perìgeion

un atto di poesia

Non esiste che non esiste. Quando l’Utopia irrompe nel reale

SartoriaUtopia_logo

a cura di Christian Tito

 

Erano giorni per me un po’ faticosi, come per chi, come cantava il grande De Andrè, a furia di sognare troppo forte, si ritrova di colpo a perdere sangue dal naso. Fine settembre 2014: si legge in rete della svendita totale dei libri nella storica libreria Guida di Napoli per risanare un enorme debito e tentare di tenerla ancora in vita; tentativi che poi si dimostreranno vani. Proprio in quei giorni giro per Milano e, come sempre faccio quando riesco a divincolarmi dai mille impegni e doveri quotidiani, mi reco in alcune librerie indipendenti anche solo per aggrapparmi agli occhi che brillano di passione di qualche libraio ancora veramente innamorato del proprio mestiere. Contrariamente a tante altre volte, però, non trovo in quegli occhi amici la solita energia per tentare di esorcizzare o almeno ad arginare i problemi, ma un fondo di paura, di stanchezza e di pessimismo come di chi, piegato dalle enormi difficoltà, potrebbe essere prossimo a gettare la spugna. D’accordo, mi dico, potrebbero essere le trappole proiettive con cui ci fregano quei benedetti o maledetti neuroni specchio, ma ecco che, poco dopo, rientrato a casa, qualcosa rapisce la mia attenzione nella rete. E’ un messaggio di Francesca Genti che ha ricevuto un regalo da un suo vecchio editore: una cinquantina di copie del suo “poesie d’amore per ragazze Kamikaze” e chiede se qualcuno è interessato ad averne una copia. Ammiro molto le poesie di Francesca, soprattutto quell’apparente semplicità con cui maneggia materiali profondissimi e complessi e li restituisce con una dose di intelligenza, talento e fruibilità che, credo, faccia molto bene alla poesia. Abitando nella stessa città e neanche lontano, le chiedo se posso incontrarla per bere un caffè, conoscerla di persona ed acquistare una copia del libro introvabile. L’incontro è per me memorabile, le citofono ed ecco scendere questa ragazza che aveva esattamente quella luce negli occhi di cui, in quel momento, avevo forte bisogno; e la cosa incredibile è che scende con un enorme bustone pieno di pacchi, ognuno indirizzato a qualcuno che abita in lungo e in largo la nostra penisola e ne prenota una copia. In soli due giorni aveva terminato il suo libro, cosa per me sbalorditiva conoscendo le vendite e le difficoltà di fare circolare la poesia. Preso dall’entusiasmo mi carico galantemente il bustone sulle spalle e con molta gioia l’accompagno alla posta per le spedizioni. Mentre sono in attesa la vedo parlare con l’impiegato che prende in carico le sue spedizioni, il quale capisce di avere di fronte una poetessa, un’artista; e anche lui, uscendo per un attimo dal torpore indotto dalla ripetitività dei gesti, pieno di curiosità, la riempie di domande a cui Francesca risponde con grande gentilezza e passione. Mentre assisto a tutto questo  mi torna in mente un’immagine di qualche mese prima: il banchetto pieno di colori visto durante Bologna in lettere, con quei meravigliosi libriccini cuciti a mano della “capanna editrice” Sartoria Utopia messa in piedi proprio da Francesca e da un’altra brava poetessa friulana: Manuela Dago. Ricordo che assistetti alle letture dense, intense e a tratti scanzonate della Genti e di Anna Lamberti Bocconi, di cui non esitai a comprare, da una bella Manuela Dago con pancione, “L’arancione mi ha salvato dalla malinconia” e “La signorina Cromanion“, che lessi felice in treno nel viaggio di ritorno. Finalmente torno a credere, a sperare.

E’ un tempo in cui tutto ciò che è grande svilisce, soffoca e spesso scoraggia ciò che è piccolo. E’ un tempo in cui tutto ciò che è sogno e desiderio si scontra con una realtà che vi contrappone scherno o addirittura noncuranza. Allora noi, che nasciamo dal sogno e dal desiderio, non possiamo che fare il tifo per una “capanna editrice” che fonda se stessa sull’Utopia  e, insieme ad essa, ripetiamo come un mantra il suo motto: non esiste che non esiste!
In bocca al lupo Sartoria Utopia e grazie per questi unici e colorati libriccini, che saranno pure partoriti dal sogno ma sono alquanto reali per chi li vorrà cercare.

