perìgeion

un atto di poesia

Sette inediti di Paolo Polvani

A  cura di Christian  Tito

 

Paolo-Polvani1-208x208

 

 

Minuto diciotto

Aspetto il minuto diciotto della sinfonia Titano, signor
Gustav Mahler, è lì che il tumulto s’impenna,
imbizzarrisce, disarciona, è lì che l’impeto delle mani,
è lì che il corpo asseconda un vento, una furia, l’invisibile
assalto. Signor Gustav Mahler io non so dire
la bellezza. Ci sono le stagioni. Ci sono deserti
in attesa di un perdono, le infinite acque che ci restituiscono
migliori, ci sono gli esempi, le melagrane, l’azzurro del respiro,
ci sono le parole, gli scarabocchi degli uccelli, e c’è
quel minuto diciotto della sinfonia, sul quale mi piace
arrampicarmi, issarmi, sporgermi, precipitare.

 

Poema orecchio

Questo è l’orecchio. Vi abitarono varie sinfonie, vi si accostò
il mare, sussurrando. Alcune voci bussarono, e fu aperto.
Il canto della pioggia vi si accomodò più volte. E il sibilo del vento,
che somigliava a un pianto. Mi ci sdraio e guardo
il fiume che passa, col suo codazzo di farfalle.
C’è una sala d’attesa con le tende, una vecchia radio,
appesi alle pareti suoni, un lento miagolio, un semplice
sentimentale orecchio che attende e si protende, si arrampica, sale
di corsa le scale, trafelato scruta, fiuta le parentesi, spalanca
le braccia, tende le mani, tocca le parole, soppesa
i verbi, il fitto brulichio dei nomi, accarezza il silenzio
della neve che cade. E’ una festa della solitudine.

 

Ottobre

Chi eri quel giorno d’ottobre ?
Nell’esteso sbadiglio dei campi
tu, nel gran sonno d’autunno,
aprivi una parentesi.

Tu, mera ipotesi,
tu congettura
nuova al mondo.

Tu, chimera futura
strappata al nulla,
al vuoto in cui ti dibattevi
come in un mare di silenzio.

Il tuo vagito era un giovane
vento, distoglieva la terra
dal sonno.

 

Milano è un vestito blu

Milano è un vestito blu e la primavera
ti rovina tra i piedi.
Anche stavolta dio non è venuto, Sonia,
ma tu non lo sapevi
che perde il treno, manca gli appuntamenti
spesso ha un’aria smarrita e sta nei bar
senza risolversi.

Che idea cercarlo nella metropolitana.
Ti guardi le mani e tra le dita
non brillano formiche.

Dio potrebbe essere una melagrana, ma c’è
troppo rumore e si spaventa.

Ma forse ce l’avevi addosso, Sonia,
era quel blu, era Milano, era la primavera,
era il rimpianto
che pestava i piedi.

 

Un gatto da romanzo

Il gatto abitava felicemente quei romanzi,
quelle poesie. Guardare come socchiudeva gli occhi era
davvero una delizia. Diceva molto con poco, come fa
del resto la buona poesia. Passeggiare nei libri
era il suo divertimento. Facilitava certe storie,
sovvertiva le trame, invertiva gli esiti, e nei versi
si leccava i baffi, in definitiva un perfetto attore
letterario. Genio dell’invenzione. La sua coda
entrava e usciva dai romanzi, nelle poesie
era il suo passo felpato che decideva il ritmo.

 

Buongiorno sorelline

Buongiorno sorelline, vi soffio aprile sulla faccia,
rinnovo alla fame il benvenuto, m’inchino al buio
d’ogni promessa, all’enigma della notte, perpetuo
il mio scodinzolare, spalanco le finestre.

Mi regalate il privilegio di abitare
le stanze di una poesia, vi guardo scalpitanti,
tumultuose correnti della vita. Custodite
il suggello di amarci, di percorrere insieme
un tratto della via, di accudirci dentro la poesia.

Vi conservo anch’io all’interno
di un palazzo di carta, nel sigillo di un libro.
Ci siamo rivelati le paure, i desideri, abbiamo abolito
ogni segreto, inventato codici, escogitato
segni, inventariato sogni, spalancato i cancelli
delle quattro esse: salute soldi sentimenti sesso.
Concimato il terreno di parole.

