto
da stringere con la tenerezza
di chi conosce la fine.

*

istantanee

non c’è più la gazza ladra, i suoi furti
sono altrove, altri davanzali.
nuovi cieli da cui partire, per noi
che abbiamo creduto nei bagliori
e siamo rimasti

§

nel cortile, a sera, sul caldo dei gradini
seguiamo il debole passaggio
di un gatto sull’ulivo

il suo lamento sparpaglia l’aria
delle rose: l’annusiamo
fino a farci male

§

feriti lo siamo un po’ tutti, ognuno
ha il suo campo di croci
la bocca piena di terra
prima del sole

§

basterebbe un passo, da me a te,
il tremore di un miracolo
vicinissimo al viso

§

il campanile della cattedrale
è il punto più lontano, dopo
non si vede che il cielo

§

(continuo a scriverti
senza che tu lo sappia, ad amarti
come l’inverno senza le sue foglie)

*

Miracoli

Ti lascio abitare ogni angolo
della casa, far parte
di un quadro, scegliere
il film

il vaso dei fiori però
riempilo
ogni volta che puoi

l’odore sugli abiti lo tengo
stretto, lo stomaco anche
quando siedi con me
sul divano

sono piccoli miracoli le isole
che fa la vita, questo adagiarsi
di polvere e sole
che veste gli spazi, impregna
ogni singola fibra
ma non ci contiene del tutto

e non dico di te
perché sei solo tu
soltanto
la radice
che lega le lingue
tu solo conosci il nome
di tutte le stanze, il ritrarsi
del lago quando fa notte

io faccio
come se niente fosse

come la pioggia
del mio starti accanto.

*

Ora d’aria

Alti i vetri, le finestre senza davanzale
niente vista del mare, i lecci, la ferula
feroce. Nessun contatto oltre i muri
le grate azzurre, massima sicurezza
per ogni angolo, il cielo sopra la rete.

Del tifo e del colera restano cancelli
l’idea del lazzaretto; immagino uomini
in fila, le schiene curve nella malattia.
In questa luce che acceca, penso
alla penombra, al grigio del cemento intorno.

Millenovecentoottantacinque, le carte
del maxi processo, Falcone, Borsellino
Cutolo in isolamento. Poi le baie, dal punto
più alto la Sinuosa, Ercole che abbraccia
dopo la fatica. Salvati da scomunica, là
sulla Punta, arriva poco lontano
l’odore d’elicriso.

*

Vento di terra

   …ma tutto cessa,
resta la quiete – perché sono sorelle
bufera e quiete, e l’una all’altra si lega.
Bianca Dorato

Guardarsi indietro, quando tutto sarà
passato, sentirsi vivi con nostalgia
addosso ancora le energie improvvise
prima dell’affondo, la forza, il vigore
delle braccia, la stessa grazia
con la quale si medicava l’alba

verrà una trasparenza dopo la distrazione

un nuovo sguardo sopra ogni cicatrice
e ciò che ci era oscuro apparirà
nel suo splendore: nel taglio della terra
il compimento dell’inverno, un universo
in pace col silenzio, il vento che fa spazio
lì dove spoglia e scioglie ogni livore.

*

Visioni

_1

sotto la pioggia delle tamerici
in fiore, crotali incandescenti
sembrano coralli, una lunga
estensione orizzontale

una piena di fuoco
dentro la gola e nelle parole

_2

le gocce come semi
scalciano sul tetto: noi le contiamo

una
ad
una

poi, chiusi gli occhi, sentiamo
il cielo nelle vene
ed il planare lento delle foglie

_3

fai come me, fai di tutti
i sassi un cerchio, chiama
i fiori per nome

pianta ogni piccolo seme
caduto dalla bocca
e non parlare più

è solo memoria
quando tutto frana

_4

sembra magico il vento
il ronzio del prato, la voce
del torrente, anche il moscone
cerca un appiglio: mulina forte
intanto, una cascata di ginestre
trasparente quando scrivi di me
ogni volta che sorridi

