perìgeion

un atto di poesia

Anticipazioni: Ada Crippa

 

 

jodice_isolario_mediterraneo

 

 

a cura di Antonio Devicienti

 

 

Anticipiamo alcuni testi che saranno pubblicati nel mese di giugno da Caosfera Edizioni di Vicenza; il libro s’intitolerà TRA L’ARIA SENZA FORME e ringraziamo l’autrice, Ada Crippa, per averci generosamente concesso quest’anteprima che, spero, sia capace di suggerire i caratteri salienti di un’opera la quale, dietro l’apparenza di uno stile aereo, affronta temi e assume posizioni di stringente problematicità; la scelta espressiva che Ada Crippa effettua è, infatti, motore d’una riflessione esistenziale e storica che non appesantisce o banalizza i testi, ma, in quest’ardita e decisiva giuntura tra levità del dire e rimando ininterrotto all’esistere personale e collettivo, li rende luminosi nel loro essere quasi impalpabili, eppure così stimolanti per la riflessione da parte del lettore. Cristallino e sorvegliato il linguaggio, deflagranti i concetti espressi, “luccicanza” dei testi.  (A. D.)

 

 

NOTA DELL’AUTRICE

Le poesie qui raccolte sono una parte del percorso di scrittura poetica che va dagli anni ‘70 sino a oggi. Sono poesie le cui tematiche dicono sia del contesto storico attraversato nella militanza politica – sindacale, sia della vita personale tutta al femminile in una Italia dove la cultura patriarcale ̶ maschilista inibiva e ostacolava l’autoaffermazione della donna. Sono anche poesie di puro rapimento estatico dove la semplice bellezza naturale mi portava (e mi porta) alla sua contemplazione; dove la rosa stimola il volo dell’immaginazione e svela la metafora. Sono poesie fortemente connotate da un senso “altro” – l’ indecifrabile  ̶ , quello che si avverte quando si ascolta il soffio del vento.

 

*

 

dalla sezione DI NUVOLE E DI LUCE

 

Viene un giorno di luce splendente
mette ali alle caviglie
remi alle braccia e una vela in testa
e ne viene un altro di nuvole grigie
con ugual diritto d’esistenza

̶  ché il cielo non ha timbri per un passaporto  ̶

m’appesa il respiro il colore del piombo
mandandomi a gambe all’aria
bocca chiusa e una chiave persa

 

*

 

Non va la sera alle mie gambe
come la sua fulgente stella
alla mia mente:

ala pulsante
immaginifica
luccicanza
vita incorporea
contrapposta
alla materia
che salva

 

*

 

I muri scottano
nell’arsa calura
nulla cresce
nella calce

solo si vede
tra crepe antiche
un punto verde
un germoglio
incredulo
intimidito

oh tenace seme nascosto
un filo di luce
solo
ti è stato vitale

 

 

dalla sezione DELLA NEVE E DELLE ROSE

 

Atelier

Fiocchi
fiocchi

cadono

fitti fitti

faville
fatte
fili
fumo
forme

a intessere nuvole
nell’atelier della sostanza

l’abito bianco
a guisa di tulle alla terra
ammutolisce e incanta

 

*

 

Niente è per sempre

Niente è per sempre
come la vita

ritornerò forse sabbia delle dune
o rosa del deserto
o pulviscolo nell’aria

toccherò l’antro del tuo animo
respirandomi
e sarà solo un sentire
in quel respiro
una parvenza inafferrabile
d’ombra a lasciarti un frammento
indecifrabile di quel che fu
la vita d’altri in altro tempo

tu che ancora devi venire

 

 

dalla sezione ROSA GUERRIERA

 

Mia terra

Mia terra è questo mondo
pure il tuo mondo è questa spenta stella
dove il fuoco partorì l’acqua e l’acqua la schiuma della vita
microscopiche sferule di cipria astrale intessute, gemma di luce distillata

più non rispecchia l’acqua la mano che sottrasse l’oro nero dagli abissi
alla sua grassa gola flagellando gli azzurri ̶ s’avvolgono nuvole
sterili dall’affanno degli oceani lividi – quale suono verrà
dalla conchiglia alla tua voce?

