perìgeion

un atto di poesia

Frangiflutti di Davide Maria Quarracino

frangiflutti

di Amara

 

 

Quest’opera prima di Davide Maria Quarracino colpisce. Colpisce prima di tutto per la giovane età dell’autore che, appena diciannovenne, sembra avere già una consapevolezza della vita e una maturità nella parola, non comuni.
Poi colpisce anche questo muoversi tra modi diversi di assemblare la parola senza che diano la sensazione di essere tentativi, perché tutti hanno una loro armonia e lucidità.

Quello che io preferisco, per affinità, è quello delle poesie scarne, ma in buon equilibrio musicale, dove in poche parole si forma un senso che può essere accolto universalmente:

***

Perdere con la notte qualche parte
d’ossa, fingere di stare bene, sapere
che da soli si ingoiano le proprie croci
pesanti sulle spalle, nello stomaco
tenerle lì, camminando curvi

***

Ora che nell’acqua non ci sei
io vado a fondo
finché il battito non smette
e tutte le ossa fanno fatica a risalire,
come un silenzio di montagna tra la nebbia
scotta l’attesa, come la paura prima della scia
di un salto, di un brivido alla schiena

***

Ma anche quando la parola si fa descrittiva sa rimanere asciutta, armoniosa e simbolica, come in questi testi:

***

Anche la tua più ridicola caduta
è elegante per te anche chiedere
dov’è la toilette e il tuo viso
è bello anche quando
stanco pulisce dal piatto il pranzo
e al mio ti do una mano risponde disinvolto
no, aspetta, faccio io.

***

Era un vecchio contadino, troppo
vecchio per lavorare, che al tramonto
si stendeva sul granturco. Aveva la faccia
attanagliata dalle rughe, la rivolgeva
al cielo e alle stelle, quando c’erano, e usava
le braccia da cuscino. Portava una camicia
lisa, pantaloni e stivali di seconda mano.
Dopo il tramonto tornava a casa poggiandosi
a un bastone, seguito dal suo cane Ray,
un randagio sudicio ma affettuoso.

A loro due ho sempre associato la parola bellezza.

***

Il titolo all’opera è dato da una prosa ‘Frangiflutti’ appunto, ma chiamare prose questi testi, che si alternano ai versi, mi pare eccessivo. A me paiono soltanto un altro modo di fare poesia, quando la ‘pulizia’ del verso diventa troppo stretta per un’immagine.

***

“Le case dell’altr’anno sono dirupate quest’inverno,” mi disse, “una parte se l’è portata il mare quand’è stato tempestoso, coi suoi cavalloni atlantici, e l’altra, ormai vischiosa d’erba marina, sta laggiù, e la lava e slava il flusso delle onde, che sia quiete o burrasca”, e m’indicò dove.
Guardai. Il sole irradiava una scogliera costellata di quello che una volta era il villaggio dell’isola (tettoie, pareti squarciate, ferraglia rugginosa).
Lui, con un fazzoletto bianco nella mano, asciugava di tanto in tanto la fronte da contadino.
“Di quanto abbiamo amato non è rimasto più niente, Davide. Forse c’è di vero soltanto l’idea di averlo visto, una volta, quello che abbiamo amato; e più niente”, farfugliò, con lo sguardo a picco sulle rovine.

***

Certamente qualche appunto lo si potrà muovere, o magari non sentirsi convinti appieno su qualche testo, ma credo che Davide abbia tutto il tempo e la capacità, crescendo, per stupirci ancora.

Chiudo con questa poesia che forse non si dovrebbe pensare a diciannove anni, ma spero sia stata scritta con la leggerezza del futuro che l’età regala. Poesia intensa di un libro da leggere.

***

Anche tu, un giorno, sarai vecchia.
Ti alzerai presto la mattina per accorgerti
che è tutto qui. Farai attenzione
a non cadere, stringerai le mani
alla ringhiera dell’androne.
Avrai tanto da cucire, e vestirai come vestono
i vecchi. A mangiare, le dita tremeranno
perché la leggerezza delle posate
sarà pesante. Avrai tanti volti
sul comò e pregherai come pregano
i vecchi. Le notti saranno lunghe sulla tua pelle
malata, e sarà difficile cancellare le luci,
stare al buio,
quando la vita, di nascosto,
ci avrà dimenticati

***
Davide Maria Quarracino (Santa Maria Capua Vetere, 1995) frequenta il primo anno della facoltà di lettere moderne all’università della Sapienza di Roma. Nel 2013 e nel 2014 ha letto alcuni suoi testi alla 10a e 11a edizione di Parco Poesia (Rimini). Suoi testi sono anche tradotti in arabo.

Frangiflutti edito da Lieto Colle nel 2015 è la sua opera di esordio ed è risultata vincitrice al Premio Camaiore Proposta Opera Prima “Vittorio Grotti” 2016.

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Il dubbio è uno dei nomi dell'intelligenza (J. L. Borges)

2 commenti su “Frangiflutti di Davide Maria Quarracino

  1. ninoiacovella
    02/07/2016

    Davide Guarracino, a soli diciannove anni, è un poeta.
    Ha già dalla sua parte il presente, figurarsi il futuro…
    Potenziale enorme. Difficile che la sua attuale formazione letteraria possa travisarne il talento.
    Nino

    Liked by 1 persona

  2. francescotomada
    02/07/2016

    Sono d’accordo con Nino.
    I testi sono molto belli, pensando ai diciannove anni diventano straordinari.
    Francesco

    Liked by 2 people

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Questa voce è stata pubblicata il 02/07/2016 da in poesia italiana, prosa, recensioni con tag , , .
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