perìgeion

un atto di poesia

Guido Catalano, Poesia o non poesia?

guido-catalano

a cura di Christian Tito

Frequento ormai con una certa assiduità i blog e le riviste che si dedicano alla poesia. Attraverso questi canali ho conosciuto voci poetiche contemporanee che mi hanno appassionato e mi hanno permesso di farmi un’idea più o meno dettagliata del panorama attuale della poesia italiana. Esistono però delle eccezioni , delle anomalie e può capitare di scoprire un poeta (sì: un poeta) attraverso il consiglio di un amico, un semplice infermiere che è un appassionato lettore, ma non specificatamente di poesia. O meglio: la poesia gli piace, ma non è tra i generi delle sue più frequenti letture. Allora immagini che per qualche motivo ti sarà semplicemente sfuggito,  fai una ricerca e vedi che nessuno o quasi dei tuoi luoghi di riferimento gli ha dedicato spazio, curiosità, interesse. La cosa ti incuriosisce e scopri che questo poeta è molto più conosciuto tra i non addetti ai lavori che tra gli esperti. Anzi: sembrerebbe che gli esperti lo conoscano, ma , in qualche modo, più o meno manifesto, più o meno inconscio, tranne in rari casi  ( vedi Poetarum Silva e Carteggi letterari ) raramente gli concedano spazio. Forse perché la poesia,  per molti degli esperti, deve rimanere argomento per esperti e dunque se vende ben 20000 copie dei suoi libri probabilmente non è poesia o non è poesia per esperti.  Questo è ciò che accade a Guido Catalano: vende 20000 copie dei suoi libri di poesia.  Alle sue letture in giro per l’Italia si registra quasi sempre il tutto esaurito e la gente che ascolta (sì: ascolta) se ne va  estremamente appagata e soddisfatta di ciò che ha ascoltato. Ecco. Tutto questo non lo si può non tenere in considerazione almeno come argomento di riflessione che si basa su dati incontrovertibili. Allora, se tra le pochissime (ma chiare e semplici) regole che ci siamo dati quando abbiamo deciso di dare vita a questo blog quella che ci ha trovati pienamente concordi è stata la scelta di tentare di abolire in noi qualsiasi tipo di pregiudizio, non possiamo che dare spazio a un artista come Catalano. Volendo essere particolarmente severi potremmo dire che il lavoro sulla lingua potrebbe essere maggiormente rifinito , ma qui si tratta di distinguere tra chi ha qualcosa da dire (e potrebbe farlo in maniera ancora più efficace in virtù di quel lavoro)  e chi riesce in maniera straordinariamente efficace a non dire nulla usando abilmente la lingua. Personalmente sono sempre a favore dei primi e reputo quelli poeti, magari in continua costruzione , ma poeti. Del resto chiunque scrive poesie sa che il suo sforzo è sempre perfettibile. Un poeta sa che anche quando scrive una buona poesia gli resta in bocca la soddisfazione solo per un breve lasso di tempo perché sente che potrebbe fare di meglio e di più e , questa sensazione, gli viene dalla percezione delle infinite possibilità che la lingua gli offre.

Lascio a voi ( se vorrete leggere le seguenti poesie che ho scelto ) la risposta all’ardua domanda dell’articolo. La mia personale risposta, per quello che può valere, è nelle parentesi. Inoltre, se qualcuno stasera si trova dalle parti di Milano e non sa cosa fare, un’idea potrebbe essere quella di andare ad ascoltare Guido Catalano al Carroponte dove alle 21,30 leggerà le sue poesie.





METTETEMI ACCANTO A MORRISON CHE C’E’ PIU’ PASSAGGIO

prima o puoi muoio
per quanto la cosa
m’appaia demenziale
stupida, a tratti
inutile e di cattivo gusto

e sicuramente andrò seppellito da qualche parte
eviterei la cremazione
voglio continuare a prendere spazio

e la mia scelta va senz’altro al cimitero di Père Lachaise
a Parì
se proprio devo soccombere
desidero passare l’eternità vicino a gente di livello

e poi bisogna pur pensare al futuro
in caso di Giudizio Universale
sai che trip uscire dalla tomba
con Oscar Wilde a destra, Apollinaire a sinistra e che so
aiutare Edith Piaf a spostare la lapide
e andarcene a spasso insieme raccontandoci storielle

comunque sia, per favore
quando fra un centinaio d’anni tirerò le cuoia
mettetemi accanto a Morrison che c’è più passaggio

TESTAMENTO

se mai che mi toccasse di morire
così di colpo
senza avere tempo di dire
fare
baciare
lettera
ma soprattutto testamento

ecco
ci tengo che si sappia adesso e poi
che:
lascio le mie poesie d’amore ai gatti
quelli randagi
le mie poesie di sofferenza ai cani
quelle di odio sian seppellite insieme al corpo mio
quelle di sogno siano sparate in cielo
raggiungano lo spazio siderale
dentro un ultramissile spaziale

infine
se mai che qualcheduno di quei grossi
di quelli grossi, quegl’editori fessi
solo si prova a farmi far da postumo il successo

scardinerò la tomba
e in forma putrefatta e zomba
brutti babbei
verrò a pisciarvi sul tappeto

(quello del salotto buono)

POESIA TRISTE

questa è una poesia triste
questa è una poesia triste
triste triste triste
triste triste triste
triste come me
che

in questo momento sono in una stazione triste
piena di treni tristi
piena di viaggiatori tristi
piena di capostazioni tristi
piena di manutentori tristi
piena di bigliettai tristi
piena di macchinisti tristi

c’è un cane triste che mi guarda
appeso a un guinzaglio triste
tenuto dalla sua padrona triste

fra poco salirò su un treno che mi porterà
in una città triste
a legger poesie
davanti a un pubblico triste

ultimamente bevo molto
per cercare di ricordare
ciò che ho dimenticato
bevendo

è una cosa triste, lo so
mi dovrei fermare
tipo a Trofarello
tipo a Villafranca Cantarana
ma continuerò verso la mia meta

l’altra notte il barista mi ha chiesto:
“tu bevi per dimenticare, io non sbaglio mai”
“no amico” gli ho risposto, “bevo per ricordare”
“cosa?” mi ha chiesto
“se lo sapessi smetterei, e comunque i tuoi Negroni annacquati fanno orrore”

in questo treno triste
siamo io e il capotreno
solo il capotreno ed io
lui ha i baffi
avrei bisogno di essere abbracciato
dovrei chiedere al capotreno di abbracciarmi
in un mondo giusto i capotreni dovrebbero potere abbracciarmi
in caso di bisogno
in un mondo giusto
sui treni
oltre a tutti i divieti
dovrebbe esserci anche una scritta che dice:
“in caso di bisogno chiedete pure al capotreno di abbracciarvi”

e io m’ alzerei
andrei verso di lui
ci guarderemmo negli occhi
lui capirebbe
e mi abbraccerebbe per cinque minuti buoni
facendomi “pat pat” sulla schiena
in silenzio

ma questo non è un mondo giusto
é un mondo triste
è un mondo triste triste triste
triste come questa poesia triste

non mi viene in mente nient’altro di triste da dire

anzi sì

bada
che se t’incontro e ti sorrido
fingo

DI POESIA, DI METAL, D’AMORE

ho sempre desiderato fare il lottatore di Catch
mi sarei fatto chiamare “Tremendo Demonio”
cento chili di nanismo feroce
una maschera tutta rossa
mai avuto il coraggio

da qualche parte ho letto “lasciate l’Ego fuori dalla porta”
io una volta ci ho provato
quello si è incazzato e l’ha sfondata, la porta
poi ha spaccato tutte le stoviglie
ha pisciato nel lavandino
mi ha guardato serio e mi ha detto: “non ti provare di farlo mai, mai più. Coglione”

ultimamente leggere poesie
davanti agli esseri umani
mi costa fatica
una volta non era così
probabilmente perché lo facevo obnubilato dall’alcol
adesso mi modero
e tribulo

alle volte la gente che gli leggi davanti
ti guardano male
ciò è molto brutto
essi non sanno che tu la vedi in faccia

non ho mai ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari
probabilmente il fatto che non mando la mia roba ai concorsi letterari
ha un ruolo

se non ti piace la mia poesia
alzati e vattene
o lanciami un portacenere contro
insultami
ma non chiacchierare con il tuo vicino di sedia
ti sto guardando
e non mi è consentito ucciderti

se devi pisciare, alzati e piscia
se hai sete, alzati e bevi
se ti suona il cellulare
sei uno stronzo

dopo una lettura di poesie
non venirmi a dire frasi del tipo: “mi son piaciute molto le tue poesie”
se non hai intenzione di comprarmi un libro

tranne nel caso in cui tu sia già in possesso del suddetto
o così povero da non potertelo permettere
alla qual cosa io, comunque, non crederò

i poeti non mi considerano un poeta ma un cabarettista
i cabarettisti non mi considerano un cabarettista ma un poeta
gli elettricisti non mi considerano un elettricista e fanno bene
io
e l’ho già detto
avrei fatto volentieri del Catch
in alternativa, il batterista di un gruppo Death Metal
tipo i Cannibal Corpse, per intenderci, o i Necrophagist
questa è gente che va sopra i 200 bpm

continuo a incontrare persone che mi domandano: “ma tu ti fai pagare per i tuoi reading?”
provate a chiede a un elettricista: “ma tu ti fai pagare quando fai un impianto elettrico?”
poi fatemi sapere cosa vi risponde

l’altra sera
una signora molto chic
mi ha censurato una poesia in diretta
la stavo leggendo davanti ai suoi invitati
era una cena molto chic
nel giardino della villa
raccontavo di quella volta che Gesù Cristo Nostro Signore mi invitò a cena
un paio di giorni prima di essere inchiodato sulla croce
la signora ha ritenuto che potesse offendere la sensibilità di qualche suo ospite
probabilmente c’era un vescovo o roba simile
mimetizzato tra i commensali

la signora si è alzata agitando le braccia
mi ha raggiunto
mi ha dato un bacio sulla guancia
ha detto: “dai, fanne un’altra, fai quella del ciccione che è così ciccione che non si vede il pisello”

mi chiedo come avrebbe reagito Paul Mazurkiewicz
l’attuale batterista dei Cannibal Corpse
date un’ occhiata alla sua foto
per farvene un’idea

non ho idea se l’uomo più grasso del mondo
potesse o meno vedersi il pisello
so solo che non poteva fare all’amore con la fanciulla blu che amava
e per questo
se la mangiò

LE CARTE IN TAVOLA

ho visto donne uscire in lacrime dal proprio parrucchiere
maledicendo tinte, messe in piega, tagli, colpi di sole
sbagliati

ho sempre pensato che i cessi pisciati
sia colpa dell’uomo
finché una donna mi ha confessato
che per non sedersi
esse sono in grado di farla
stando intrespolate in piedi
sulla tazza
e spisciazzando tutto

ho visto donne strapparsi l’odiato vello
dai loro corpi morbidi
utilizzando tecniche degne di un inquisitore medievale
soffrendo in silenzio

ho visto gambe traballanti
su tacchi inauditi
sfidare le leggi della gravità
dell’equilibrio e del buon senso

ho avuto più volte la certezza
che le borse delle donne
siano portali dimensionali
verso la sfera dell’entropia

quasi tutte le donne si guardano di nascosto
su qualsivoglia superficie riflettente
ogni qual volta si presenti l’occasione
per vedere se sono belle

se la tua donna non lo fa mai
preoccupati
potrebbe essere una vampira

da quando sul mio blog ho messo una poesia
che si intitola “io ho visto le donne nude”
ho ricevuto – ad oggi – 18.414 visite
di gente che cerca su google “donne nude”
contro 18.290 che cerca il mio nome e cognome
la poesia è stata inserita sei mesi fa
il blog è stato aperto cinque anni fa

immagino che chi cerca “donne nude” su internet
all’alba del 2011
non possa avere più di dodici o tredici anni

se io avessi avuto internet a dodici-tredici anni
mi sarei devastato di seghe
garantito al limone verde, signori

mi spiace di essere andato fuori tema

la poesia era iniziata bene

comunque giuro che se leggerò ad alta voce
questa poesia davanti a delle persone
davanti a delle persone sensibili
o a bambini
non dirò seghe ma pippe o pugnette
come fanno alla tele

io per avere quasi quarant’anni
ho visto pochissime donne nude vere
pochissime ne ho baciate
pochissime ci ho fatto l’amore

le tette in assoluto è la mia parte preferita sessuale
gli occhi quella che cambia le carte in tavola

I TRAM DI NOTTE NON SCHIACCIANO NESSUNO

poesie d’amore ne ho scritte a strafottere

e
in buona sostanza
quel tanto o poco che ho fottuto
ho fottuto grazie alle poesie d’amore
avrei potuto
scrivere poesie civili
politiche
sociali
aspetto di diventare calvo
e inizio

le rotaie dei tram
hanno uno strano potere calamitante
nei confronti delle ruote delle biciclette
ieri notte ne ho avuto la conferma definitiva

niente di che
mi sono grattugiato l’avambraccio destro sull’asfalto
e lordato i pantaloni nuovi

c’erano sti tre tamarri seduti
sul bordo del marciapiede che
mi guardavano muti
mi sono alzato e gli ho fatto “tutto apposto” col pollice
non che m’avessero chiesto nulla
è che amo rassicurare il prossimo a gratis

la cosa entusiasmante del cadere in bici nella notte
è il silenzio
eccellente è il potere antidolorifico dell’alcol nelle vene
se passava il diciotto ero morto

ma

i tram di notte dormono
e sognano
pochi lo sanno
sognano
di liberarsi dalle maledette rotaie
e scivolare giù
scivolare giù nell’erba
rotolarsi
nell’erba
e nell’erba fare all’amore
fare all’amore con le gru
sì le gru
quelle altissime
di metallo giallo
o blu

i tram di notte non schiacciano nessuno

e comunque ho scoperto
che in assenza di acqua ossigenata
o disinfettante
il colluttorio per le gengive infiammate va benissimo

I PRIMI SECONDI DOPO IL RISVEGLIO

non piango mai
perché ho paura che mi si staccano gl’occhi
non vomito mai
perché ho paura che mi esce lo stomaco dalla bocca
scopo con moderazione perché ho paura
che mi rimane il tarallo risucchiato nel buco
non salto mai
perché ho paura che mi si sbriciolano le caviglie
non dormo mai
spalle alla porta
perché ho paura che entra l’assassino col coltello e mi fa goal
non dico mai
“ti amo”
perché ho paura che il regista dice “ok buona la prima, mezz’ora di pausa per tutti”

ho un controllo assoluto del congiuntivo

ho i denti stretti, il filo interdentale mi provoca sangue alle gengive
ho i piedi piatti, visitare i musei è una tortura
non posso tenere il tempo con le mani
le mani sono collegate al cuore
il mio batte a un ritmo non convenzionale

i primi secondi dopo il risveglio
ho spesso dei momenti di paura
che non so se so dove sono
che non so se so chi sono
o dove devo andare

potresti voler esser tu l’addetta al ricordo?
svegliartimi accanto
dirmi
“va tutto bene, sei tu, sono io, va tutto bene, non ti preoccupare”

tirarmi su quelle pesantissime persiane
fare entrare la luce
sorridermi

la colazione la preparo io

BASTA POESIE D’AMORE E ADESSO DIAMOCI DENTRO

confesso
il mio cuore è un cesso otturato
adesso
ci vorrebbe un professionista
dello spurgo pozzi
ma di quelli bravi
quelli col pompazzone a risucchio idraulico