Vengo a te

Non c’è altro che il mare
per la mia libertà

non c’è altro che guerra
alla porta della mia casa

non c’è altro che speranza
a legarmi a una barca
e venire alla tua soglia

 

*

 

Stranieri

In queste strade abbiamo morti
e fiumi rossi impastati
con la sabbia delle dune

argilla umana le vostre coppe
alzate al down jones

e abbiamo case sventrate
con la brama della gloria
e pane cotto sul fuoco
dei proiettili incrociati
e abbiamo bambini
dagli sguardi allagati
e madri urlanti
ai venti assassini

comprate le nostre vite morte
stranieri
ai sentimenti

 

*

 

Ossimori

C’è una musica nel mondo
inascoltata

le sue grida
nelle catastrofi

 

*

 

Il mondo non ha bisogno di me
né di te
eppure ci nutre degli altri
la vita

vedi dunque di filtrare il veleno
prima di versarlo nei solchi della storia

 

*

 

M’infilo nella cerniera dell’orizzonte
nuoto nuda tra mare e cielo
squame e piume sulla pelle

e ritorno a casa

 

*

 

Sentire la forza nelle ali
e spiccare il volo
come un falco
dalla rupe
al mare

 

 

dalla sezione DELL’ ESULTANZA

 

Not(t)e

C’è una città di stelle che fa musica, la senti ?
la senti quando il cielo è blu
quando della notte non senti voce alcuna
da questa sfera d’acqua, di pietra, di terra
di questo mondo di pelle, di piume
di bocche di lingue di foglie
una linea perpendicolare sale e scende
non mostrandosi la senti
pizzicare le stelle
come un archetto il violino
o delle dita la tastiera un pianoforte
o il canto di mille e mille cicale disperse?

C’è una città di stelle che fa musica, la senti?

 

*

 

A nuda pelle

Senza inferni né paradisi
da tempo scacciati dai miei sogni
penetro il mondo
con le punte delle dita

dall’oscurità dei ciechi
la percezione della vita
a nuda pelle sento

 

*

 

Ala felina

Ho un’ala remota
che a volte s’alluna

bianche piume vestite di cielo

e un’unghia felina
nascosta nel pelo

 

L’immagine d’apertura è una foto di Mimmo Jodice da “Isolario mediterraneo” (2000).

 

 

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6 commenti su “Anticipazioni: Ada Crippa

  1. Ada Crippa
    12/05/2016

    felice dell’essere qui! onorata e grata ad Antonio Devicienti per aver dedicato il suo sguardo, il suo tempo alla lettura e interpretazione del mio fare poesia. Grazie.

    Mi piace

  2. Carla Bariffi
    17/05/2016

    Ho un’ala remota

    e un’unghia felina

    mi riconosco …

    ciao Ada, un abbraccio!

    Mi piace

  3. Ada Crippa
    19/05/2016

    Ciao Carla carissima! che piacerti ritrovarti e saperti in quell’ala felina. proprio ieri sera parlavo di te ad un giovanissimo amico poeta lecchese davanti a quel tuo- nostro bellissimo lago. gli parlavo della tua poesia ti abbraccio

    Mi piace

    • Carla Bariffi
      19/05/2016

      Ora però mi hai messo curiosità al riguardo dell’amico poeta lecchese …
      carissima Ada, se vuoi scrivermi in privato ti lascio il mio indirizzo …
      potremmo sempre incontrarci di nuovo sempre in nome della magnifica poesia!:-)
      (Montiglio è stata un’esperienza indimenticabile!)
      a presto 🙂
      e complimenti per la tua prossima pubblicazione!

      Mi piace

  4. Ada Crippa
    21/05/2016

    si, Carla, ti scrivo in privato e sarei felice di rivederti magari passeggiando in poesia davanti a quella poesia che è il lago 🙂

    Mi piace

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