perìgeion

un atto di poesia

Biagio Cepollaro, Il lavoro da fare

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di Christian Tito

“Come un animale che sa cosa è il dolore
mi accontento di un posto in cui so stare” 1

Ci sono luoghi e persone che emanano energia, anzi: tutti i luoghi e tutte le persone emanano energia. La qualità e intensità varia molto da luogo a luogo, da persona a persona. Se poi si finisce in un posto che, altro non è che un’estensione dell’energia emanata dalla persona, l’effetto, se fortunati, può essere inebriante. Sono stato a casa di un uomo che , oggi, appare felice ed irradia energia benefica, pacificata.  Appena varco la soglia della sua tana ( non può chiamarsi diversamente la casa di uno come lui ) la sensazione è di entrare nella descrizione scenica del contrario di un non luogo. Se volessi definire senza usare parole cosa è un non luogo,  lo porterei qui e direi, a chi ha interesse a capirlo, ecco: è il contrario di questo. Questa persona, in poco tempo, mi ha aperto le porte della sua casa, ma non solo in senso fisico. Concedendomi fiducia, mi ha consentito di guardare dentro e mi ha chiesto di testimoniare il punto esatto dove lui oggi si trova nel suo cammino. Mi ha detto che nella sua vita ha sbagliato moltissimo e tutti gli errori li ha pagati, ma benedice il fatto di averli fatti e, soprattutto , di essersene accorto. Mi ha detto che, mai come oggi, si sente vivo, felice di una felicità non del momento, ma come condizione nuova su cui è necessario compiere una manutenzione continua perché il passo per perdere tutto è sempre molto breve. Una felicità che non è mero ed egoistico godimento personale, ma simile a un’illuminazione autentica sulla verità delle cose e della vita ; fosse anche la preziosa cognizione del dolore che viene dalla constatazione che la nostra società si regge sulla follia di pochi che disgregano e minano alla base il concetto stesso di comunità. Quest’uomo , riferendosi alla sua giovane figlia, mi ha detto una cosa che dimenticherò difficilmente: “ Un giorno le ho detto: figlia mia, sei l’incarnazione più bella di quanto mai e poi mai avrei potuto sognare per te”. Stupirsi a guardare ed accogliere i propri figli per quello che sono e non per ciò che secondo noi dovrebbero essere è cosa, direi, di pochi padri. E questo padre , tra le altre cose, mi ha detto anche che guarda con dispiacere e non capisce molto la certezza biologica  che, a un certo punto, il nostro andare terreno, la nostra esperienza umana nel mondo, debba terminare. Perché, mi dice, ogni fase della vita ha in sé la possibilità di essere attraversata con rinnovato stupore e sarebbe bello non smettere mai di stupirsi. Ma, subito dopo, ancora: ” Ma sì, in fondo il bello è proprio questo…” e , come un incognito samurai moderno, cita involontariamente gli antichi samurai…

““La vita umana non dura che un istante.
Si dovrebbe trascorrerla a far quello che piace.
A questo mondo, fugace come un sogno,vivere nell’affanno,
facendo solo ciò che spiace, è follia” 2

 

Dunque mi preme sottolineare una cosa. E’ chiaro che non si incontrano tutti i giorni voci come questa, ma idealmente, ci piace metterci in ascolto di persone di cui intuiamo anche solo una lontana possibilità che possano divenire una di quelle voci, con la consapevolezza che, alle volte, data la non piccola aspirazione, potremo sbagliare. Siamo colpiti e felici di quanto affetto e solidarietà stiamo riscontrando in chi ci propone la propria arte, il proprio lavoro o semplicemente le proprie riflessioni, ma siamo anche colpiti nel constatare che qualcuno pensa all’arte e alla poesia come cose che hanno a che fare con il “posizionamento” e col potere. Al potere oggi non si può che rispondere, smascherandolo , con l’amore per il proprio lavoro e la fatica. La dignità di costruirsi uomini giorno per giorno malgrado un mondo che frana attorno. Siamo solo questo: sei amici che hanno una grande voglia di giocare, con la massima serietà possibile, il gioco della vita. Non conta che a bussare alla nostra porta sia un premio Nobel o lo sconosciuto artista di periferia. Contano solo le persone e la loro proposta. Conta solo il lavoro da fare tutti insieme. E, quando si è fortunati,  il lavoro da fare ce lo faremo indicare da artisti e da padri come quello che ho avuto la fortuna di incontrare e che  se volete potete guardare in questo video.

Intanto ,  tenteremo sempre di ricordare , tutti insieme, che il lavoro da fare non sarà mai definitivamente fatto.

Proprio per questo ,ad esempio, siamo ansiosi di continuare a conoscere ed approfondire la conoscenza di questo importante poeta grazie agli amici di Carteggi Letterari che pubblicheranno prossimamente una sua intervista ad opera di Natàlia Castaldi.  Ci rivediamo lì…


1. Giovanni Lindo Ferretti; dal brano “sogni e sintomi”, album “Linea gotica”, Consorzio Produttori Indipendenti.
2. Yukio Mishima, La via del Samurai, Bompiani.

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13 commenti su “Biagio Cepollaro, Il lavoro da fare

  1. Antonio Devicienti
    24/03/2015

    Il lavoro da fare, come scrive Christian, è tanto: ed è entusiasmante.

    Liked by 2 people

  2. francescotomada
    24/03/2015

    Il video di Christian e l’articolo sono un omaggio dovuto, sincero e profondo ad una figura fondamentale come Biagio. Grazie a entrambi.

    Francesco

    Liked by 1 persona

  3. Carla Bariffi
    24/03/2015

    condivido in pieno l’incipit, ci sono luoghi e persone che emanano energia
    i simili sanno riconoscersi
    è una sensazione eccitante e meravigliosa
    come quando si sentono pronunciare nomi del calibro di Mishima.

    Liked by 1 persona

  4. natàlia castaldi
    24/03/2015

    meraviglia! grazie Christian

    Liked by 1 persona

  5. natàlia castaldi
    24/03/2015

    L’ha ribloggato su carteggi letterarie ha commentato:
    La redazione di CarteggiLetterari è lieta di invitarvi alla lettura di questo splendido lavoro di Christian Tito su Biagio Cepollaro, prossimamente nostro atteso ospite.

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  6. tommasopapais
    24/03/2015

    Siete bellissimi. E questo è rivoluzionario.

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  7. christiantito
    24/03/2015

    Molte grazie per le vostre note di stima. Certamente la qualità della poesia e lo spessore intellettuale e umano di Biagio Cepollaro facilitano il compito che , devo dirlo, in questo caso è stato davvero entusiasmante.

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  8. angela palmitesta
    24/03/2015

    “E questo padre , tra le altre cose, mi ha detto anche che guarda con dispiacere e non capisce molto la certezza biologica che, a un certo punto, il nostro andare terreno, la nostra esperienza umana nel mondo, debba terminare. Perché, mi dice, ogni fase della vita ha in sé la possibilità di essere attraversata con rinnovato stupore e sarebbe bello non smettere mai di stupirsi.”

    Il tema della morte è un tema che amo perché mi affascina e mi affascina perché ha tanti lati quante sono le teste che ne discutono.
    Spesso penso alla morte come un distacco piuttosto che un’ interruzione definitiva e non è un pensiero consolatorio, tutt’altro, perché cosi facendo la morte si appiccica sull’ oggetto che desidero esperire e accade che il distacco, il mio distacco, lo allontani a tal punto da rendermelo inesistente: come dire due volte morte.

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  9. poesiadafare
    24/03/2015

    L’ha ribloggato su poesiadafare.

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  10. marco ercolani
    24/03/2015

    Condivido, con tutti voi, la gioia di questi incontri: è come stare in famiglia e dire no alla vecchiaia e alla fine perché c’è sempre qualcosa da fare. Ancora. E domani. Mettendosi alla prova. Scoprendo di avere appena cominciato.

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  11. ninoiacovella
    24/03/2015

    E’ come aprire una porta che ci fa accedere direttamente all’umano di Biagio, all’humus etico sottostante alla sua opera.
    L’occhio poetico di Christian qui è formidabile.
    A tratti commuove.
    Grazie.
    Nino

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  12. poesiadafare
    25/03/2015

    Grazie di cuore a Christian per il lusinghiero ritratto e agli amici e ai commentatori di Perigeion per l’affettuosa accoglienza. Biagio Cepollaro

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  13. Pingback: Il lavoro da fare. Biagio Cepollaro, un ritratto di Christian Tito. - Poesia 2.0

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Questa voce è stata pubblicata il 24/03/2015 da in cinema, incontri alla fine del mondo, poesia, poesia italiana con tag , .
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