perìgeion

un atto di poesia

Diepicanuova, editoriale

 

1 Walcott

 

 

 

di Nino Iacovella

Nella zona a sud est di Milano, quasi in prossimità del limes della città, vi è l’antico borgo di Chiaravalle, dove è possibile ammirare tutta la bellezza di un’abbazia del XII secolo. Ma prima del borgo e dell’abbazia, all’occhio (e anche all’orecchio) più sensibile, non potrà di certo sfuggire l’apertura “monumentale” della pianura e l’intensità del suo silenzio. Vivendo proprio nella zona di Milano più prossima a Chiaravalle, per me, quello spazio e quel luogo sono diventati nel tempo un vero e proprio rifugio mentale. Non sono di certo l’unico ad averlo scelto, per tali motivi, come posto d’elezione. Altri cultori di Chiaravalle sono due amici poeti milanesi: Franco Romanò e Paolo Rabissi. Con loro mi sono incontrato diverse volte tra le stradine del vecchio borgo e bevuto, ritualmente, il caffè nel grazioso bar dell’abbazia, parlando di società, costume, criticità degli attuali scenari economico-geopolitici. Incidentalmente abbiamo parlato anche di poesia. In uno di questi “incidenti”, mi hanno introdotto un interessante discorso intrapreso nel loro blog “Diepicanuova”. Si tratta di ciò che si potrebbe definire una ricerca di una “new epic”, ossia una possibile ridefinizione, e ricognizione, della poesia epica italiana. Il tema è molto interessante e stimola l’apertura di un più ampio dibattito. Qui, in Perigeion, ospitiamo il loro editoriale di riferimento.  

EDITORIALE.

(At the bottom of the page the Editorial in english)

Le ragioni per cui ci avviamo a questa impresa hanno a che fare con un modo d’intendere la poesia oggi e anche col rimettere in circolo una parola che in Italia è diventata da tempo un tabù impronunciabile: epica, termine contenuto nel nome del sito, cui, tuttavia, l’aggettivo ‘nuova’ conferisce una qualificazione imprescindibile. Non intendiamo, infatti, coltivare la nostalgia di una tradizione e neppure semplicemente riferirci al sentimento epico che accompagna la storia umana fin dalle sue origini, ma cercare di definire i caratteri che oggi una scrittura poetica epica necessita di possedere. Ciò che ci spinge a farlo è prima di tutto la nostra poesia, che ci sembra vada da tempo in quella direzione, ma anche la convinzione che un ripensamento del genere epico in forme nuove sia maturo e necessario. Il bisogno di lasciarsi  alle spalle i giochi linguistici pirotecnici del significante e/o i ripiegamenti esistenziali per rivolgersi positivamente alla ricerca di una poesia che torni a guardare alla Storia, alle sue tragedie ma anche al nuovo che chiede di essere nominato e che c’è, riscoprendo anche la possibilità di narrazione in versi, ci sembra nello spirito dei tempi.

Il sito è articolato in cinque rubriche. La prima, che abbiamo chiamato TESTI MANIFESTI, è di testi di autori che noi riteniamo emblematici per il percorso che intendiamo compiere: sono classici a cavallo fra ‘800 e ‘900, e poi novecenteschi, italiani ma anche non italiani (con testo a fronte), con una nostra nota critica. La seconda, intitolata MULTIVERSO, sarà una rubrica di poetica nella quale cercheremo di mettere a fuoco le ragioni delle nostre scelte. Una terza, CORALIA, sarà dedicata al contesto in cui questa proposta va a calarsi e quindi avrà un intento anche critico. Seconda e terza rubrica affrontano i temi di discussione perlopiù nella forma del dialogo, quale si è configurato nei mesi di preparazione. Nella quarta rubrica, CONTEMPORANEA, pubblicheremo poesie di autori e autrici contemporanei/e, compresi i nostri. Tutte le rubriche sono un ‘lavoro in corso’ e dunque verranno via via arricchite. Infine nella quinta, RIFLESSIONI A MARGINE E COMMENTI, pubblicheremo le critiche le sollecitazioni e i commenti che ci verranno prposti da lettori e lettrici.

L’intervista a Derek Walcott, con cui inauguriamo la nostra impresa, fu pubblicata nel 2002 dalla rivista Poiesis. La riproponiamo qui perché nelle sue risposte il poeta di St. Lucia rimette in circolo un’idea di poesia che noi sentiamo attuale e necessaria. Walcott è un poeta epico e moderno e dunque nuovo: il suo poema ‘Omeros’, ma anche le sue opere precedenti, costituiscono uno degli esempi più alti di una poetica che trova ampio spazio in tutte le maggiori letterature e che in Italia è stata volutamente oscurata.   

Invitiamo coloro che desiderassero intervenire con critiche, commenti e riflessioni a inviarle alla nostre mailing personali: provvederemo noi a inserirli nella sezione RIFLESSIONI A MARGINE E COMMENTI.

paolo.rabissi@gmail.com. franco_romano@fastwebnet.it.

blog: http://diepicanuova.blogspot.it/

EDITORIAL.

The reasons why we undertake such an enterprise are many and have to do with a way of intending poetry, nowadays. Our intention is to give voice to a word that in Italy has become, since a long a time, an unspeakable taboo: epics. The word is in the the title of our site (DIEPICANUOVA sounds like about new epics in English).   Anyway, the adjective new is as important as the the word epics. We do not want to cultivate the spleen for a tradition, neither simply refer to the epic feeling that accompany human history since its origin. Our intention is to define what features  epic poetry should have nowadays. What pushes us to do this is first of all our poetry that, since a long time, goes towards that goal, but even the belief that a reflection of the epic genre in a new form, is necessary. We need to slide from the linguistic and pyrotechnical tricks of the signifying, or the existential bending to turn to the research of a poetry able to look again at the history and its tragedies, but also to what is new that already exists and expect to be named. To do so, it is also necessary to discover again the opportunity of narrating in verses.

The site will be made of four columns. In the first, TESTI MANIFESTI (Texts Manifests), we shall publish poems by authors that we consider emblematic for the  idea of poetry we are going to follow. They will be classic between, 19th and 20th century and 20th, Italians and not. We shall publish them in original language and translation, at least for what concerns the most well known European languages in Italy. The second (MULTIVERSO) will focus questions of poetics and the reasons of our choices. The third one (CORALIA) will deal with the context into which our proposal is formulated; hence it will have a critical intention. Last but not least, in the fourth column (CONTEMPORANEA), we shall publish poems by contemporary authors, Italians and not,  included ours. Finally, ESSAYS, REMARKS AND COMMENTS, written by the readers.

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3 commenti su “Diepicanuova, editoriale

  1. fiammetta giugni
    29/06/2015

    L’abbazia di Chiaravalle è anche il luogo dove la grande poeta Antonia Pozzi ha scelto per porre fine alla sua vita. Un caro saluto

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  2. fiammetta giugni
    29/06/2015

    Scusate: il luogo che, naturalmente

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  3. ninoiacovella
    30/06/2015

    Si Fiammetta, in una delle rogge di Chiaravalle. Ho evitato volontariamente di citare il luogo per quell’evento tragico.
    Lei ci veniva spesso in bicicletta.

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Questa voce è stata pubblicata il 29/06/2015 da in dalla rete, ospiti, poesia con tag , , , .
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