perìgeion

un atto di poesia

Dome Bulfaro, Prima degli occhi

DomeBulfaro–FotoBarbaraColombo

di Nino Iacovella

Da uno stralcio di una sua biografia, Dome Bulfaro ci mostra una chiave di lettura della sua ricerca poetica, tenendo conto delle sue intersezioni con altre forme di arte : “Dome Bulfaro propone una visione olistica della poesia e del ruolo sociale che il poeta può incarnare nella società contemporanea. Per questo il suo essere poeta/artista e la sua ricerca poetica indagano a 360° le possibilità espressive della poesia orale e della poesia-terapia, sviluppando nuove modalità pedagogiche e didattiche capaci di generare poesia.”

Qui propongo un suo video (Colonna vertebrale) e uno dei suoi ICTUS (Scintilla).

(video)

Testi: Dome Bulfaro (2010-11)
Musiche e digital sound design: David Rossato, 2012 (ictus 13-14) e 2013 (ictus 15-16)
Con la partecipazione di Lorenzo Pierobon e il suo Harmonics Art Ensemble

https://soundcloud.com/dome-bulfaro/ictus-13-scintilla (audio)

L’ombra scivola dal cavalcavia

L’alba compie la sua necroscopia

ICTUS 13. SCINTILLA

Ora che hai consumato la miccia in dote, hai sparecchiato tutta la vita intavolata e

della tua natura morta, di Camel arance e beccacce / melagrane salteri e iPod, non è

rimasto che la tovaglia bianca sul letto e un paniere vuoto sulla sedia, vieni qui con

me, dietro le quinte. Osserva tua madre che apparecchia nella sala parto l’immagine

appiccata dalla tua scintilla

I

Avrai occhi impastati di terra creia1

E una carne ancora buia

Di parole. Ogni loculo del cimitero

Sarà sfrattato dal miracolo: nascerai

Dall’elegia delle doglie

Risuonando questo tuo primo refrain

II

Le ostetriche davanti al fuoco

Sorvegliano le spinte della fiamma

La nascita dell’adorazione mortale.

Nessun fiume può sottrarsi al cretto

La candela che riceverai in dono

Sarà la tua malattia salutare

III

Nasce con te la morte, il tempo

Che dalla fenditura ha capelli

Sparuti e faccia congestionata

In una testuggine.

Nasce la morte e le crepe

Di facce millenarie s’arroccano

In un pugno di luce gracile

IV

Il grembo è la tua prima urna

L’attesa di un fiume in panico,

Il palmo delle ostetriche accoglie

La cenere di un urlo armonico

V

Emerso dall’acqua il neonato si popola

Di te e di sé terrestri.

Galleggia nelle tue lacrime

Poi si trascina al capezzolo

Bello come una necropoli

VI

Come un bimbo di pochi mesi

Ti graffi in faccia, esterrefatta

Da questo cucciolo che imbuca

Lettere d’amore nei nostri occhi

Giusto un istante; e si riprende a respirare

Male; bambocci ci si graffia in faccia

VII

O Per la testolina che s’accuccia

E sviene, come in culla, nella fede della spalla

O per quel disperante rallenty con cui boccheggi

La bellezza che solo può una creatura in affanno

Tu ci struggi, belèe2 ci struggi, tu struggi

Rianimazioni ad ogni colpo di sonno, Ohh

VIII

Nella scintilla è chiarissima la fine.

Non come la scriverai.

Il dopo è tutto qui.

Al blackout del corpicino

Andà in ninin bell net.

Dome Bulfaro (Bordighera 1971) è poeta, performer, artista e insegnante di poesia, disegno e scultura.

La sua ultima pubblicazione è Ossa Carne (Dot.com Press, 2012, con CD) con traduzione inglese di Cristina Viti.

Sue poesie sono state pubblicate in America (Interim, 2006) e in Scozia (Luath Press/ Torino Poesia 2009 – traduzione dal poeta americano Christopher Arigo).

Nel 2012 è stato invitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne (Australia) a rappresentare la poesia italiana e nel 2014 ha rappresentato l’Italia in Brasile al Flupp su invito dell’Istituto Italiano di Cultura, dell’Ambasciata Generale d’Italia e dal Ministero della Cultura, Governo di Rio de Janeiro.

È ideatore e codirettore artistico della rassegna PoesiaPresente, che dal 2006 porta in scena una rassegna di poesia con ospiti italiani ed internazionali sia affermati che emergenti. Nelle edizioni MilleGru ha pubblicato Versi a Morsi (2008, con CD) e Milano Ictus (2011, con DVD).

Per i bambini delle scuole primarie ha codificato nuove metodologie per trasmettere l’amore per la poesia (Libri e maschere Pop-up, sacchetti del pane poetici); dal 2000 tiene lezioni-spettacolo monografiche sul Futurismo, Ungaretti, Montale e Dino Campana/Giorgio De Chirico; guida, tra i pochi in

Italia, corsi annuali di “Poesia scritta e ad alta voce” presso la Scuola delle Arti di Monza e il CPM Music Institute di Milano.

Nel 2013 ha cofondato la LIPS, Lega Italiana Poetry Slam, prima realtà ad un unire tutte le maggiori scene italiane che promuovono questa disciplina.

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David Rossato (Monza, 1967) è digital e sound designer, counselor, compositore e musicista elettronico.

Da più di 15 anni si occupa professionalmente di UX/UI design e digital art direction, ma molto più antica è la sua passione per la musica, ambito in cui ha maturato varie esperienze a partire dagli anni ’80, soprattutto come sound designer e compositore.

Ha studiato composizione con Alessandro Solbiati presso la Sezione Musica Contemporanea della Civica Scuola di Musica di Milano. Suoi brani sono stati eseguiti e premiati in vari concorsi (fra cui il concorso internazionale di composizione “Castello di Belveglio”, il concorso nazionale “Franco Evangelisti”

e “Compositori a confronto 2004”) e selezionati per rassegne di musica contemporanea (quali il Festival NovecentoMusica ed il Festival di Nuova Consonanza). Ha inoltre scritto musica per videoarte, per il teatro, per reading poetici e colonne sonore per corto- e lungometraggi, tra cui “Tagliare le parti in

grigio” (premio miglior opera prima al festival di Locarno 2007) e “Lo sguardo nascosto” del regista Vittorio Rifranti.

Negli ultimi anni si è spesso dedicato all’improvvisazione con live electronics – pratica che ama definire “sound alchemies” – nell’ambito di performance in collaborazione con musicisti e poeti (quali Lorenzo Pierobon, Paola Turroni e Dome Dulfaro).

Nel 2009 e nel 2010 ha curato due festival di musica contemporanea per il Teatro Mohole di Milano, “Il corpo del suono ” e “Il suono complesso”.

Successivamente ad un master triennale in Gestalt Counseling ha iniziato ad interessarsi all’utilizzo del suono nelle relazioni d’aiuto e alle pratiche di cura tramite l’utilizzo del suono in uso in molte culture sciamaniche. Ha dato inizio quindi parallelamente all’attività di counselor, integrandola con l’iter

formativo in musicopsicoterapia secondo il metodo Benenzon e con seminari della Foundation of Shamanic Studies di Michael Harner.

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6 commenti su “Dome Bulfaro, Prima degli occhi

  1. almerighi
    21/05/2015

    Interessantissima questa commistione di forme espressive, mi sembra uni di quei rari casi in cui riescono. Il nocciolo sta tutto in quella scintilla che genera una fiammata e finisce tutto.

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  2. angela palmitesta
    21/05/2015

    Son della generazione di nonna Speranza, qui sopra mi devo applicare e quindi ringrazio Ninako e Perìgeon tutta che mi costringe a uscir fuori dalle bende.

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  3. raimondidaniela
    21/05/2015

    Un bravo autore e un eccellente performer!

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  4. dome bulfaro
    22/05/2015

    Ascoltate l’audio dell’ICTUS 13 – SCINTILLA, fermarsi alle sole parole non trova il suo massimo senso. Il testo è l’audio: comprensivo di parole e musica.
    https://soundcloud.com/dome-bulfaro/ictus-13-scintilla (audio)

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  5. dome bulfaro
    22/05/2015

    Ci tengo a ringraziare Nino Iacovella per questo post.

    Quando nel 2001 Franco Buffoni (insieme a Fabio Pusterla e ad Umberto Fiori) decise di farmi debuttare pubblicamente nei quaderni di Marcos Y Marcos, che allora erano il punto di arrivo più alto per un giovane poeta, scelse la mia silloge “Ossa. 16 reperti” (che include anche “Colonna vertebrale” qui proposta in video col quintetto jazz) per quello che proponevo di inedito in termini di scrittura (Pusterla parlò nella prefazione di poesia “inclassificabile” perché non c’erano riferimenti per classificarla).
    La definizione “poesia inclassificabile” di Pusterla cerco di tenermela ancora oggi ben stretta, così come ben stretto conservo il ricordo di me, giovane poeta sconosciuto che consegna un dattiloscritto al poeta Franco Buffoni (all’epoca lo conoscevo solo per le sue poesie) e riceve dopo qualche mese una telefonata da Buffoni che mi annuncia che sono tra i selezionati del Settimo Quaderno di Poesia Contemporanea.

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  6. Carla Bariffi
    28/05/2015

    Poeta dell’autopsia, definirei Dome …intrigante scrittura per cui la scienza diventa protagonista.
    c’è bisogno di tracciati artistici così, sul piatto panorama attuale …

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Questa voce è stata pubblicata il 21/05/2015 da in all'incrocio tra le arti, poesia, poesia italiana con tag , , .
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