perìgeion

un atto di poesia

Mia Lecomte, Al museo delle relazioni interrotte

mia_lecomte

 

[Inediti dall’omonima raccolta di prossima pubblicazione]

…Verneigen wir uns
in jede Himmelsrichtung
und gedenken wir seiner
Einsamkeit
Wie der unseren

…Inchiniamoci
in ogni direzione del cielo
a commemorare la sua solitudine
come la nostra

                        Rainer Malkowski

[I luoghi tra parentesi, indicati in relazione ai testi, non sono quelli della scrittura – che avviene sempre altrove, in uno spazio non delimitabile geograficamente – ma quelli dove si è acceso lo spunto, sollecitato da un presunto accadere. Non riguardano alcun tipo di radicamento, non sono traducibili in una cartografia. Sono solo piccole tracce lasciate per segnalare il posarsi, sempre effimero, di un certo pensiero legato alla più ordinaria quotidianità, il provvisorio succedersi dei cerchi sulla superficie dell’acqua allo sfiorare del sasso. M.L.]

 

*

 

Rendez-vous
(Paris, metro Châtelet)

Ogni città ha il suo rosso
Sta appuntato alla meglio si apre a fiore
per permetterti di trovarla un tal giorno
perché tu possa arrivare sia puntuale
riconosca facilmente la città come tua
grazie al segno
Non è lei
tu non sai che ripeterti
non è il rosso il colore prescelto
non avrebbe dovuto sbocciare là sopra
esibito come un ultimo cuore di panno
Per non dire
dell’idea malinconica dell’incontro

*

L’ultima
(Paris, rue des Écoles)

Dopo la cena allo stesso modo
abbiamo pensato che sotto i vestiti
era arrivato in ritardo il sacrificio
del corpo del sangue in remissione
per noi e per tutti era tardi per la
benedizione pensavamo sei arrivato
troppo tardi quasi amore sotto
i vestiti per una nuova alleanza
Abbiamo piegato i tovaglioli
ci siamo alzati l’uno all’altra
ci siamo offerti appena più in alto
questo è il mio sangue il mio corpo
da ora invecchia in memoria di te

*

Tatoo
(Paris, Île St Louis)

Sostieni l’assedio
sulle sponde circondate dall’acqua
tra una corrente di pesci rupestri
che sbiadiscono ai ponti
smuovono l’isola dal profondo
La balena con i piraña
i granchi le sardine molluschi
tutti in circolo
fanno dell’isola un corpo
dell’acqua la sua pelle fregiata
di pesci mansueti e terribili
stretti attorno
lo avverti si riproducono
nel verso più interno al respiro

*

Diorama
(Paris, quai d’Anjou)

 

Una metà della casa affaccia su una città
una metà su un’altra
La prima città si riconosce dai pesci
in penombra bocca a bocca
si identifica in un fiume giocattolo
lentamente trascina un solo colore
L’altra città si divide fra menta erbe matte
qualche spiga una volta anche un ramo
di glicine d’oleandro
Questa metà della casa sulla tua città
quest’altra metà sulla mia
sul confine tutto interno al guardare
ci affacciamo rivolgiamo le spalle ad entrambe
a fronte a retro dell’abitare che ci abita
la testa è coda attorno al desiderio
una città sta di qua di qua l’altra
incontro al tuo al mio

 

*

Neverland
(London-Oxford, in treno)

                                           per I., M., A.

Piango la forma della vostra infanzia
fino a confonderne le dimensioni
eravate piccolissimi
indovino le dita trasparenti
le ciglia appena la nuca
Ve ne stavate nella vostra scatolina
chiusi dalla mia fragile magia
un due tre corpi bambini
piangendo non riesco a ricordare
la misura della voce le parole
e per favore come ridevate
Ricordo quest’unica canzone
la cadenza è quella della polvere
non è la morte la ragione
dice non è di morte che si muore
poi riattacca il ritornello
La vostra infanzia era tonda spigolosa
un prisma un uovo in un triangolo
io piango il coro che saremmo stati
lala lala lala voi tre con me
la polvere in sospeso
la ragione vera

*

Post-coitum
(Marsala, villa Salinara)

Vogliono entrare in casa tutte e cinque
si affacciano all’uscio e becchettano l’ombra
impegnata ai colori per porzioni in maiolica
la cucina riflessa nel vaso becchettano
la mano la tovaglia la mano ridistesa
appena e becchettano e appena

sono cinque galline schierate sul cuore
le piume intimamente sorprese piccolissime
porzioni di sguardo che non sanno posarsi
stanno inquiete si abbassano si arrovellano
giusto in fondo dove resta un alone d’estate
se n’è andato in silenzio alla fine
tu sei andato

tutte quante si è ripreso a covare

*

Appassionata
(Genova, Palazzo Reale)