avete mai sentito un’ape tossire?
io sì
alla fine è questo che fa la differenza in poesia
in amore no

se l’amore è non dover mai dire mi dispiace
il mio amore è rotto
che mi dispiace un sacco e sempre
sempre una volta in più di te, comunque

la Morte vi ha mai mandato un sms?
a me no
ma mi piace pensare che
prima di venire a prendermi
lo faccia
“fra un paio d’ore son da te, saluta tutti e vestiti comodo”

son felice di non essere nato donna
non avrei potuto sopportare
di non essere la donna più bella del mondo
e con i geni che mi son toccati in sorte
difficile pensare che lo essèvo*

e son felice di non essere nato cane
non avrei potuto sopportare
di non essere un cagnone morsicòne
e con i geni che mi son toccati in sorte
al massimo un barboncino di merda

quando sono nato qualcuno ha visto bene
di spalmarmi del miele
sulle pareti esterne del muscolo cardiaco
è per questo che batte in controtempo

per equilibrare
son dieci anni
che mi spalmo di catrame i polmoncìni

hai presente i biscotti della fortuna cinesi?
mi fanno schifo
ma li prendo sempre per leggere il messaggio
il biscotto lo do al barboncino
perché so che gli fa male lo zucchero
e muore prima

l’ultimo diceva:
“il tuo cuore è un cesso otturato
ti ci vorrebbe un professionista dello spurgo pozzi”

appunto
il cerchio si chiude
anche lo stomaco
si chiudono gli occhi
si chiudono porte e portoni
finestre, ponti levatoi e caselli autostradali
si chiudono i cancelli
quando s’inizia ad annoiar se stessi son cazzi atomici

questa è una poesia d’amore

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6 commenti su “Guido Catalano, Poesia o non poesia?

  1. amara
    01/09/2015

    l’ho scoperto casualmente anni fa, mi piace, ma a piccole dosi.. 🙂

    Mi piace

  2. francescotomada
    01/09/2015

    Io penso che dovremmo farci altre domande, che in fondo suno quelle che ti poni tu. Comunica o non comunica? Ascolta o non ascolta? Riempie e si adatta alla propria forma o sa di forzatura? Insomma non giudicare la poesia se si ingabbia nei canoni come un vestito già tagliato e cucito, ma se sa costruirsi un proprio percorso e se questo gli si adatta. Per quel che leggo qui, a me piace, e dunque sì.

    Francesco t.

    Mi piace

  3. christiantito
    01/09/2015

    Caro Griffin e caro Francesco , certo, d’accordo con entrambi. La mia, più che una domanda, era una (piccola) provocazione.
    Un saluto anche alla brava “Amara”, è sempre un piacere ritrovarsi qui.
    Christian

    Liked by 3 people

  4. ninoiacovella
    03/09/2015

    Ha il suo perché. Ieri al Carroponte molta gente al suo reading.
    L’ironia è catturante. Sempre in bilico tra poesia e cabaret monologante. Ma anche il cabaret ha la sua poesia. Ed è questa. Funziona perché comunica, e ogni tanto, quando Catalano vuole,scrive delle chiuse davvero molto poetiche, avvicinandosi così al buon vecchio Chinasky.

    Liked by 1 persona

  5. mabertoli
    03/09/2015

    Immagino che sentite lette dal loro autore facciano un altro effetto. Comunque mi sembrano solo monologhi di cabaret, non certo poesie: manca completamente (mi sento di essere categorico su questo punto) un qualunque senso del ritmo, del verso, che credo costituenti essenziali della poesia.

    Mi piace

  6. Gabriele Bianchi
    08/03/2017

    08/03/2017

    Mi pare uno che pensa ad alta voce, senza controllare minimamente quello che dice. Tutto fa brodo. La poesia è decisamente altro, anche se vende poco.

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 01/09/2015 da in poesia, poesia italiana, scritture con tag .
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