perìgeion

un atto di poesia

Vivi. Ultime Notizie di Luciano D., di Nicoletta Bidoia / Bum, morto!, di Stefano Maldini

Senza nome 1di Francesco Tomada

 

Una recensione doppia, ma niente a che vedere con le interviste doppie delle Iene, né con il fatto che uno dei due libri, da solo, non basterebbe a riempire lo spazio e reclamare le giuste attenzioni. Anzi è l’esatto contrario, e mi scuso con i due autori se li accomuno quando entrambi meriterebbero una propria pagina. Il fatto è che Vivi. Ultime notizie di Luciano D. di Nicoletta Bidoia (Edizioni La Gru) e Bum, morto! Di Stefano Maldini (CartaCanta) mi sono capitati tra le mani praticamente insieme, li ho divorati e poi riletti di fila, e sono due libri che hanno diversi aspetti in comune, anche se si differenziano per altri. Nomino prima le Ultime notizie perché lo ho ricevuto un giorno prima di Bum, morto!, tutto qui.

Innanzitutto presentano entrambi un protagonista che, a suo modo, incarna la figura della diversità. Nel primo caso è il signor Luciano D., ospite della casa per anziani dove l’autrice del libro lavora in ufficio, convinto nella sua lucida follia di essere il Messia, dunque immortale e in grado di salvare il prossimo (solo quello ben disposto, però), e che a tale scopo si prodiga in lettere ai grandi del pianeta, in consigli, e nella stesura di una sorta di notiziario, le Ultime Notizie, che possa divulgare i suoi personalissimi comandamenti. In Bum, morto! invece il protagonista è Andrea, il fratello disabile di Stefano Maldini. Si tratta di una disabilità psichica grave, di quelle che condizionano la vita non solo di chi la subisce ma di tutta la cerchia familiare, e il percorso di Andrea viene scandito attraverso episodi quotidiani, cartelle cliniche, lettere, resoconti e relazioni delle istituzioni che nel corso del tempo lo hanno ospitato o rifiutato.

Anche se si tratta di due differenti diversità, ci sono però alcuni aspetti in cui questi due lavori si assomigliano. Il primo è di essere due libri estremamente scorrevoli perché la loro costruzione è in realtà una sequenza di episodi e flash in apparenza disomogenei, che però trovano unità e coerenza quando vanno a costituire il corpo unico del lavoro. I registri stilistici mutano spesso, e dunque c’è una leggerezza di fondo tutt’altro che banale, tutt’altro che facile da ottenere in presenza di argomenti così delicati; sono due libri che si leggono tutto d’un fiato e appena conclusi richiamano fra le pagine per scoprire ciò che ci è lasciato per strada.

Il secondo (e fondamentale) aspetto è che, a differenza di alcune pubblicazioni di case editrici più note che recentemente hanno riscosso notevole successo di vendite e pubblico, in nessuno dei due libri c’è traccia di pietismo o di buonismo a buon mercato. Più leggero appare certamente quello di Nicoletta Bidoia, non tanto per un diverso approccio dell’autrice, quanto per la figura stessa di Luciano D. che di per sé evoca una tenerezza contagiosa; più aspro in alcuni passaggi quello di Stefano Maldini, che si trova a dover raccontare anche momenti difficili dal punto di vista familiare e personale, ma sa stemperare la tensione con pagine di grande ironia o di affetto profondo.

Nicoletta Bidoia, immagino, abbia svolto nel corso dei suoi incontri con il signor Luciano D. un lavoro documentaristico e archivistico di mole notevole per raccogliere gli scritti e le parole di un uomo così particolare. Il suo merito maggiore è forse quello di essere presente nel libro ma senza apparire: la scrittura è infatti sua, come sue sono la pazienza e la dedizione nel raccogliere tracce di una vita così straordinaria nella stranezza da rischiare di passare inosservata, ma l’autrice sembra sembra farsi da parte per lasciare completamente la scena a Luciano. Una figura purissima, ingenua e dolce in alcuni momenti ma lucida e tagliente in altri, che porta avanti le sue convinzioni seguendo ritmi che sono unicamente suoi, e che per questo da un lato suscita tenerezza e dall’altro induce riflessioni importanti, soprattutto nei momenti in cui il suo senso del tempo, dell’etica e della concretezza, così distanti dalla vita reale, suggeriscono che in fondo un modo di pensare e di agire non omologato è sempre possibile. Quella di Luciano è una radicalità assoluta del pensiero che si traduce in un percorso individuale distante dagli altri ma non disgiunto dagli altri, e fra tutti l’unico che sembra non sentirne il peso è proprio lui.

