perìgeion

un atto di poesia

Sotirios Pastakas, Poesie

 

pastakas

 

di Paolo Rabissi e Franco Romanò

 

Dalla raccolta “L’apprendimento del respiro”

 

VIA DELL’ACCADEMIA

                                a Michalis Ganas

Passeggiando in via dell’Accademia non s’avvide

Che una gialla fogliolina d’acacia gli s’era

Posata sui capelli. Né s’accorse

Che la gente si scostava per lasciarlo passare,

Benché fosse privo d’intoppi il suo cammino

E perfino il semaforo fosse verde. Non s’accorse

Degli sguardi erotici che l’avvolgevano,

Dei sorrisi non corrisposti, dei visi

Su cui trasparivano puro ottimismo

Fiducia e gentilezza. Solo quando fu davanti

Allo specchio, in ascensore, notò, rosso per la vergogna,

La fogliolina gialla che gli dondolava

In cima alla cravatta, e sorrise,

Lui, ospite d’onore del Martedì,

 

Decorato con la medaglia della quotidianità.

 

UN POSTO NELLA STORIA  

Jack Daniels da via Benakis, triglie

Da via Themistokles, entrambe parallele

Di via Charilaos Trikupis, tutt’e tre trasversali

Di via dell’Accademia: non sconcerta pensare

Che in queste quattro vie entra tutta la nostra vita?

Ciò che vola, ciò che nuota, ciò che striscia

Intorno a Exarchia rivendica il suo posto

Al sole: soffre per l’epopea quotidiana,

Lotta per la propria odissea, perché

Ognuno di noi è lo psicopompo

D’un efebo che s’agita dentro di lui.

Qui o un po’ più in là, ogni gesto anonimo

Invoca con timore reverenziale la grazia della storia

E, a ogni istante, la sua giustificazione.

Dov’era, ieri o l’altro ieri, quando la polizia

Ha ucciso un quindicenne?

 

LE PIANTE MIGRATRICI

I vasi che curammo con pazienza

E dedizione fioriscono rigogliosi su balconi

Estranei. Quando alzo lo sguardo

Verso case altrui, in alto, lontano,

Riconosco le tue piante: la buganvillea

E il limone, il gelsomino col geranio,

Il ficus, l’ortensia, gli oleandri.

Le conosco, le conosco tutte. Ho

Registrato le loro peculiarità, le abitudini.

Se il paradiso è ciò che abbiamo amato,

Esente da minacce di rovina,

Ci seguiranno – siine certa:

Nemmeno una foglia gialla ci ferirà

Quando abiteremo di nuovo in un attico

Straordinario, insieme a tutti i nostri amici.

 

GRECIA  PAPAKI (1)

La Grecia viaggia a quaranta

Come una vespa sulla litoranea.

La massima velocitΰ possibile

Equivale alla possibilitΰ

Dello sguardo innamorato:

Di registrare, di saziarsi,

Di ricordare. La luce nelle sue minime

Inclinazioni, l’ondeggiare

Del mare e il flusso del vento.

La Grecia viaggia e il suo compagno di viaggio

Che l’abbraccia chiudono

Gli occhi simultaneamente:

Non saprà mai cos’era

Lui per lei, né lei

Tutto ciò che lui le deve.

 

Grazie alle basse velocità

La Grecia è l’unico paese

Dove il crepuscolo

In direzione di Sunio, o all’inverso,

Si può protrarre per una intera vita.

(il papaki è un motorino lentissimo)

 

L’AVVICINARSI DEL COSTUMISTA

Ieri è venuto a trovarmi

Mio padre, aveva vent’anni,

I capelli pettinati all’indietro,

L’abito da universitario

E uno sguardo, uno sguardo

Ottimistico sulla vita e sul mondo.

 

No, la giacca a doppio petto e la cravatta

Non se l’era tolte, nello stesso anno fu

Matricola di giurisprudenza, mercante di bestiame

Con falsa identità, il revolver in seno e l’EAM nei suoi discorsi,

Sui monti e nelle piazze di Tessaglia.

 

Io, nel mio abito da trentenne,

Penso a quanto ho lottato per accettare

Sia la mia cravatta che lui.

Ora che tutti siamo divenuti noi stessi,

Dov’è la rivoluzione che ci donerà

Una falsa identità, papà?

 

***

 

Dalla raccolta  “Jorge”(2008)

 

Adesso che posseggo

parenti e amici

tra i defunti,

il mio gatto

non fa che raschiare la terra.

 

Adesso che ogni fiore

si dischiude nel lutto

e i miei vasi da fiori hanno

il nome

di coloro che sono morti,

il mio gatto

circolando da uno all’altro,

scava con le zampe

davanti, scalcia con quelle dietro,

ha riempito di terra il mio terrazzo,

ossicini e teschi,

saggi dell’amore di persone

che egli non ha amato

perché non ha conosciuto,

oggi però s’è preso

la briga di portare

tra i denti, dalla veranda,

Thanassis, e posarlo

davanti ai piedi della mia

scrivania – domani chissà

chi altri disseppellirà!

 

*

 

Un torsolo di mela.

 

Qualcuno è stato qui seduto

a mangiare una mela.

Poi è svanito. Lo stesso giorno

che la storia ha registrato tre

corpi morti nel centro di Atene.

Qualcun altro, qualcun altro,

ha lasciato la cicca della sua sigaretta

prima di sparire anch’egli.

La storia registra solo

torsoli, corpi, cenere.

 

***

 

da “sei poesie” (inedite)

 

SOSPETTO DI FUGA

 

Voglio ogni cosa vicina, a portata di mano,

per disperazione: il drink, il lavoro da svolgere,

un telecomando per cambiare canale,

da quando il futuro è diventato

una macchia scura e dai mille colori.

Così affondato nel sofà della disperazione,

perso nel fumo a bere

davanti allo schermo nero, mi è più facile

andare in pensione, abbandonare la mia immagine

senza che nessuno si accorga che me ne sono andato,

uscito di scena, il bicchiere pieno e le sigarette lì,

assieme al mio corpo, e la televisione accesa,

andato via senza preavviso, senza neanche dire

“cheerio”, “arrivederci”, “be seeing you”.

 

I TITOLI DI CODA

Gli altri sono già in cerca di giacca

e soprabito, pacchetto di sigarette,

adesso sullo schermo è comparso

l’elenco dei crediti del film: nomi e cognomi

in bianco ordine contro

la nerezza che reprime, soldati

ben disposti in riga diritta, fianco

a fianco, in elegante parata.

Anch’io, in piedi sull’attenti,

rendo gli onori a tutte quelle

persone eponime che rimarranno anonime.

Fra un paio d’ore chi si ricorderà

di Elsa e di Teodoro,

di Joan e di Enzo?

 

Sotirios Pastakas è nato nel ’54 a Làrissa e ha studiato medicina a Roma. E poeta apprezzato internazionalmente. Dal 1994 è membro della Società degli Scrittori Greci. Nel giugno del 2001 ha rappresentato la Grecia a Verona in occasione della fondazione dell’Accademia Mondiale della Poesia. Collabora con la Casa della poesia di Baronissi. E’ fondatore e condirettore della rivista elettronica Poiein (www.poiein.gr), fra le più importanti del panorama greco. E’ traduttore di poeti italiani quali Vittorio Sereni, Umberto Saba, Sandro Penna, Alfonso Gatto. Negli USA ha pubblicato ‘Food line’ con la traduzione di Jack Hirschman e Angelos Sakkis.
 

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3 commenti su “Sotirios Pastakas, Poesie

  1. almerighi
    12/11/2015

    Sono poesie di una bellezza abbagliante, su tutte “Un posto nella storia”, specchio oltretutto di una Grecia moderna di cui dopo agosto non parla più nessuno

    Mi piace

  2. Carla Bariffi
    13/11/2015

    Avrei gradito molto volentieri anche il testo a fronte in greco moderno, è fattibile?
    al di là di questo, è una lingua affascinante
    e il titolo è azzeccato, un respiro nuovo …

    Mi piace

  3. luciana
    21/06/2016

    Che dire? Mi sento cittadina del mondo, ma se proprio fossi costretta a scegliermi il “mio” posto, non avrei esitazioni: la Grecia. Amore di sempre. Da quasi 20 anni frequento proprio la Tessaglia, ogni estate, per tutto il tempo possibile. Eppure non conoscevo questo straordinario poeta! Che distrazione penosa!
    Anch’io vorrei il testo in greco a fronte. Questa poesia così limpida, piana, densa, forse mi sarà accessibile anche nella lingua in cui è nata, lingua che amo e che da decenni non riesco a imparare in modo soddisfacente!
    Grazie, Sotiri
    Luciana

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 12/11/2015 da in ospiti, poesia, poesia greca con tag , , , .
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