perìgeion

un atto di poesia

La poesia non invecchia. Cinque sonetti dolenti e balordi di Lucetta Frisa.

 A cura di Christian Tito

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Ho conosciuto personalmente Lucetta Frisa il 13 febbraio di quest’anno. Lo ricordo bene e non potrò dimenticarlo perché sul libro che in quella occasione mi ha donato (Sonetti dolenti e balordi, 2013, CFR) nella dedica che le chiedo, Lucetta sottolinea che resterà  una data da ricordare. Quando si realizzano degli incontri che non sono di tutti i giorni si tratta sempre di date importanti, ma questa  lo sarà in particolare per me perché incontrare un libro di poesia così ispirato e ricco capita ancora più raramente. Nella vorticosa iperproduzione di volumi di poesia, iperproduzione liquida a flusso inarrestabile che evapora e si dissolve non appena lasciata la fonte, trovare la poesia di Lucetta Frisa è invece certezza di essere catapultati in un vortice denso di suggestioni e visioni omnidirezionali;  una specie di centrifuga in cui si piomba venendo  investiti e impastati con tutte le valenze dello stare al mondo attraverso una coscienza lucida, vigile, empatica, fortemente presente a se stessa ma che in se stessa non si esaurisce, anzi, si presta spesso agli altri, soffrendo e gioendo, se è il caso, anche per loro e con loro; piangendo (e tanto) anche per un gatto amato che, pure se morto,  in lei non muore e, attraverso la sua poesia, resta vivo per tutti.

Non voglio aggiungere altre parole; non bisogna aggiungerne molte quando è la poesia stessa ad essere capace di evocare, coinvolgere, parlare. Solo ancora voglio dire che è bello riconciliarsi con questa strana forma d’arte quando l’eccesso di volumi in circolazione (spesso di modesta qualità) rischia di annegare la nostra passione la quale può risorgere granitica solo  aggrappandosi alla vera poesia per non affondare.

___________________________

 

Realizzare qui i sogni è un errore:
le idee quando cadono a terra cambiano
forma s’infettano negli acquitrini
dove vanno a infangarsi gli uccelli.
Anche al fulmine torce la traiettoria
il magnetismo infero. Dovevamo
sempre amarci e condividere in pace
i beni e i mali della terra ma
neppure in alto c’è vera armonia
chiedilo a Lucrezio agli atomi stellari
alle cellule tumorali è sorpresa
tutto un soprassalto un movimento
molesto. Chi sogna sa la sfasatura
aprendo gli occhi toccando l’idea.

 

***

 

Morì all’inizio dell’estate il gatto
che fino all’ultimo cercava il sole
fu eliminato con un’iniezione
letale piansi col veterinario
sensibile e un amico generoso
lo interrò cantando nel suo giardino
come un becchino shakespeariano.
Quel luogo non c’è più dov’è il mio gatto
tra tutti i gatti notturni bianconeri
fatti polvere senza campi elisi
ridete pure di me che piango un gatto
morto venticinque anni fa graffiando
il sole e il mio braccio ma così docile
per animale consenso al suo destino.

 

***

 

Bisogna uscire da sé consegnare
i nervi e i pensieri al nulla che non
ha corpo e non soffre. Subire le offese
farsi strappare abiti e voce e allo specchio
ridere dell’estremo lusso di sé
pensando finalmente sono arrivato
a fine viaggio e sono folle vuoto
di voi e di me, questo è il Paradiso
l’Eden il Nirvana di questa terra
e non ce n’è un altro, un altro di me
non nascerà sono irripetibile
non siamo non saremo più, solo
atomi allo sbando cani sciolti
nell’aria, selvaggi, alleggeriti.

 

***

 

Bisogna uscire da sé per entrare
negli altri nel loro dolore come
nella loro gioia entrare nell’erba
negli occhi dei cani nel cuore algido
dei metalli e dei sassi docilmente
entrare ovunque dicendo scusate
non siamo invadenti ma è per conoscenza
siamo divisi solo in apparenza
ad ognuno la sua parte e la sua voce
e la sua futura polvere. Sapete
chi siete e dove andate? Amateci
fate finta di parlarci compatirci
anche noi come voi siamo gli attori
di questa tragedia d’odio e amore.

 

***

 

Questi brandelli di sapienza astri
soli in mezzo al cielo vuoto apparsi
su pagine quasi tutte bianche
riempite da noi da chi ora vive
e li interroga qui tra vita e morte
cauterizzati come un’ustione
antica che ha perduto per sorte
la sua tenera pelle protettiva.
Si deve dire e intuire: ciò che è,
è perché può essere mentre il nulla non è,
allora noi non siamo nulla ma potremmo
essere. Uomini? Chiudo il libro
sotto questa perturbante luce.
_____________

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15 commenti su “La poesia non invecchia. Cinque sonetti dolenti e balordi di Lucetta Frisa.

  1. pagale63alessandra
    05/06/2016

    Da anni seguo con interesse la poesia di Lucetta Frisa e conosco bene questo libro. Potrei definire i suoi versi utilizzando una citazione interna: “perturbante luce”. Con maestria e raffinatezza tecnica, dovuta anche alla lunga frequentazione della poesia provenzale e francese, Frisa coniuga leggerezza e verticalità, volando sicura sugli abissi della mente (da ricordare le incursioni letterarie nel disagio psichico, da studiosa e osservatrice, in “Anime strane” e altrove, in collaborazione con Marco Ercolani). La sua poesia fa ciò che fa la fiaba, secondo Bruno Bettelheim: accarezza il lato inquieto e inquietante della vita, mentre aiuta il lettore a elaborarlo. Un aereo ricamo sull’angoscia, che – come l’aria – resta dentro e fuori dalla vita, la comprende, la pervade.

    Liked by 4 people

  2. Marco G. Maggi
    05/06/2016

    …e sono folle vuoto di voi e di me…

    Mi piace

  3. iole
    05/06/2016

    sì, ha trasmesso benissimo Christian Tito il senso di accoglimento e puro bene che ne viene da questa poesia. Empatica e vera e onesta. Tutto ciò che serve alla poesia per essere tale. grazie.

    Liked by 3 people

  4. tramedipensieri
    05/06/2016

    La poesia non invecchia ma si rinnova come in questi versi della brava Lucetta Frisa

    Mi piace

  5. francescotomada
    06/06/2016

    Davvero brava, profonda, sicura. Il contrario della banalità.
    Grazie di questo omaggio.

    Francesco

    Liked by 2 people

  6. lucetta frisa
    07/06/2016

    Anch’io ricordo quel luminoso giorno alla Stanza della Poesia di Genova:si presentava il bel gruppo redazionale di Perigeion. Colpita dalla vostra qualità artistica insiema alla qualità umana! Non succede facilmente.Antonio Devicienti aveva già dedicato ai miei Sonetti un’intera recensione,lunga,dettagliata e superba. Irripetibile Antonio che,quando sceglie un poeta di cui parlare, lo esamina con una penetrazione che sa del soprannaturale…Rarissimo incontrare un “critico-poeta” come lui. Ora, l’omaggio di Christian Tito che mette in luce ulteriormente i miei versi,li distilla come perle e ce le porge . Sono profondamente commossa e riconoscente a lui e a tutti gli altri che sono passati o che passano di qui lasciando anche una sola parola. A cominciare da Alessandra Paganardi,un’altra persona e poeta eccezionale,amica sempre presente a commentarmi ogni volta che appare su questa scena del web qualcosa di mio. Grazie? Ebbene,GRAZIE!.

    Liked by 1 persona

  7. lucetta frisa
    07/06/2016

    Aggiungo qualcosa che forse non è poi così importante; questo libro di poesia si divide in diverse sezioni e ogni sezione include un certo numero di poesie sul tema. Ad esempio, sequenza del dolore, sequenza della follia, seq. del mistero,seq. del sogno,seq.privata, seq.dell’uscire da sé, sequenza dell’inconclusione.
    (La parte finale del libro si intitola Sole dell’insonnia, comprende poesie varie sempre un po’ “dolenti”…)
    La bellissima postfazione è di Francesco Marotta- e l’editore, Gianmario Lucini ,(CFR) una gran bella persona che ci ha lasciato tutti nel dolore andandosene di qui prematuramente.
    GRAZIE ancora a Christian Tito e agli eventuali lettori.

    Liked by 1 persona

  8. ninoiacovella
    07/06/2016

    La tua poesia, Lucetta, si sposa perfettamente con la poetica di questo blog. Anche il tuo intervento di ringraziamento è in quella linea. Cerchiamo di rimanere un’isola di buone intenzioni. Ci piace mettere in risalto la scrittura di qualità che scava nel territorio profondo dell’umano. Tutta la nostra gratitudine.
    Nino

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  9. pagale63alessandra
    08/06/2016

    E’ sempre un piacere seguire Lucetta Frisa, condividere i suoi testi sulla mia pagina FB e scrivere recensioni, quando riesco a trovare il tempo. La sua è una rara prova di come la cultura poetica, profondamente assimilata e rielaborata, possa diventare materia di poesia al pari dell’esperienza e della cosiddetta “realtà”.

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  10. anna salvini
    08/06/2016

    Bisogna uscire da sé per entrare
    negli altri nel loro dolore come
    nella loro gioia entrare nell’erba
    negli occhi dei cani nel cuore algido
    dei metalli e dei sassi docilmente
    entrare ovunque dicendo scusate

    questo è quello che fa la poesia, quando un poeta è vero…
    ho letto con commozione, toccata profondamente dalla scrittura di Lucetta.
    Un grande grazie a lei, a tutta la redazione per l’ottimo lavoro da quando hanno iniziato questa avventura.

    Liked by 2 people

  11. lucetta frisa
    08/06/2016

    ancora tre grandi GRAZIE! Ancora ad Alessandra Paganardi, a Nino Jacovella che mi ha davvero emozionato e a Anna Salvini che non ho il piacere di conoscere personalmente. (Si,m’interessano le persone,oltre che i poeti,m’interessa l’intesa ,l’amicizia disinteressata e sincera e qui, su Perigeion, sono sicura di averla trovata ( e non solo perché mi leggono e lodano)! Ne sono felice.

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  12. leopoldo attolico
    08/06/2016

    Che dire di queste belle cose . Poesia cercata inseguita ed amata con quell’umana partecipazione che vuole obbedire soltanto al cuore della lingua, alla sua profondità.
    grazie
    leopoldo attolico –

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  13. Giorgio Galli
    08/06/2016

    Ad ogni rilettura questi versi sono più trasparenti, e ogni volta la loro trasparenza rivela qualche centimetro in più di profondità -senza mai esaurirla. Gli strumenti di questo miracolo sono una parola esatta e schiva e un pensiero ricco ma umile, sempre al servizio dell’elemento umano. Grazie.

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  14. leragionidellacqua
    09/06/2016

    Sì, Lucetta, perturbante luce e bellezza. Grazie

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  15. Giorgio Galli
    19/06/2016

    L’ha ribloggato su La lanterna del pescatore.

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Questa voce è stata pubblicata il 05/06/2016 da in poesia, poesia italiana con tag , , .
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