_5

per sola chiarezza, solo
per la nudità del gelo
amo l’ombra riflessa
nello stagno, le smisurate
striature del viso
e quel taglio nel nido
per i sogni e i pesci volanti

_6

non sono che resti, gusci, frange
d’osso ma mille e poi mille
formiche in fila
scarnificano la vita abbandonata

un sole gentile accompagna
la lenta processione
dei baci

_7

se poi piovesse forte quest’oggi
pomeriggio e come un tempo
tu, di corsa, curvo, sempre
senza ombrello ti portassi
appresso il chiasso che fa il mondo

sarei come quei gerani a maggio
dai balconi, un impeto
verso il ballatoio, giù,
giù, fin dentro il roseto
dove punge, disseta la tua lingua
e la risata abbaia forte nel cortile
per trovare pace.

*

Sono nata a Vigevano (Pv) e vivo in questa città da quasi cinquant’anni. Ha un bellissimo salotto, Piazza Ducale ma è circondata da boschi, prati, piccole vallate del Parco del Ticino; ho girato molto per questi luoghi, a piedi, in bicicletta ed è lì che è nata la mia passione per la scrittura. Poi ci sono stati anni di allontanamento, senza motivo, fin verso i quaranta quando mi sono iscritta al mio primo forum di poesia (Officina della poesia). E lì mi si è aperto un mondo: tantissime persone unite da una grande dedizione, chi alle prime armi (come me), chi ad un ottimo livello. La critica, quella più feroce, è stata quella più utile per rompere la mia timidezza, scavare tra le mie suggestioni, leggere, leggere e leggere ancora ogni autore che mi veniva consigliato soprattutto contemporaneo. Avevo, finalmente, trovato il senso di questa passione, la ricerca e la cura, l’amore per la parola. Ho imparato a non aver fretta, a non buttare su carta ogni minima ispirazione, a rispettare il tempo.

Non passa giorno che io non legga qualche pagina di poesia e pur amando molto il “contatto” con la carta leggo anche su internet le diverse proposte dei blog.
La poesia mi permette, più di ogni altra cosa, di riflettere, meditare e spesso mi è stata di consolazione. È uno spazio tutto mio, difficile da descrivere, impossibile darne una forma.

Il mio blog: http://apassoleggero.ilcannocchiale.it/

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12 commenti su “Anna Salvini, La vita stretta alle parole

  1. francescotomada
    20/02/2015

    Trovo questa poesia di grande valore.
    Grazie.

    Francesco

    Liked by 2 people

  2. gianni montieri
    20/02/2015

    Conosco Anna Salvini da molti anni, mi limito a dire che sono felice di leggerla anche qui, ogni altro mio commento potrebbe essere confuso per grande affetto. Complimenti

    Liked by 2 people

  3. Marilena
    20/02/2015

    Anch’io ho grande affetto per Anna e posso sembrare di parte ma è innegabile che la sua poesia, come dice Tomada, è di grande valore e che grazie alla sensibilità che la contraddistingue, trovo versi così tenui che hanno la capacità di colpirmi come staffilate. Mi emoziona questa donna 🙂

    Liked by 2 people

  4. antonella
    20/02/2015

    Annina che gioia leggerti anche qui. Complimenti!

    Liked by 2 people

  5. ninoiacovella
    20/02/2015

    Grazie Anna per questa tua poesia. Per la capacità di saper trasmettere con grazia la tua bellezza.
    Nino

    Liked by 2 people

  6. fai come me, fai di tutti
    i sassi un cerchio, chiama
    i fiori per nome

    pianta ogni piccolo seme
    caduto dalla bocca
    e non parlare più

    è solo memoria
    quando tutto frana

    Una gradita sorpresa questa parola densa di Anna Salvini. Tra i molti che mi hanno mossa, riporto questi versi che appaiono come una dichiarazione di poetica: tensione ad una simbiosi con la natura in un abbraccio totale con ogni voce umana, avvertita come seme germogliante in eterno, traccia indelebile nella devastazione (è solo memoria).

    p.s. mi permetto, da biologa, di notare che il termine linneiano latino “echinoidea ” , indica una intera Classe di organismi appartenenti a numerose specie, e non una singola specie. Così il comune riccio di mare, di cui troviamo gusci sulle spiagge, ha un suo diverso specifico nome.

    un caro saluto ad Anna e alla redazione,
    annamaria ferramosca

    Liked by 2 people

  7. anna salvini
    20/02/2015

    Un grande ringraziamento a Massimiliano per avermi cercata e voluta in questo nuovo spazio di poesia che seguirò con interesse. poi un abbraccio a tutti gli amici che con il loro calore e sostegno mi fanno sempre sentire il loro affetto.
    A Nino e Francesco che stimo per la loro dedizione alla poesia e che trovo con piacere anche qui.

    Ad Annamaria per l’attenzione con la quale ha attraversato le mie parole e la cura per il dettaglio dei termini ma ora sono curiosa di sapere il nome del riccio di mare 😉 (tra l’altro ce ne sono di stupendi, alcuni sembrano stelle…)

    un caro saluto,

    Anna

    Liked by 1 persona

  8. christiantito
    21/02/2015

    Grazie a Massimiliano per la sua incessante opera di scavo per estrarre il meglio della poesia autentica. Non conoscevo Anna Salvini che , devo dire, davvero mi ha incantato. Christian

    Liked by 1 persona

  9. Purtroppo il nome del comune riccio di mare sulle nostre coste è molto meno poetico del termine da te usato. Lo trovi qui, addentrandoti nel bellissimo e variegato fondale degli Echinoidea http://it.wikipedia.org/wiki/Echinoidea
    Spero che tu possa pubblicare presto una tua raccolta e ti prenoto già il libro.
    Con un caro saluto,
    annamaria ferramosca

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  10. lucetta frisa
    24/02/2015

    ho scoperto una nuova poeta, un’autentica poeta. Non accade spesso. Non avendo l’abitudine di “viaggiare” per blogs….la mia sorpresa e il mio piacere sono duplici. Grazie per la proposta.E grazie a Massimiliano Damaggio e a tutto PERIGEION. Cari auguri e saluti altrettanto cari.

    Liked by 1 persona

  11. anna salvini
    28/02/2015

    Caro Massimiliano, sei molto caro, anche se non ci conosciamo, con me e le piccole cose che scrivo e ti sono grata per la pubblicazione, come lo sono con tutte le persone che in questi anni mi hanno dato spazio sui loro blog o siti… Gianni Montieri e Salvatore Sblando sono stati, insieme a Luigi Paraboschi, Marilena Ingranata, Antonella Facchinell e molti altri i miei compagni e critici su Officina. Gianni è stato uno dei primi a pubblicare su Poetarum (prima edizione) i miei testi e forse da lì è iniziata la mia “visibilità”. In seguito molti altri mi hanno contattata e, oggi, vorrei ringraziare (in ordine sparso): Natalia Castaldi, Fernanda Ferraresso, Francesco Marotta, Paolo Polvani e Versante Ripido, Elina Miticocchio Daniela Casarini e tutti coloro che in questi anni, anche con un solo messaggio o commento hanno sostenuto la mia passione.

    Anna

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  12. anna salvini
    28/02/2015

    Christian, anch’io non ti conoscevo e ho cercato di te… ti leggerò al più presto 🙂 grazie

    Annamaria… che dire? anche di te sto leggendo e questo contagio non può che farmi bene. un abbraccio

    Lucetta grazie! mi permetto il tu perché “girando in rete” ti leggo spesso e mi sembra di conoscerti un po’…

    Anna

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Questa voce è stata pubblicata il 20/02/2015 da in ospiti, poesia, poesia italiana con tag , .
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