perìgeion

un atto di poesia

Maurizio Benedetti, Poesie edite e inedite

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A cura di Francesco Tomada

(i commenti alle poesie e le traduzioni sono dell’autore)

PALACE HOTEL

Sull’isola del prato

i cubi di fieno

rivolti alle lontane

scritture

Palace Hotel,

davanti alla spiaggia le luci

come tanti pellegrini

devoti all’ascensione,

lampioni in primo piano

sull’acqua che scodinzola.

Passi fiamminghi

e torno bambino nel mio sogno

americano, Palace Hotel

e mai più periferie.

Abbazia, 18-8-2010

Questa è una poesia inedita ed emerge il senso mistico di voler essere al centro di un grande mondo con una lunga storia.

***

ISEA

Il filo del discorso sta in soffitta

accanto al sole. Ricordi

di Ischia in un sacco, l’atlante

defilato sui vecchi quaderni.

Tra le foto del Sudan Isea

in bicicletta coi capelli al volo.

Sto scavando i miei anni non vissuti.

Isea è morta giovane

e ha fermato il tempo

sulle rondini attente alla vita

lontana. Lo scatto di un topo

é un altro mondo.

Sagome, maschere, scritte sui mari,

                                                                                 zia Isea

                                        e i suoi occhi di scoiattolo

                                        tra le foto sgranate.

Questa poesia inedita parla di una mia zia morta giovane in un incidente e invita a guardare i lati positivi della vita.

  ***

MERAVIGLIA

Meraviglia di genti sconosciute,

la formica risorta sulla porta

del gelseto, la corsa del sidecar

dentro lo schermo. Meraviglia

di voci che interrompono l’artista.

                                                 Meraviglia

è la crescita degli alberi,

l’infanzia che ti aspetta

in un angolo, la poesia

quando non è più

descrizione dei mali.

***

EL CLARINET TAL GIALINÂR

Qualchidûn al sune

el clarinet tal gialinâr.

Masse grant el displasè

dai sbaglios cometûs

par pensà di podè

butâsi tal doman.

Qualchidûn al sune

el clarinet tal gialinâr

e iò sorevîf

come lis pantianis

che si mangin fra di lor.

Inses esagieras

e ientrin te me ciase,

si vesînin matetâz

che o ai simpri nascuindut

tal disordin dai siomps

e cuntinuin a sunà

i clarines tal gialinâr.

IL CLARINETTO NEL POLLAIO

Qualcuno suona / il clarinetto nel pollaio. // Troppo grande il dispiacere / degli sbagli commessi / per pensare di potersi / buttare nel domani. // Qualcuno suona / il clarinetto nel pollaio / e io sopravvivo / come le pantegane / che si mangiano fra loro. // Insetti esagerati / entrano nella mia casa, / si avvicinano follie / che ho sempre nascosto / nel disordine dei sogni // e continuano a suonare / i clarinetti nel pollaio.

***

O VEVI DIGNITÂT

Quant che me none

mi metêve sul niςiul

o passâvi el cîl

e mi contâve…

                     Mi impensi

la vos basse di gnò nono

che mi a fate la cariôle.

O vevi dignitât

in tal clar de valâde

rosis blancjs tai lens

e me cusine che tornâve de Gjarmanie

e veve simpri un regâl

par no dì di mè agne

che tornâve dai cjamps

a rosis zalis

sul celest dal sò grumâl,

o di gnò barbe

che mi diseve

di là fûr de ombre

quant cal piturâve.

O vevi dignitât

e siomps che no savevi.

AVEVO DIGNITA’

Quando mia nonna / mi metteva sul dondolo / passavo il cielo / e mi raccontava… / Ricordo / la voce bassa di mio nonno / che mi ha fatto la carriola. / Avevo dignità / nel chiaro della vallata / fiori bianchi sugli alberi / e mia cugina che tornava dalla Germania / aveva sempre un regalo // per non dire di mia zia / che tornava dai campi / a rose gialle / sul celeste del suo grembiule, / o di mio zio / che mi diceva / di uscire dall’ombra / quando dipingeva.// Avevo dignità / e sogni che non sapevo.

 

***

MARCOPAOLI

Universo femminile di marchi

e di paoli che conversano

a distanza senza identità.

Passa il rullo compressore

cambia l’anima da dentro,

le figure del paesaggio

                                e la vita

è un ospedale dove muoiono

bambini nella crescita del corpo.

Cambia il sole programmato

nella forma e nel colore.

***

Maurizio Benedetti è nato a Berna il 17-9-1968 e vive ad Ara Grande, frazione di Tricesimo (UD). Ha pubblicato nel 2006 la raccolta breve “Lontano da chi ascolta” per l’editore “Sottomondo” di Gorizia e, sempre per il medesimo editore, il libro “So distruggere il mio dio” nel 2008. Nel 2010 ha pubblicato per l’editore “Kappa vù” di Udine il libro “Bionda salamandra e altre poesie”. Ha fatto parte della redazione della rivista “Corrispondenze & Lingue Poetiche” edita dalla Kappa Vu di Udine e partecipa con continuità a letture pubbliche dei suoi testi. È direttore Artistico del Festival di poesia “PoetARE”, che si tiene annualmente dal 2008 ad Ara di Tricesimo. Nel 2009 ha vinto il “Trieste poetry slam” e si è classificato secondo assoluto al Premio Nazionale di poesia per inediti “Ossi di seppia” che prevede la pubblicazione su antologia per i primi quattro autori classificati.

***

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Un commento su “Maurizio Benedetti, Poesie edite e inedite

  1. almerighi
    10/06/2015

    Mi piace davvero, questa è poesia coerente che non sconta il cortiletto interno del diarismo, ma riesce ad andare oltre

    Mi piace

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