perìgeion

un atto di poesia

Giovanni Peli, Albicocca e altre poesie

pelirot

di Roberto R. Corsi

L’ultimo libro di Giovanni Peli – Albicocca e altre poesie, edito da Sigismundus – risente nettamente, a mio avviso, della formazione e impostazione musicale del suo Autore. Fanno quasi pensare a un long playing da un lato l’ideale “terenziano” di occuparsi di temi svariati e distanti – il ricordo, il frammento esistenziale (spesso amoroso, entro il Liederkreis per la protagonista indicata col nome del frutto), la denuncia sociale politica e generazionale (fino all’autodenuncia: c’è nel libro un carsico leitmotiv “confessionale” sui dubbi e le paure della genitorialità), le cahier de voyage; dall’altro il linguaggio piano, l’andamento ostinato di ballata, la chiarezza del messaggio. Qualche improvvisa spezzatura del ritmo qua e là non impedisce di apprezzarne più di un esito.

***

Natura  

Non è naturale dormire
né figliare
né avere pensieri
segnati dal tempo
e dalle ortiche.

***

Sulle tracce degli Etruschi, 

L’urna col corpo di alieno
e orme policrome.
L’uomo chiama l’uomo
alla terra. Ora
tutto è più verde
attorno alle dolci curve

***

Sulla guerra in Siria

Io vedo i volti di chi sta scappando
nei riflessi dei vetri mentre sogno
di andare a Parigi a bere e cantare.
Le luci false del limpido agosto
la voce aguzza di una complice estate
come punte di frecce avvelenate
sfondano questa mia imbecillità.
Quei volti segnati dall’universo
arido dove tempo e spazio bruciano
hanno rugosi gli occhi al loro interno.
Le pieghe dure della pelle generano
mostri, grida, odio, disprezzo, pensiero
indelebilmente vano e smarrito.
Si ha il terrore di ogni sasso e animale,
si percorrono chilometri a piedi
verso sterminate terre d’altrui nulla.

***

da Dieci, micropoema

ciò che tocco cambia consistenza alla mia pressione
le dita sono diventate magico pigro strumento
questa non è una di quelle giornate da ricordare
potrei essere sciabordato dalla lavandaia alla riva
quando il fiume scorre falsamente apatico
e quelle donne danno vita all’incongrua violenza
lavando molti anni fa pezzi di vita vissuta nei vestiti
tocco anche me stesso per ricordarmi
per dare più vita alle tempie e alle dita stesse
sono troppo vicino al mio io e questo è solo l’esordio

mi guardano soltanto animali immaginati
cupi prodotti delle piogge estive dei grigi colori estivi
quando tutto dovrebbe essere il contrario di quello che è
abbiamo tanta musica affossata dietro le orecchie
da non riuscire ad ascoltare nient’altro che pioggia
nessun latrato nessun bambino nessun cinguettio
rincuora questa povera e volgare epoca
continuamente posta in un cattivo risveglio
un’epoca svegliata male poco pulita per nulla fiduciosa
epoca di cialtroni di menti svogliate e complici (…)

di cosa sei fatta tu e tu ancora di cosa sei fatto
se tu fossi pura idea io ti vorrei ripensare uguale
non è possibile pensarci figuriamoci dirci
però possiamo abbassare la guardia spogliarci
renderci immuni dai centri commerciali e dalle bombe
possiamo cercare tutta la vita una sensazione
quel luogo bianco dove non si capisce davvero nulla
e non c’è nessuna illusione di maturità virilità assenso
non c’è limite seduzione desiderio cane gatto mucca
c’è tanto dolce bianco da immaginare fino a un attimo prima

il giorno dopo eravamo ancora lì e fu una vera fortuna
poter dire le stesse cose di ieri come se fosse vacanza
e non fraintendere non pensare male di mezzo mondo
solo perché una parola non era esattamente giunta a destinazione
mi sono messo a suonare a caso e sembrava un’ottima soluzione
non nasce non nasce non può non deve nascere un altro
bambino uomo donna guardiamoci negli occhi
non può non deve nascere ora nonostante la nostra vecchiezza
cosa daremo a lui ti ho ripetuto continuamente
ma perché non voglio davvero credere all’amore (…)

giunge al termine sepolta dentro i tuoi occhi la confessione
ormai verdeazzurra con la voglia di andare al mare
la disperazione si attorciglia nei ricci e tenendoti per mano
la disperazione miagola un grande sì miagola speranza
grugnisce come un vero uomo disarcionato
torna negli angoli come la polvere ma noi puliamo
ci facciamo distruggere dalla macchina che fa il pulito
restiamo in quattro o cinque o sei o anche dieci
nella stessa fortunata persona datasi fuoco quanto basta
dolorante per quello che serve dirsi vivi insieme e cantare.

***

Al Nulla

Caro Nulla,
ti sia lieve l’esistenza
che non ti pesino
l’insonnia emaciata
le rose strappate
le dolcezze.
Che nelle tue vene
non soggiorni il virus della ragione
che si conservino libere le tue ossa
dal desiderio, dall’ossessiva vitalità.
Caro Nulla,
non accanirti contro:
il tempo è amico,
siamo esseri
malvagi d’amore
e deliri,
danze.

***

Albicocca ancora

Entra la notte ad assaggiarti
la pelle tua chiara di Albicocca
quando la finestra è un occhio dolce
come il tuo, fatto di lacrime e desideri.
Siamo, insieme, come il letto
del fiume sfolgorato dalla corrente:
il bene non è il contrario di niente.

______________________
Giovanni PELI, Albicocca e altre poesie, S. Benedetto del Tronto: Sigismundus, 2016, pp. 76
Foto concessaci dall’A.

Annunci

Informazioni su Roberto R. Corsi

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Scrivo per lo più [di] poesia e di musica classica, arte, cultura. I mostly write [about] poetry and about classical music, art, culture.

Un commento su “Giovanni Peli, Albicocca e altre poesie

  1. Pingback: Roberto Corsi presenta Albicocca su Perigeion | Giovanni Peli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30/05/2016 da in poesia, poesia italiana con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: