perìgeion

un atto di poesia

Preghiere della sera, inediti di Guido Cupani

Guido Cupani

a cura di Francesco Tomada

 

Giorno, eri tutto nuovo stamattina,

avevamo stretto un patto, eccoci ora
a fare i conti al termine di entrambi,
io la metà di me, tu arrotolato
nello zainetto, un maglione già liso
pronto per il bidone della Caritas
Qualcosa (chissà cosa) è andato storto
nel percorso da letto a letto, meglio
era non incontrarsi e invece guarda
come me ne sto qui a sbrogliare fili
per l’indomani, quando ci vedremo
ancora e stringeremo un patto ancora
e tu non sarai tu, ma sarai un altro

e, già lo sento, sarò un altro anch’io

*

Scusa
è leggere per caso uno scontrino
lasciato sul tavolino nella stanza
ancora ingombra delle cose che ti ho detto
e delle cose che mi hai detto

«insal.mista fantas.»
«€ 1,05»

Scusa
è mettersi a piangere dopo la lite
perché hai fatto la spesa l’altro giorno
e a metà della corsia hai pensato a me
e mi hai comprato qualcosa

*

«Le tenga una mano sotto la testolina, così»

i

Nessuno tiene la testa del
barbone sulla panchina dell’
alba perché non cada di
lato di traverso al
sonno come cadono tutte le
teste d’uomo quando ricordano
d’essere ancora teste di neonato

ii

Apre gli occhi la mia bimba di dieci giorni
nella luce dell’alba come a chiedermi chi sono
e io le tengo una mano sotto la testa e il sonno
mi chiude gli occhi e la mia testa cade di lato
Questa testa che Nessuno dall’alto dei cieli
così teneramente
tiene

*

L’era bella

Era bella la campagna orizzontale calpestata dal sole
sullo stradone che andava al mare. Era bella la sua voce
sopra le borse della spesa che prometteva se fate i bravi
stasera faccio le patatine. Era bello il sabato dopocena.
Era bello contare le auto dal balcone io le rosse io le bianche io le blu
e alla fine la sua. Era bella la stracciatella calda e l’erba cipollina
i denti di leone raccolti a mazzi sul sentiero che scendeva al lago
finché morivano in mano. Era bello il Don Camillo
della buonanotte. E poi era bella la domenica
che non pioveva mai e il giornalino
comprato sulla porta della chiesa
e andare in pace.

Questo è il bello che hanno messo non sapendolo
come un grano sul mio palmo
perché lo avessi tu.

*

Mio fratello mi insegna a tenere il bicchiere
perché la vita è qui, dice, dove finiscono
i pensieri e inizia l’algebra della briscola,
dovresti scrivere di questo
e mio fratello
legge Dostoevskij e ha il rosso sulle guance
come in quella foto al lago nell’ottantacinque
quand’ero io il più grande, e si vergogna
dell’ombra di sorriso che lo dice
per poco felice come allora

*

Avvertenza:

Quando pregate incrociate le dita e dite          Quando pregate affogate il pensiero  /nel lavandino del pensiero sbarrate la vista fuori dagli occhi a bocca chiusa dite / Quando pregate dimenticatevi che          Quando pregate non perdete il filo perché / chi prega con tutto il cuore con tutta l’anima con tutto il fegato allora forse /Quando pregate per cortesia parlate a voce alta altrimenti quassù non si          Quando / pregate ricordatevi che sta scritto chiedete e vi sarà dato e non importa se il versetto / non dice che       Quando pregate esprimete desideri dappoco facili da esaudire / insomma ci siamo capiti          Quando pregate osservate di sottecchi come pregano  / gli altri fate attenzione loro sì che          Quando pregate evitate vi prego vi / scongiuro evitate di strafare e soprattutto per il benessere del coinquilino del piano / di sotto rispettate gli orari di silenzio e ricordate anche        Quando pregate /   l’ultimo che finisce per favore chiuda la porta per cortesia spenga la luce

*

Guido Cupani è nato a Pordenone nel 1981. Lavora all’osservatorio astronomico di Trieste e vive a Portogruaro. Ha pubblicato le raccolte poetiche Le felicità (Samuele 2011) e Qualcosa di semplice sulla neve (Culturaglobale 2013). Ha tradotto la silloge Nel santuario di P. Williamson (Samuele 2013). Ha partecipato alla Festa di Poesia di Pordenone (2010, 2011), ai Notturni Di_versi di Portogruaro (2011, 2012) e al Festival Acque di Acqua (2013). Alcune sue poesie sono incluse nello spettacolo Ballate per il nordest di V. Mirandola e Piccola Bottega Baltazar (2013).

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12 commenti su “Preghiere della sera, inediti di Guido Cupani

  1. Evangelia Polymou
    28/02/2015

    L’ha ribloggato su evangeliapolymou.

    Mi piace

  2. giadep
    28/02/2015

    che bello quel dirsi faccia a faccia, col giorno

    Mi piace

  3. giadep
    28/02/2015

    (come dire, a tu per tu che potrebbe essere un a io per io, a noi per noi, sempre cangiante – mi sembra un dialogo onesto, mi sembrano dei versi limpidi-e-liberi). saluti, Giampaolo

    Liked by 1 persona

  4. marco ercolani
    28/02/2015

    Versi limpidi e liberi, come scrive Giampaolo, ma soprattutto una tenerezza immediata che colpisce anche nella struttura dei versi, modellati come un acquarello e sussurrati a voce bassa. Un lavoro bello.

    Liked by 1 persona

  5. anna salvini
    28/02/2015

    Mi colpisce questa scrittura chiara, la delicatezza…
    Autore che non conosco, da leggere!

    grazie…

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  6. Pingback: Preghiere della sera | Guido Q

  7. poetella
    28/02/2015

    Guido non delude mai…

    Mi piace

  8. rossana
    01/03/2015

    condivido poetella. Proprio mai.

    Mi piace

  9. guidoq
    01/03/2015

    Ringrazio Francesco per aver condiviso questa micro-raccolta, e ringrazio tutti i lettori per i commenti così gentili. È una soddisfazione e un grande incoraggiamento.

    Mi piace

  10. Carla Bariffi
    13/05/2015

    una scrittura che invoglia alla scrittura …benedetti questi versi e la bellezza che li guida

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 28/02/2015 da in ospiti, poesia, poesia italiana con tag , , .
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