perìgeion

un atto di poesia

Tiziana Ciaralli, Shaking-hands-with-Adamo-and-Eva

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inediti dalla raccolta Sottotitoli

 

Avevo simpatia per l’ennesimo barista.
Sarà che avevo spumato latti macchiati anch’io.
Sarà che certe qualifiche sindacali echeggiano
il furor di popolo più di altre.
E poi lui era minuto, come me, ma smilzo
dalla fatica diversa.
L’ammicco al suo datore ribadiva ‘al suo servizio’
con misura, senza l’unità di essa.
Gonfiava i cappuccini all’ultima moda.
Al ginseng. A stento.

Amaro

*

Ma quando lo aprite
uno sportello per le Q&A
più ricorrenti?
Mica tutti hanno
il permesso di soggiornare
in modo adeguato
nella propria esistenza.
Sì, precedenza
ai patiti, semi-inseriti
nonché illusi.
Banconote verdi
come le palme
che hanno lasciato.
Serve un bicchiere
di qualcosa di fresco
per la nuova arsura.
Capitalisti
l’Aula Magna vi attende,
oggi lezione
sulla scala dei bisogni.
Non vi affannate
non sono scalate.
Nemmeno cordate.

Diritti, doveri e piaceri

*

Quella mattina il mondo operaio giunse con qualche esitazione.
Scrosci sui tetti da costruire.
Grondaie immaginarie dis-incanalavano l’acqua.
Erano i carpentieri che sbirciavano gli scorci della quotidianità.
Ho regalato loro gli arti in frenetico movimento,
sì, ballavo, ballo.
Li avevo anticipati, osservati a lungo.
Mi attanagliava le tempie l’amplesso cerebrale.
Il loro regalo.

Peep show

*

“Vi piace quest’angolo?”
“Privé al punto giusto!”
“Vado a mettermi una maschera, così mi ci siedo anch’io. E’ quello che ho desiderato in svariate occasioni.”

Una donna, lavoratrice,
alle prese con il suo caleidoscopio
si sobilla di gioiosa retorica
che rifrange sui pezzi di vetro
colorati e non sugli specchi
che avrebbero garantito
il pandemonio delle simmetrie.

Ostessa rispondente

*

Mani
caterpillar®
palloncini gonfiati
non colorati
ma dedicati
alle ovarian tubes,
soffitto affrescato
quasi quasi
shaking-hands-with-Adamo-and-Eva
– non avevano ancora colto la mela –
pronti per un taglietto,
a quel punto solo un’ispezione,
preludio
a una nuotata ristoratrice
nel mar rosso Rh positivo.
Ancora mani
e acciaio.

ACU Mangia(i)galli – Aderenze II

*

Non volevo nessuno
alla mia sinistra.

Più a sinistra possibile
volevo restare.

Ma il mondo è
tondo.

Non la facevo finita lì.

Arretravo per una rincorsa
sempre meno arrendevole.
Nell’andatura all’impazzata
ne scorgevo l’inservibile incedere.

Non avevo più a che fare
con cosa o chi
avessi alla mia sinistra.

Nemmeno con un’identità matematica,
appello sicuro di una specifica eguaglianza.

Ai miei occhi non svettava
alcuna disambiguazione.
Il reso differente
di due cose che sono la stessa cosa
faceva sorridere me e Teseo.
Salpai sulla sua nave
e ridemmo del paradosso
che veleggiava sopra le nostre teste.

Mi strinse l’esaltazione
che non fossi più protagonista
dell’identità mia.

Pontos

*

La doccia scroscia, stessa finestra con lo scorcio stagionale
che predispone l’animo quasi nello stesso modo
nei medesimi giorni dell’anno.
Identica Roger & Gallet all’estratto di Bourgeoisie.
A ogni buon conto ci sono delle mattine in cui
l’olio del corpo – le cui olive del Peloponneso benedico –
ti fa scivolare verso il telaio della finestra che si è messa
di traverso, e allora sposto il corpo per vedere se
quell’allineamento nuovo è una bizzarria della mia mente
o se solo fosse Pablo o Joan a passarmi l’anima.
Niente da fare, non mi accorgo del madornale
come anche del particolare, ma mi rallegro perché
quel segnaccio del mio sventramento è divenuto,
a forza di ramificarsi, un bel fiocco di neve cristallizzato.
Il ronzio dello spazzolino elettrico addrizza un po’
la finestra scorgendovi fortunatamente il mio dada
che sfoglia il suo catalogo preferito mentre mi scompagina
con i Pier della Francesca e Giotto rinato.  <<Fra i pittori
umanisti di seconda generazione…>>, inizia a dirmi
e la pila esaurita gira di un tot di gradi l’angolatura delle stagioni
annebbiate dal vapore …non è nebbia, neppure bruma.
Con l’antirughe, del quale non copierò la ridicola  e confortante
etichetta, mio padre impallidiva
lasciandomi, sullo scaffale rugiadoso, il comando
del pensiero e della ragione sfiancata. Sospiro al mio giocare surreale.


Mirò spennella le mie gote

*

L’ira stringeva un rapporto con il tempo.
La sua vitalità riposava non nell’etica
del risentimento e neppure
nella dignità violata.

Implosione di passioni tristi
riversate in rivoli
che la metamorfosi dell’ira
stessa, stava coagulando.

Sbalzò Achille sussurrante:
<<La poesia anticipa la filosofia e la politica>>.

Il patimento non sempre costituisce iniquità.

*

Rivelazione,
il mio pormi stella cadente.
Pendici del Medio Atlante,
sott’acqua la felice compressione
riuniva percezioni dosate al sole.
L’ombrellone rosso gocciolava
l’olio dei centellinati palmizi
delle scorse pendici.

Sensational, just that.

Hassan, l’amico

*

Gli arrivederci valevano così tanto
che tu li (s)combinavi dal non (ri)uscire.
Palma di mano senza stretta
all’estremità della cima aggraziata
dalla gassa d’amante.
Restando senz’aria,
pur non scorsoio,
mi dava una lezione.

Non ci si perde

*

Ero in quel distacco
quasi metafisico
più dell’albergare delle idee
dentro me.

Spropositato delta
aveva sottratto
lettera dopo lettera
l’idea della parola dentro
per lasciarne lo spazio occupato
da chissà che.

Varchi conquistati
irrorati dalle lettere sciolte
offrivano più opportunità
di uscita che di entrata.

 

Pausa empirica

*

Conosceva la portata
del suo amore
da accordarle il gioco mordace
intorno ad esso.

L’appuntamento era a mezzodì
dove qualsiasi cosa
che occupi spazio
vivente o non
non avrebbe prodotto ombra.

Non le avrebbe voltato le spalle
per nessuna ragione,
per quella causa o effetto
che riduceva la luce perpendicolare
ingenerosa di aree scure
proiettate sulle superfici.

Lux o lumen

*

Sono nata a Roma e vivo a Milano dal 1997. Nell’ambito della poesia, ecco alcune informazioni. Nel 2010, finalista al concorso BAZZANOPOESIA2010 – CARTA|BIANCA, premio per poesia e videopoesia curato da Alberto Bertoni, Stefano Massari e Pier Damiano Ori. Ho collaborato in eventi come Il Festival Traghetti di Poesia di Cagliari, per più di un’edizione, La Rivolta della Poesia – Poeti, pittori, musicisti nel Realismo Terminale – BookCity Milano-Mursia-Accademia delle Belle Arti di Brera (2013) e altre manifestazioni e incontri letterari curati e ideati dal poeta Guido Oldani. Pubblicazioni: Sono presente nel poetico diario Segreto delle Fragole – La Vita Sostenibile, edito da Lieto Colle, a cura di Guido Oldani con Marina Bignotti. Uscito dicembre 2014. A breve, marzo 2015, sarò presente nell’Antologia poetica Bustrofedica (XVI) edita da Limina Mentis Editore, curata da Ivan Pozzoni. Fra le cose che mi piacciono di più: osservare e la parola ‘perché’.

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8 commenti su “Tiziana Ciaralli, Shaking-hands-with-Adamo-and-Eva

  1. yoklux
    04/03/2015

    L’ha ribloggato su CONSERVIAMO LA POESIAe ha commentato:
    …non avrebbe prodotto ombra…

    Mi piace

  2. Antonella
    04/03/2015

    L’ha ribloggato su Antoscarperosse.

    Mi piace

  3. Pingback: Tiziana Ciaralli: Sottotitoli (inediti) | perìgeion

  4. chris
    20/06/2016

    Intelligenza allo stato puro.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 04/03/2015 da in ospiti, poesia, poesia italiana con tag , , , , .
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