perìgeion

un atto di poesia

Luci dal fondo. (II)

Rubrica a cadenza irregolare che origina da questo articolo e ne continua idealmente senso e ricerca.

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Dove non specificato, i post sono apparsi sui profili Facebook degli autori.




Nella mia piccola eternità tutto è cosi vero
e il sogno è un confine che mi segue
come questo dolore che mi chiama
ed esige una potatura dei ricordi
me ne sto nella mia pallida stanza
e vedo l’autunno come una liberazione
ogni foglia è una menzogna che cade
-ma poi che cosa resta-
Forse è una voce che mi tiene in vita
nel nuovo giorno in atto
canta 
la sua assenza che si fa sublime.

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Marco Ribani 4 novembre




Meritocrazia dove sei? Sei miraggio in un paese dove avere due competenze significa non averne nessuna, dove la patente A annulla la B, dove il buon senso ti veste da codardo, dove le pulci hanno la tosse grassa e purulenta, dove la merda si veste a nuovo, dove la falsità si respira al posto dell’ossigeno, dove si è agrume da spremere, dove si corre affannati, inseguendo una luce che si allontana , dove si è apprezzati quando non ci si è più o si è via, dove arroganza e ignoranza beffeggiano scienza e coscienza, dove i paraocchi di vetusti credi fanno scempio della sete di conoscenza, dove si ergono muri i cui mattoni sono pregiudizio e cecità. Meritocrazia sei tu davvero fuori dalla nostra portata, evanescente e puttana!!!

Michele Di Mauro 3 novembre




Listen and silent are spelled with the same letters.
Think about it.

Cecilia Resio 02 novembre




Non siamo più un popolo. Siamo un pubblico.

Luigi Carotenuto  28 ottobre




Opere di Silvia Argiolas pubblicate sul suo profilo Facebook tra il 20 ottobre e il 9 novembre.

  
 

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Lonely

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Opere di Silvia Argiolas alcune delle quali attualmente in mostra presso la Galleria Richter Fine Art di Roma.







La verità, vi prego
l’amore è il giorno più corto, ma tu
non fermare gli orologi, non sbarrare
le finestre. hai paura? non serve.
verrò a prenderti lo stesso stasera
e pure domani sera e ti dirò qualcosa
come stanotte ho fatto uno strano
sogno, avevi un uovo sulla testa.
riderai, forse. il sudore si asciugherà
ancora sulle nostre pance, e poi
senza dire niente le ginocchia al petto,
ti ci nasconderai. io andrò di là e poi
tornerò perché alla fine torno sempre.
anche se spariranno le mie braccia, le
foto delle vacanze, la tua frangia.
passerò, passerai. chi ha paura non
ama veramente. i gatti attraversano le
strade, i bambini cadono dagli alberi, i
fulmini inceneriscono le case, a volte.
e allora? esiste una cosa chiamata morte.
finché posso tenerti la mano toccarti le
tette, scriverti sulla schiena mentre
dormi, finché avrà un senso, finché non
ne avrà. in un modo o nell’altro arriverà
il giorno in cui dovrò dire: sì, sono solo;
forse scriverò a mia sorella, le scriverò:
sembra incredibile che questo mondo
senza lei sia lo stesso mondo di ieri.
ma è questo il mondo: gatti che cadono
dagli alberi, bambini che attraversano
le strade, fulmini che inceneriscono
case e, da qualche parte, le tue
ginocchia a punta. è comunque questo
il mondo che vorrei: se questa poesia
potesse cambiare il mondo non la scriverei.

chi è il poeta misterioso, bravissimo, coraggioso che ha scritto questa poesia? Roberto Canella, che abbiamo l’onore di pubblicare tra poco con Sartoria Utopia.
Correggere le bozze non è mai stato così romantico.

Francesca Genti 13 ottobre




-Perchè dici che tra noi non funzionerebbe?
-Divergenze anticoncezionali.
-Cioè?
-Non ci capiamo, io concepisco in un modo tu in un altro
-Ma perché?
-Sarà perchè pratichi il cogito interrotto

Volete incontrare l’uomo o la donna dei vostri sogni?
Andate a dormire

Ilaria Milandri 12 ottobre




LETTERA AD UN AMORE MAI NATO

Non ho nessuna voglia di chiederti scusa.
A volte, però,
il dovere trascende la voglia.
Ciò che è giusto, è giusto.
Te lo meriti.
Eppure
ti chiedo scusa lo stesso,
per aver dato più possibilità
ad un gin- tonic piuttosto che a te.
Per essermi intrattenuto tra le trame
trepidanti di un collant, senza aspettarti.
Per essere uscito a fumare una sigaretta
con l’unico intento di sentirmi solo.
Ti chiedo scusa per quando mi perdo
a parlare di sport, o di geopolitica
senza capirci nulla, giusto per darmi un tono.
Giustificando l’ennesimo whisky
tra uno sbuffo di fumo ed il tabacco.
Ti chiedo scusa per non saper distinguere
il bonarda dal barolo nella mia bonomia.
Ti chiedo scusa
(ne farei anche a meno)
ma non perdono.
Volevi un sole
(ed io non lo sono)
un suolo,
uno stuolo di esserci
nell’esigenza di un si.
Infine
vorrei le tue scuse
senza aspettarle, come un dono.
Come quando mi sfiori per caso
o mi scrivi parole sincere, necessarie.
Ti chiedo scusa
(forse)
per non sapere
chi sei anche se ti cerco.
Perchè non ti so riconoscere
tra pensieri bislacchi ed inutili.
Perchè
perdo tempo
tra passati futuri
e mi s’affanna il fiato.

post di Ed Warner  23 settembre




L’attenzione all’altrui esistenza è la forma più alta di generosità e non esiste uomo migliore di colui che invece di parlare sta ad ascoltare gli altri. Ciò l’ho compreso con gli anni… e per grazia concessami.

Post di Gian Ruggero Manzoni del 9-9- 2016




Da oltre trent’anni, mi affido alla solitudine. L’indifferenza mi salva dalla malattia dell’incompreso.

Risposta di Nanni Cagnone ad un dibattito sulle antologie di poesia conseguente ad un post da lui stesso inserito su Fb il 3-9-2016

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5 commenti su “Luci dal fondo. (II)

  1. vengodalmare
    14/11/2016

    Eh sì, Christian.. anche su FB si leggono e vedono gran belle cose, oltre che incontrare persone speciali non facilmente raggiungibili nella vita quotidiana .
    Quelle scelte proposte sono veramente degne di nota. E altre ve ne saranno di sicuro.
    Fu per me molto difficile e anche triste prendere la decisione di abbandonare quel luogo, ormai già da quasi due anni. Pur non avendo ora nessun rimpianto, mi piace questa rubrica che unisce due mondi apparentemente lontani.
    Un caro saluto.

    Liked by 1 persona

  2. vengodalmare
    14/11/2016

    Eh sì, Christian. Anche su FB si leggono e vedono cose belle, oltre che conoscere squisite persone non facilmente raggiungibili nella vita quotidiana.
    Le note scelte e qui proposte sono veramente degne di nota.
    Fu per me molto difficile e anche triste prendere la decisione di abbandonare quel luogo, ormai sono trascorsi quasi due anni. Pur non avendo ora nessun rimpianto, mi piace questa tua rubrica che unisce due mondi apparentemente lontani e incompatibili.
    Un caro saluto.

    Mi piace

  3. vengodalmare
    14/11/2016

    Scusa, Christian. Wp non mi dava come inviato il mio commento e l’ho scritto di nuovo. Per favore, cancellane uno dei due tu. Grazie, 🙂

    Mi piace

  4. vengodalmare
    15/11/2016

    Che poi, nel pasticciaccio di ieri, ho dimenticato di dire che trovo le opere di Silvia Argiolas belle – un originale visione che mi richiama Carol Rama, Pegeen Vail e Leonora Carrington per alcuni versi, oltre che Frida.
    Molto bella anche la poesia di Roberto Canella e quella di Ed Warner; delicatissima quella di Marco Ribani.
    Simpatica la Milandri, e come dar torto a
    Michele di Mauro e Luigi Carotenuto?
    Per quanto riguarda Nanni Cagnone, mi fa sorridere la coincidenza che proprio in questi giorni sto trascrivendo alcune parti di una sua pièce teatrale che mi piace molto.

    Spero di non aver disturbato troppo.

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  5. christiantito
    15/11/2016

    Cara Marina, disturbare? Ma scherzi? Grazie mille per i tuoi commenti e i tuoi passaggi qui. Anche io ho molto apprezzato le cose che abbiamo deciso di pubblicare. È giusto riconoscere però che sono una su mille… e fare da ponte tra mondi lontanissimi non è sempre facile. Ma è molto stimolante. Un abbraccio e a presto. Christian

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Questa voce è stata pubblicata il 14/11/2016 da in Senza categoria.
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