perìgeion

un atto di poesia

Sei poesie di Ferdinando Giordano

tav par

 

 

Di Amara

 

 

Bell’anima

 

Quando si manifestò il cordoglio del deserto
la pozza era ormai allo stato di fango secco
e gli Angeli, poco meno che bachi,
nel bozzolo alla foce emettevano vapore.
Non c’eri tu, ma tu eri già la duna alzata dal vento.
Già una scia diceva il cammino e già
un respiro di metano raccontava che avresti
posseduto macchine e crisantemi.
Il ghiaccio si faceva continente e tu
fuori dal perimetro della neve eri leggerezza.
Quando la pioggia tornerà sul deserto e la pozza
riaprirà il suo abbeveratoio conteso
un nomade piegherà il lungo collo
alla vista del nuovo frumento. Seguirà il sintomo divino
da cui proviene – brivido di carne benedetta
scossa in ogni tendine – e prenderà per il fieno
almeno un puledro.
Tu sarai nel crine del vento, sarai il crine
e lo zoccolo della tormenta.
Quando – e solo allora – farai del pube una miniera,
verranno santi e diavoli tremendi
ed ognuno vorrà averti nella sua casa di frontiera
ma in nessun caso l’anima, per l’acuto mestiere
di doganiere, cederà di un palmo al tranello della questua.
Sii fiera del riso di oggi, sii fiera del respiro leggero.
Sarai fiera più che l’agnello.

 

Chiunque busserà alla porta non avrà le tue mani
Eri dietro le mani. Tu entravi, ma prima
le mani ricavavano spazio: la tua aria una nicchia
nella camera e la poltrona subito.
Quella poltrona bassa e consunta era votiva. Seduta,
crollavi da un’altezza celeste. Da una volta
solo tua. Sulla pelle grattata eri santa, ma di più:
madre angusta e minuta, quasi finita.

 

 

All’erta per mio figlio

 

Fai manovalanza, usa un arnese.
Prendi in dote ieri e portalo a domani.
e domani poi lascialo, che è già passato.
Non legarti al verde, né al calendario:
se ti rifiuta una data, coinvolgi l’arnese.
Taglia un giunco, prima però assicurati
che sia elastico; taglia il giunco alla base.
Taglialo per la lunghezza di un braccio.
Scava un piccolo buco nel terreno.
Fa’ che sia profondo un palmo. Interra
il giunco che hai preparato. Intorno
disegna un cerchio, non importa sia
preciso. Traccia i punti cardinali,
non importa siano quattro – devono
solo coincidere all’arco solare.
L’hai fatto? Bene. Prenditi là il tempo
che ti spetta, scardina l’anagrafe.
Usa gli arnesi che hai. Quando avrai finito
o ti riterrai soddisfatto del risultato
dai un calcio a tutto e cancella il fatto.
Se avrai eseguito queste indicazioni
avrò messo al mondo un credo
e tu un soldato, ma nessuno dei due
avrà provato la libertà di pensare altro.

 

 

Sui palazzi, sui palazzi!

 

Sui palazzi, sui palazzi!
Ovviamo all’aria degli incroci
alle rampe, alle rotonde; portiamo su quei prati
e l’erba negli ascensori per arrivare fin lassù.
La pioggia non si stancherà di scendere:
è già là.

E la piazza
e due strade che ci danno girotondi, una salita,
una sola, che vi scivolino i rondoni.

Mettiamo le campane ai rami del viale
e il vento apra una sarabanda d’animule
in note lievi che invaghiscono i torrioni.

Sui terrazzi: tutti, come antenne in cielovisione
a raccogliere il segnale che l’universo è vivo

e ci porta a scuola.

 

 

L’operaio alla mescita sociale

 

Eravamo fondi di un boccale:

tu sai che questo boccale ha trasparenze vane
per la rabbia della sete
– quando la bocca è secca
si vede il ghigno delle labbra nei verbi –
e cambia lingue come muta luogo d’appoggio
senza capire.

Ma noi, il fondo,
reggevamo il colpo degli svuotamenti
al banco.

Potremmo altro
se solo avessimo braccia
per abbrancare al collo una sorgente
e diventare l’anomalia dell’acqua
nel ciclo che asseta il buon lavoro.

 

 

 

Perché non recrimini di un silenzio

toglimi il peso, marzo
fammi uscire dall’incavo della pietra
il piccolo seme seccato dall’ombra

se gli dessi una convinzione di aria aperta
se vedesse che atmosfera di sbocci
se si esaltasse a steli levati la roccia
per essere la sua rotonda passione

che terra avrei nelle mani
che radici mi farebbero aggrappare!

ma i fiori non raccontano leggende
hanno piccole storie di stagione
quando ascoltano dal plin della goccia
sul bavero della foglia
di quel seno trasparente
darsi forma nella bocca

quella bocca scoperta prigione.

 

 

§

 

 

Ho già un’età indecente, forse qualcosa in meno, calcolando l’anno da passare, per pensare d’essere ciò che avrei voluto diventare.

Nato a Cetara, costa d’Amalfi il 18 marzo 1956, ancora continuo a Salerno, dove ho lavorato e lavoro nel settore informatico, nella formazione professionale, nella grafica pubblicitaria, nella comunicazione aziendale, nella paternità conclamata.

Un passato da animatore radiofonico nelle emittenti a diffusione regionale, ho recitato, presentato, urlato, fatto esami universitari in più facoltà, con scarsi risultati altrimenti definiti occasioni mancate. Sono giornalista – pubblicista dal 1998, con esperienze editoriali come Direttore ed Editore del mensile PLAZANEWS e collaborazioni a quotidiani, “Cronache del Mezzogiorno”, “Cronaca di Salerno”.

Sono senza ulteriori speranze di rinsavimento e recupero del tempo speso male, ma divertente finché dura (e ne posso parlare).

Ho pubblicato tre e-book liberamente distribuiti dal blog  ferdigiordano.blogspot.it  (perché, se è vero che la poesia non si vende, comunque non si compra ed è quindi il caso di regalarla).

 

Indirizzo mail: ferdinandogiordano@gmail.com

 

 

 

Annunci

Informazioni su amara

Il dubbio è uno dei nomi dell'intelligenza (J. L. Borges)

6 commenti su “Sei poesie di Ferdinando Giordano

  1. almerighi
    14/07/2016

    nel 2012 Michelangelo Camelliti mi comunicò di essere il secondo classificato a un concorso di poesia organizzato da Lietocolle con Franco Buffoni presidente della giuria. Gli chiesi chi avesse vinto, la risposta fu Ferdinando Giordano. Conosco da molti anni il buon Ferdy, autore di ballate concrete, ironiche, appassionate, ottimo poeta (ma non ditelo a lui, che poeta non si considera), e questi sei brani ne sono piena conferma

    Liked by 4 people

  2. Ferdinando Giordano
    20/07/2016

    Grazie, Amara. Ti sono grato per aver mostrato quanto di me ti è caro e, facendolo, più di me rischi un giudizio che non ti ripaga abbastanza. Ma tu viaggi in alto e in largo, prova ne sia la generosità di Flavio, oltre che bel poeta come te, come te divulgatore attento e sagace. A voi ed a questa notevole raccolta letteraria, il più devoto grazie.

    Liked by 2 people

  3. chris
    07/08/2016

    ciao, dimmi una cosa, sei tu quel f.g. con cui già litigammo?
    belle poesie

    Mi piace

    • Ferdigiordano
      14/08/2016

      Non so. Forse non qui – mi pare questo un luogo per me immacolato. Ma se sei ferdigordano anche tu, è probabile, giacchè io litigo soprattutto con me stesso… e dato il cortese apprezzamento, escludo tu sia me. Quindi grazie, soprattutto per aver letto.

      Mi piace

      • chris
        16/08/2016

        chapeau!

        Mi piace

  4. marforioarsenio
    28/08/2016

    bravo ma sulla prima toglierei l’ultima parola fiera che m’ha fatto inveire per ogni chiarezza ecosì pure nella seconda alla s di santa metterei una successiva t così per non traumatizzare nessuno dopo per la terza poi sarei curioso di sapere cosa ha risposto il figlio sui palazzi mi è piaciuta davvero ma sarà che sono un po’ pazzo e questo non fa testo certo non sono mica un critico io ma L’operaio alla mescita del boccale mi ha scosso e fatto venire sete dunque salute e salute forse per questo non ho capito bene l’ultima qui presentata ma è quella che più mi è piaciuta

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14/07/2016 da in Ferdinando Giordano, ospiti, poesia, poesia italiana con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: