perìgeion

un atto di poesia

Prova tangibile d’amore: sei poesie di Molly Kirschner

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di Guido Cupani

Una delle cose che meno si riesce a spiegare agli altri (e a sé stessi) è l’innamoramento. Io di questa poesia sono innamorato. È cominciato con un classico colpo di fulmine; una cotta adolescenziale. Ora, dopo qualche settimana, vedo l’oggetto del mio innamoramento con occhi più obiettivi: ne vedo i trucchi, le idiosincrasie; ma li accetto come parte di quel tutto che mi piace così tanto contemplare. Parlo dei miei sentimenti perché è l’unico modo di giustificare il fatto che non riesco ad analizzare questi versi in profondità, con occhio di chirurgo o di agente immobiliare. Brillano troppo ai miei occhi per permettermi di capire perché brillano. Li presento in preda a quella bizzarra frenesia che ci spinge a confidarci con qualcuno quando ci accade qualcosa di bello e segreto.
Molly Kirschner (Montvale, New Jersey, USA) è giovane e prolifica. Sul suo tumblelog appaiono quasi ogni giorno nuovi versi, a documentare un continuo sobbollire da cui è già distillata una prima raccolta (Hard Proof, “Prova tangibile”, Red Mountain Press 2015) e va decantando una seconda (Notes For Further Research, “Spunti per una ricerca futura”). Quest’ultimo titolo è un’efficace auto-descrizione dell’arte di Kirschner: una poesia appuntata, serendipitosa, che si propone come stimolo più che come risultato. Giorgio Manganelli, presentando un’edizione italiana di Leaves of Grass, diceva (cito a braccio) che per un poeta è non è una buona cosa avere troppe idee; Kirschner risponde presentando le proprie idee in uno stato pre-interpretato, evitando accuratamente il sillogismo e la parafrasi. È interessata taoisticamente all’attimo, al dettaglio, ma senza eccesso di concentrazione: e salta da un’immagine all’altra, con un gusto tutto americano per la complessità/pluralità. È una lettura che stupisce continuamente e non annoia.
Prima di lasciarvi leggere, mi limito a suggerire anch’io quattro spunti per una ricerca successiva: apprezzate (i) l’esattezza delle immagini. Pochi poeti credono alle proprie metafore come Kirschner: «Dobbiamo aver vinto il primo premio perché il sole è una medaglia d’oro»; «Rimango fuori / dalla definizione di “donna” aspettando di poter entrare» (corsivo mio); «Ho ripudiato la metrica. Puoi trovarla sul ciglio del / vialetto assieme ai vecchi mobili e ammennicoli». (ii) L’acutezza del lessico, soprattutto nel nominare le presenze naturali: la sirfide, le samare, o la doppia pennellata di «Il sole riempie i colli. Colli ametista». È una lente che corregge la miopia dell’abitudine. (iii) ll gusto del buono. È relativamente facile essere convincenti e rilevanti ed empatibili [compatibili] denunciando il male; è molto più difficile riuscirci mostrando il bene. «La schiuma del cappuccino che ordino arriva a / forma di cuore. Di che altro ho bisogno?» (iv) L’inversione di prospettiva: Kirschner non usa la poesia per parlare di sé; è piuttosto la poesia che parla di lei, senza che lei lo voglia («come su una tavoletta / Oujia»), e c’è una bella differenza. Solo così un testo può traboccare d’io ed essere al tempo stesso impersonale, o meglio sovrapersonale. «Sarà questo l’altare dove mi offrirò per sempre?» Io mi auguro di sì.
Ma non faccio testo: sono innamorato.

Falling in love is hard to explain to other people, and even to ourselves. I admit I fell in love with this poetry as soon as I first read it. A classic teenage crush. Now that a few weeks have passed, I regard it with more detachment: I see its tricks and idiosyncrasies; yet I accept these as a part of the whole I am enamoured with. I discuss my feelings because this is the only way for me to justify my inability to investigate these poems in their full depth, with surgeon- or real-estate-agent-like perspicuity. They are too shining for my eyes to understand why they shine. I present them with that awkward excitement that only asks for a close confidant, when something beautiful and secret happens to us.
Molly Kirschner (Montvale, NJ) is young and prolific. She publishes new verse on an almost-daily basis in her tumblelog––like lava droplets from a bubbling caldera. A first collection has already congealed (“Hard Proof”, Red Mountain Press 2015) and a second one is coming (“Notes For Further Research”). The latter title is a fitting self-description of Kirschner’s art: an ongoing research recorded in short, serendipitous notes, less concerned with the results than with the investigation itself. Famous Italian writer Giorgio Manganelli, prefacing Leaves of Grass, said (I quote by hearth) that ideas are a bad thing for a poet; Kirschner, in response, presents her ideas in a pre-deciphered form, avoiding both syllogism and paraphrase. She is taoistically interested in the now-and-here, but with no excess in concentration: and she leaps from image to image with a peculiar gusto for complexity/plurality. Ever surprising, never boring.
Here, before the poems, are my own few notes for further research: please appreciate (i) the exact metaphors. A few poets really believe their metaphors as Kirschner does: «We must have won first place because the sun is a gold medal»; «I’ve been standing outside / the definition of “woman” waiting to be let in» (emphasis mine); «I’ve rejected meter. You can find it at the edge of my / driveway with all my old furniture and appliances». (ii) The lexical sharpness, especially in naming nature: hoverfly, samaras; or the double stroke of «Sun fills the hills. The amethyst hills». (In the Poem I’m Drafting, below). Words are a lens to correct our routine-induced short-sightedness. (iii) The goodwill disposition. Poets can be easily convincing and relevant and empathic when they write about evil; writing about good is a lot harder. «[T]he foam of the cappuccino I buy comes in the / shape of a heart. What more do I need?». (iv) The inverted perspective: Kirschner does not use poetry to talk about herself; it’s rather poetry that tells us about her, against her own will («as thought it were / a Oujia Board»). There’s a great difference. As a result, even a poem focused on the poet’s I can be quite impersonal, or rather over-personal. «Could this be the altar where I’ll offer myself up for good?» I sincerely hope so.
But I am partial: I am in love.


Ars Poetica

The foggy moon smokes like a cigarette
fresh put out. Drapes like a tuft of snow misplaced.

My pen floats over this page as though it were
a Ouija Board on some haunted autumn evening and I take
no responsibility for this verse or what it means

when it speaks of the rose curling inward
till it suffocates in the shell of itself
and must break itself to breathe.

Ars poetica

Fuma la luna come una sigaretta
appena spenta. Adagiata come neve fuori posto.

Ondeggia la penna sulla pagina come su una tavoletta
Oujia in una notte d’autunno spiritato e non ho alcuna
responsabilità di questi versi e di che cosa

vogliono dire quando parlano della rosa involta
nel proprio guscio finché soffoca
e deve infrangersi per respirare

In the poem I’m drafting

your legs hang over the pier.
The lake is thick with lililess lily pads.

The shoreline recedes like a hairline. Wheat keens.
Sun fills the hills. The amethyst hills.

You’re drafting a poem and in it
I’m smelling old leaves, which smell of old books

and sugar. Thorns catch to my clothes.
They stick through the stitches.

I’m drafting a poem and in it
you’re pleased as a conch on a beach,

drafting a poem. In it we hold like hands.
Then I draft a poem in which I’m

a woodpecker knocking at your door
and you’re not home.

Nella poesia che sto abbozzando

le tue gambe penzolano dal molo.
Il lago è zeppo di ninfee senza fiore.

La riva è una stempiatura che si allarga. Ulula Il frumento
a lutto. Il sole riempie i colli. Colli ametista.

Tu abbozzi una poesia e in essa
odoro foglie vecchie, che odorano di vecchi libri

e zucchero. Spine mi si appendono al vestito.
Mi si attaccano alle cuciture.

Io abbozzo una poesia e in essa
tu gioisci come una conchiglia sulla spiaggia,

mentre abbozzi una poesia. In essa ci stringiamo come mani.
Poi io abbozzo una poesia in cui sono

un picchio che bussa alla tua porta
e tu non sei in casa.

Newly Minted Heart

After that, my face caressed his hand.
A rustle of covers as I rose. He listened
to me leave but didn’t look. I came home
too ashamed to face my God.

I fashioned some paper dolls and bent
them at the waist to make it look like praying.
The sadness. I will tuck it away like
a hair behind an ear. I need time away
from language. From what it might describe:
the fireplace hisses louder when I inch closer
to heat my redcold cheeks.
How purple it burns, the locks of flame
like bedmessed hair:
Look! All my ends have split.

Cuore nuovo di zecca

E poi, il mio viso ha accarezzato la sua mano.
Un fruscio di coperte quando mi sono alzata. Mi ha udito
andar via ma non ha alzato gli occhi. Sono tornata a casa
troppo umiliata per affrontare il mio Dio.

Ho modellato bambole di carta e le ho
piegate ai fianchi perché sembrassero in preghiera.
La tristezza. La metterò da parte come
una ciocca dietro l’orecchio. Mi serve un po’ di tempo
senza la lingua. Senza quello che può dire:
il camino sfrigola più forte quando allungo il naso
per scaldarmi le guance rossogelide.
Come brucia violetto, riccioli di fiamma
come capelli spettinati dal letto.
Guarda! Tutte le punte mi si spezzano.

Hard Proof of Love

How the geese hiss if I get too close––
see the mother there in the yellow cress
baby nestled against her bosom.

How beach grass changes sand to soil––
makes it habitable
for plant who will soon outcompete it.

The sweetness of poems and apple and pear pomes.

The moon, who can’t sing but loves conducting
waves anyway.

Asia and Europe
spooning with Africa on the map at the front of the classroom.

The waltz of mosquitoes in the evening
when the water is a dance floor.

Prova tangibile d’amore

Come sibilano le anatre se mi avvicino troppo ––
ecco lì la madre fra il crescione giallo
il figlio accoccolato al petto.

Come l’erba sulla riva cambia la sabbia in suolo ––
la rende abitabile
per altre piante che le sopraccresceranno.

Dolcezza di poesia e di mele e pere.

La luna che non canta eppure ama
dirigere le onde.

Asia ed Europa
accoccolate accanto all’Africa sulla mappa appesa in classe.

Valzer dei moscerini nella sera
quando l’acqua è una pista da ballo.

Obvious

Branches like hair strands frozen
in the swing of a breeze, the tree still
in its see-through slip, I hang my coat on it
so it won’t get cold. 

I ask if it feels anger underneath its wooden mask.
I tend to assume
I’m obvious. I think a mean thought about someone
and avoid them for weeks. 

Once I thought, “The horizon is the sky’s bad haircut,”
then hid inside all day. 

I’m ice-fishing in my soul so you bring me
a rod and bait. I’m trying to unlock
so you bring me a rusty key. I may not be 

the self I’ve been seeking but you recognize me anyway
like a moth that can’t find a flame
orbits a paralyzed ferris wheel.

Evidente

Rami come capelli congelati
nell’andirivieni della brezza, l’albero immobile
nel suo abitino trasparente, ci appendo il mio giubbotto
così non prende freddo.

Chiedo se provi rabbia sotto la maschera di legno.
Tendo a presumere
che ciò che penso sia evidente. Se ho cattivi pensieri su qualcuno
lo evito per settimane.

Ho pensato un giorno, “L’orizzonte è un brutto taglio di capelli del cielo,”
e me lo sono portato dentro tutto il giorno.

Pesco in un buco nel ghiaccio del mio cuore e tu mi porti
un bastone e un’esca. Cerco di aprirne i lucchetti
e tu mi porti una chiave arrugginita. Posso anche non essere

il sé che andavo cercando ma tu mi riconosci ugualmente
come una falena che non trova una fiamma
e gravita attorno alla paralisi di una ruota panoramica.

Love Poem #17

Like summer thunderstorms
you put the ecstasy back in my sadness.

Pennies of rain drop off unseen
towers onto flowerheads.

I will mourn if they drown, these yellows and pinks
meant for bees, butterflies, and beaks, not me,

I will mourn these whorls of petals, open like hands
but denied the power to grasp. I am beautiful like them 

for you. Someone else will see. 

Poesia d’amore n. 17

Come gli acquazzoni estivi
tu riporti l’estasi nella mia tristezza.

Cadono spiccioli di pioggia da torri
invisibili sopra le corolle.

Porterò il lutto se dovessero affogare, gialle e rosa
pensate per le api, le farfalle, i becchi, non per me,

Porterò il lutto per queste spirali di perle aperte come mani
a cui è negato il dono di afferrare. Sono bella come loro

per te. Qualcun altro lo vedrà.


“Ars poetica”, “Nella poesia che sto abbozzando”, “Cuore nuovo di zecca” e “Prova tangibile d’amore” sono apparse in Hard Proof (“Prova tangibile”, Red Mountain Press 2015). “Evidente” e “Poesia d’amore n.17” sono ancora inedite (cortesia dell’autrice).

“Ars Poetica”, “In the poem I’m drafting”, “Newly Minted Heart”, and “Hard Proof of Love” appeared in “Hard Proof” (Red Mountain Press 2015). “Obvious” and “Love Poem #17” are still unpublished (courtesy of the author).

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3 commenti su “Prova tangibile d’amore: sei poesie di Molly Kirschner

  1. francescotomada
    20/06/2016

    Davvero brava, ha il dono della poesia questa autrice.
    E la traduzione, Guido, è meritevolissima.
    Grazie della scoperta.

    Francesco

    Mi piace

  2. iole
    20/06/2016

    concordo con Francesco: ha il dono della bellezza ( che è poesia che è verità ecc)

    A differenza di Guido Cupani, non mi sono innamorata – semplicemente perchè manca qualcosa a me perché succeda.
    Resta che questa poesia ha tutte le caratteristiche per farmi voltare e ancora.

    Liked by 1 persona

  3. Pingback: Biblio-bilancio del 2016 | perìgeion

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Questa voce è stata pubblicata il 18/06/2016 da in poesia, poesia americana, traduzioni con tag .
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