Stefano Maldini, invece, è parte in causa e non può chiamarsi fuori: Bum, morto! è un libro su Andrea ma è anche un libro autobiografico, brutalmente autobiografico nei momenti in cui l’autore racconta quanto si è vergognato del proprio fratello, quanto questi lo abbia fatto soffrire e condizionato nelle scelte e nel modo di vivere i rapporti umani. E’ anche un libro in cui i passi avanti di Andrea sulla strada del recupero di alcune abilità basilari procedono assieme alla crescita di Stefano nell’accettarlo e dunque nell’accettarsi, e nel comprendere gli sforzi che tutta la famiglia compie per garantire ad entrambi i figli il massimo possibile che è però completamente differente: per uno la difesa strenua di alcune consuetudini che diventano manie abitudinarie e porto di sicurezza, per l’altro l’apertura verso il mondo e la prospettiva di una vita “normale”, anche se per sempre legata alla presenza di un fratello necessariamente ingombrante. Così Bum, morto!, con la naturalezza dei sentimenti consolidati nel tempo, è un libro che racconta come pochi quanta distanza si possa scavare fra due fratelli, ma soprattutto quanta vicinanza si riesca, a volte, a riconquistare.

Così, dicevo all’inizio, chiedo scusa a Nicoletta e Stefano se li ho accomunati senza dare loro, singolarmente, lo spazio che avrebbero meritato. È che credo che Vivi. Ultime notizie di Luciano D. e Bum, morto! siano entrambi libri che aprono il mondo verso una prospettiva umana da cui c’è da imparare, così come c’è da imparare da coloro che sono in grado di viverla, affrontarla e poi raccontarne.

 

*

 

Il signor Luciano scrive le sue Ultime Notizie sulla copertina della Settimana Enigmistica, ma non vuole risolvere il rebus della prima pagina. Aspetta l’uscita del numero successivo della rivista, per compilarlo con la soluzione esatta. Pertanto l’uscita del notiziario messianico è sempre sfalsata di una settimana rispetto all’uscita del giornale.

“Non posso mica diventare matto a mettere le parole giuste nelle caselle giuste. Ho cose più importanti da sbrigare.”

Ma l’altro giorno il prete lo ha ripreso, dicendo che Gesù non avrebbe mai scritto le sue parole in un giornaletto.

“Infatti, Gesù scriveva sulla sabbia” gli ha risposto il Messia sogghignando “e guardi che fine ha fatto.”

 

da Vivi. Ultime notizie di Luciano D.

*

 

Una lunga passeggiata

 

Quando era più giovane e ancora frequentava le vacanze estive al mare organizzate dall’associazione “Il Disegno”, per il suo carattere estroso ed esuberante Andrea suscitava molta simpatia tra i volontari, in gran parte studenti universitari. In particolare non si tirava certo indietro davanti alle proposte di attività che riceveva. È così che una signora assai volitiva che di mestiere faceva l’insegnante, amante delle passeggiate soprattutto alpine, invita Andrea ad accompagnarla lungo la spiaggia, senza neanche lontanamente immaginare cosa le sarebbe toccato in sorte.

Dopo alcuni chilometri di salutare godimento dell’aria salmastra, infatti, scopre che Andrea non vuole sentir ragioni: non è certo già ora di tornare indietro… scherziamo? Questi sono solo due passi!

Alla richiesta successiva, perpetrata già col fiatone, Andrea non si degna neanche di dare una risposta verbale, ma, come si fa con i bimbi un po’ pigri o noiosi, le prende dolcemente la mano e poi comincia a tirare la sua accompagnatrice perché prosegua il cammino, nonostante la sua resistenza passiva.

Non vedendo altre alternative e non potendo contare sulle sue abilità diplomatiche, la malcapitata, sfinita, decide per lo sciopero generale: in segno di protesta si siede per terra a gambe incrociate. Stop: la passeggiata finisce qui! Andrea rimane esterrefatto, incapace di comprendere un cambiamento d’umore così repentino: non era stata forse lei a proporgli una bella e lunga passeggiata? Come sono volubili queste donne…

 

da Bum, morto!

 

*

 

Vivi. Ultime notizie di Luciano D. di Nicoletta Bidoia (Edizioni La Gru)
Bum, morto! di Stefano Maldini (CartaCanta)

 

 

 

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2 commenti su “Vivi. Ultime Notizie di Luciano D., di Nicoletta Bidoia / Bum, morto!, di Stefano Maldini

  1. Antonio Devicienti
    29/03/2015

    Grazie, Francesco, per queste splendide proposte.

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  2. christiantito
    29/03/2015

    Grazie anche da parte mia Francesco e un saluto ricco di ammirazione ai due Autori.

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