Il pesce rosso cresce in proporzione alla vasca
viene configurandosi in una geometria di pulsioni
trattenuta esattamente nell’idea dei suoi limiti
un’impronta circorscritta in uno stampo di sangue
consapevole del piacere angusto degli spazi
che allaga vigile fino al punto in cui il suo tocco
si traducesse in un bacio tutto squame roventi
un amplesso di un muto tendente al carminio

il pesce è freddo ha freddo
sprofonda riaffiora nella sua circolarità intransigente
nel destino di un altrove riadattato ogni volta al millimetro
freme saldo al di qua dello slancio più saturo conclude
quel che eccede trascolora si disperde quel che è suo
ma non ha niente a che fare col suo rosso

*

P.S.
(Lugano-Chiasso, in treno)

Perdonami se sono di nuovo felice
si è passati dall’inverno che hai perso
poi qualcosa è cambiato
neanche tu te lo sapresti spiegare
ma non piango più così spesso
ricomincio a dormire su un fianco
non potresti mai crederci
ma la luce è tornata alla luce
anche il tempo indispensabile al tempo per
riprendere un’altra volta il suo posto
regolo il volume alla radio l’acqua in gradi
del dolore ho fatto mediocre poesia
e il gatto l’abbiamo seppellito nel fiume

*

Controtempo
(Lugano, Parco Ciani)

A un certo punto dell’invincibile
si assesta il finale nero su bianco
lì crollano le torri
i cavalli raggiungono la fiera
tutti gli alfieri si credono re
i re sospettano dei pedoni
e fra le regine
le due regine ferme
con malagrazia dentro al corpo
a distanza delle stesse mosse
cala il primo bianco di una nebbia
s’alza per intorno come nero

 

*

CV
(Milano, corso Monforte)

È da subito nata altrove giusto in tempo
per accendere sottosopra ogni nuova sua casa
attaccarla ad un filo perpendicolare alla soglia
con le scarpe rovesciate con le ombre che oscillano 

per gli studi avrebbe avuto l’attenuante di un alibi
dei più semplici che non suona neanche la sveglia
il lavoro a seguire una solenne fatica di crederci
ogni volta la stessa e declinata all’inverso

attitudini
qualche anno fa sapeva essere più intelligente
un certo modo civettuolo di rivolgersi a dio

esperienze
quel suo trisavolo che per primo ha infilato
la testa nelle fauci di un famoso leone

*

Mia Lecomte è nata nel 1966 e attualmente vive tra Roma e Parigi. Poeta, autrice di narrativa, di testi per l’infanzia e di teatro, tra le sue pubblicazioni più recenti si ricordano: la silloge poetica Intanto il tempo (La Vita Felice 2012); la raccolta di racconti Cronache da un’impossibilità (Quarup 2015); e il libro per bambini L’Altracittà (Sinnos 2010). Le sue poesie sono state pubblicate all’estero e in Italia in numerose riviste, e in raccolte antologiche, e nel 2012, a Toronto, presso Guernica Editions, è uscita la sua antologia bilingue For the Maintenance of Landscape. Traduttrice dal francese, svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica, e in particolare della letteratura transnazionale italofona: è curatrice delle antologie Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Le Lettere 2006), Sempre ai confini del verso. Dispatri poetici in italiano (Éditions Chemins de tr@verse 2011) e con Luigi Bonaffini A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy (Legas 2011). È redattrice del semestrale di poesia comparata “Semicerchio” e di alcune riviste letterarie online, fra cui il trimestrale di letteratura della migrazione “El Ghibli”, e collabora all’edizione italiana de “Le Monde Diplomatique”. È ideatrice e membro della Compagnia delle poete (http://www.compagniadellapoete.com/).

 

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3 commenti su “Mia Lecomte, Al museo delle relazioni interrotte

  1. francescotomada
    16/02/2016

    Mi colpiscono molto queste poesie. Fra tutte le altre cose, mi piace l’ironia quando non è fine a se stessa, ma sa ritornare indietro a riflessione appena accennata.

    Francesco

    Mi piace

  2. Giulia Santoro
    16/02/2016

    Belle è intense come sempre!

    Mi piace

  3. marco ercolani
    24/02/2016

    Bellissime, Mia!!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 16/02/2016 da in poesia, poesia italiana con tag .
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