 

4 poesie da:

 Francesca Genti – L’arancione mi ha salvato dalla malinconia – edizioni Sartoria Utopia, 2014 – pag. 80

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Tutte le madonne della sera

lente, primitive, in fila indiana
aspettando la Novanta nella sera
nel tramonto che rossiccio si dipana
aspettando nella sera una visione:
un gancio che disceso giù dal cielo
le ascenda a ultraterrena dimensione.

tutte le madonne della sera
estatiche davanti alla TV
aspettando dai programmi-verità
un messaggio, un segno, un dejavu:
la certezza che tutto quello strazio
sia la prova della loro santità.

tutte le madonne della sera
in plotoni verso i disco-pub
inguainate nei tanga e nei push-up
aspettando che un cristo di qualcuno
penetri lʼimene della noia
liberandole dalla loro castità.

tutte le madonne della sera
in vacanza il quindici di agosto
al collo un crocifisso di diamanti
al guinzaglio di uomini arroganti
aspettando un unico miracolo:
incontrare al mare degli amanti.

tutte le madonne della sera
genuflesse davanti alle vetrine
contemplanti con facce da cretine
giacche, minigonne, polacchine
arrancanti sopra tacchi molto alti
aspettando lʼApocalisse: i saldi.

tutte, tutte, tutte. e così sia.

 

*

 

Erotismo

sopra un camion che trasportava stelle
abbiamo rischiato un incidente serio
e abbiamo sbandato fuori strada
scongiurando di investire dei cerbiatti.

tutte le stelle si sono rovesciate nell’erba
e il prato era pieno di luce.

i cerbiatti, attratti dalla luce, hanno trottato
e leccato i pezzi di stelle rotte a terra.
ancora più belle così rotte. offerte.

la luce colava sul prato.
il nero si santificava e diventava gatti.

un vento profumato percuoteva la vita interiore.
e siamo sprofondati nelle stelle.

 

*

 

Preghiera schizofrenica

In questa valle di lacrime e gin toni,
grande cocomero, ora pro nobis,
dacci oggi la nostra red bull quotidiana,
mentre come san francesco e santa chiara
in povertà, si va per questa landa:
no bmw al massimo una panda.
sotto il cielo di catrame e liquirizia:
no sushi&vodka al massimo una pizza.

nell’ora estrema del nostro co.co.pro.
dacci, signore, un osso di kate moss
che sia reliquia a lenire nostra pena:
noi, confusi pit bull, gettati nell’arena
di questa vita agra, magra, skizzata
a cui non si riesce di dare una sterzata,
e rotoliamo senza una ragione
criceti sotto valium su ruota di cartone.

 

*

 

Domenica di primavera

mi raccolgo, in quanto fiore.

 

*

 

4 poesie da:

Anna Lamberti-Bocconi – La signorina di Cro-Magnon – edizioni Sartoria Utopia, 2014 – pag. 100

 

 

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Alcune cose reputo piacenti
in questa vita che non mi dà pace:
bere del vino bianco col panino;
avere dei gatti certosini;
guardare una persona come tutti
sulla sedia a rotelle mentre ride;
andare al ristorante “Piero e Pia”
quando qualcuno mi viene a trovare.
Di tutte queste cose si materia
la mia incredibile solitudine.

 

*

 

Guardare la disfatta evolutiva con tremendo distacco –
io, la signorina di Cro-Magnon, in piedi sugli acquedotti
romani, su dolmen e menhir – averlo dentro il futuro
tutto saputo già, scientifico, a calcoli astronomici
di sacerdoti – a fegato su marmo, caldo come gli agnelli
calata la lama – io signorina colma di nudità dritta al vento,
coi capelli scompigliati, i capitelli divelti,
colonne mozze, i capezzoli a freccia – conoscere l’attacco
e la fine, per nobiltà ancestrale, per il semplice fatto
che a mano libera la genetica mi disegnava nel tempo.

 

*

 

Io sono il fiore in mano
col fil di ferro in gola
quello che va nel marmo,
l’amore del tuo nome
che sussurrò bellezza
gioia, consolazione
la foto cancellata
dimenticata in acqua,
sono il pigmento rosso
che incarna la tua rosa
alta col fil di ferro
piantato nella gola.

 

*

 

Sogno di bere una fanta in una bocciofila
poco davanti ad una fontana che gocciola,
dopolavoro di autisti e tranvieri, domenica,
sole d’estate che avvita i suoi raggi nell’anima.
Lì piano piano potresti capire che esisto
sempre, con te, senza te, col cuore di vento,
come la linea più bella che traccia una rondine
quando nel cielo rincorre l’arte di perdere.

 

*

 

Qui il link per saperne di più e per gli utopici acquisti:
http://www.sartoriautopia.it/chi-siamo/

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4 commenti su “Non esiste che non esiste. Quando l’Utopia irrompe nel reale

  1. francescotomada
    25/12/2015

    Bello l’articolo e bellissima l’idea di SartoriaUtopia. Grazie a Francesca e Manuela per ciò che fanno.

    Francesco

    Liked by 1 persona

  2. ninoiacovella
    28/12/2015

    Un bellissimo articolo di Christian che apre alla bellezza degli incontri.
    La Sartoria Utopia un piccolo miracolo da sostenere.
    Christian, alla prossima andiamo a trovarle.
    Nino

    Liked by 1 persona

  3. marinella grosa
    09/01/2016

    E’ tutto veramente ben detto…è tutto veramente vero! Sartoria Utopia per me è un mito!

    Liked by 1 persona

  4. marinella grosa
    09/01/2016

    Tutto vero, anzi verissimo! E detto molto bene. Grazie.

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 24/12/2015 da in poesia, poesia italiana con tag , , , .
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