Adesso ci abitiamo, abitiamo dentro la poesia.
Siamo liberi di andare e tuttavia ancora ci teniamo
per mano, ci sfioriamo di carezze, di appigli.

Vi porto con me, tra il circolo polare e l’equatore,
in veglia e sonno, in povertà e dolore, vi accompagno
dalla periferia fino al più fondo, profondo centro del cuore.

 

Il colore del mare

I gabbiani lo sanno di che colore è il mare,
ne custodiscono il rimpianto in fondo agli occhi,
ne sigillano come un segreto il suono dentro il becco,
quella cantilena triste che notte e giorno chiama l’estate.

Ne piluccano i bordi fingendo distrazione,
ne assaggiano la pelle, lì dove non ci sono date,
non ci sono calendari ma solo l’andirivieni delle nuvole.

L’azzurro è un artiglio che non lascia scampo,
ti divora i sogni, è una minaccia e un lampo,
la tentazione di un azzardo, una pazzia, è un giugno
spaginato di rondini, sciabolata di gioia, un pugno.

Eccolo il mare azzurro come una paura.
E’ qui che galleggiamo ad ali spalancate.
Questo è l’azzurro che ci assedia e ci tormenta,
ci soffoca, ci strazia il suo grido lontano.

 

 


 


 

Paolo Polvani è nato nel 1951 a Barletta, dove vive. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia:
Nuvole balene, ediz. Antico mercato saraceno, Treviso 1998;
La via del pane, ediz.Oceano, Sanremo 1999;
Alfabeto delle pietre, ediz. La fenice, Senigallia, 1999;
Trasporti urbani, ediz. Altrimedia, Matera 2006;
Compagni di viaggio, ediz. Fonema, Perugia 2009;
Gli anni delle donne, e-book, edizioni del Calatino, 2012.
Un inventario della luce, ediz. Helicon 2013.
Cucine abitabili, Mreditori, 2014
Una fame chiara, edizioni Terra d’ulivi, 2014.
Sue poesie sono state pubblicate da numerose riviste, tra cui: Anterem, Steve, L’immaginazione, Il filo rosso, La Vallisa, Portofranco, La corte, L’area di Broca, Le voci della luna, Offerta speciale, Quinta generazione, L’ortica; e su numerosi blog, tra cui: Carte sensibili, WSF, Fili d’aquilone, Poiein, Corrente improvvisa, La presenza di Erato, Poliscritture, La bella poesia.
E’ presente in molte antologie, tra cui: Dentro il mutamento, edito dalla casa editrice Fermenti nel 2011 e in varie antologie tematiche, tra cui Il ricatto del pane, ed. CFR, Rapa nui, ed. CFr, e 100 mila poeti per il cambiamento, Albeggi editore.
Ha vinto diversi premi di poesie. E’ tra i fondatori e redattori della rivista on line Versante ripido, che pubblica alcuni tra i poeti più interessanti del panorama letterario italiano e internazionale.
Fa parte dell’associazione Autorieditori che promuove la pubblicazione e la diffusione della poesia.
Fa parte del gruppo Tinelli poetici, che si propone di diffondere l’amore per la poesia attraverso letture nelle case private, in piccoli gruppi, e nelle associazioni culturali.

Annunci

7 commenti su “Sette inediti di Paolo Polvani

  1. Carla Bariffi
    12/03/2016

    Meravigliose! Trasmettono ritmo e bellezza, il mio genere …grazie.

    Liked by 1 persona

  2. tramedipensieri
    12/03/2016

    Splendidi inediti

    Mi piace

  3. Stefano Della Tommasina
    12/03/2016

    molto belle! le prime due eccellenti.

    Liked by 2 people

  4. marilena
    12/03/2016

    Il mio amico Paolo! Continua a sorprendermi e mi entusiasma la sua dolcezza 🙂

    Liked by 1 persona

  5. Evangelia Polymou
    17/03/2016

    L’ha ribloggato su evangeliapolymou.

    Mi piace

  6. paolo
    17/03/2016

    grazie Evangelia, grazie a quanti hanno letto!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 12/03/2016 da in Senza categoria.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: