perìgeion

un atto di poesia

Glorjana Veber, Nekdo prej / Qualcuno prima

 

 

copertina_veber

 

 

di Francesco Tomada

 

Su queste pagine abbiamo già avuto modo di incontrare la poesia di Glorjana Veber, una delle autrici slovene più promettenti. L’occasione per ritornarci oggi è la pubblicazione da parte di Edizioni Culturaglobale di una plaquette, Nekdo prej / Nessuno prima, nella preziosa collana “100”, cioè cento librettini numerati in tipografia con firma dell’autore.

La poesia di Glorjana Veber appare una attenta e straniante opera di decomposizione, in cui momenti, atti e oggetti che formano la nostra quotidianità vengono separati gli uni dagli altri: erba, foglie, bambini che giocano, la poesia stessa sono fotogrammi in mezzo ai quali il vuoto si insinua sotto forma di buio e di silenzio. Allora scriverne, così come vivere, è il gesto che ogni persona compie nel rimettere assieme i pezzi e ricomporre le crepe sapendo che si tratta di uno sforzo.

 

***

traduzioni di Marco Apollonio

 

Popolna pesem

 

Mogoče je leta 1205 živela ženska

ki je ustvarila popolno pesem a mi je nimamo

 

na zemlji je več ljudi mrtvih kot živih pomislim

spet je zmanjkalo moje pesmi

tudi v naslednji pesmi je bo premalo

 

mogoče je leta 1205 živel moški

ki je ustvaril popolno pesem a mi ga nimamo

o tem govorim ves čas

 

da zapuščenih grobov ne čaka trava

odidejo še preden se spusti podnebje

in ptice si podajajo njihovo listje

 

mogoče sem leta 1205 slišala tisto pesem

a si nisem oprostila ker ni bila moja

 

Poesia perfetta

Forse nell’anno 1205 è vissuta una donna / che ha creato una poesia perfetta e noi non l’abbiamo // sulla terra ci sono più uomini morti che vivi penso / ancora una volta è finita la mia poesia / anche nella poesia successiva sarà insufficiente // forse nell’anno 1205 è vissuto un uomo / che ha creato una poesia perfetta e noi non l’abbiamo / di ciò io parlo tutto il tempo // che alle tombe abbandonate non spetta l’erba / se ne vanno ancor prima che scenda il clima / e gli uccelli si passano le loro foglie // forse nell’anno 1205 ho sentito quella poesia / ma non me lo sono perdonata perché non era la mia

 

 

Človek

ljubim kako se samota razporeja ponoči

robovi knjig mačka priprto okno

ko ima tišina največ prostora da se jo vidi

copati olupek vonj lilij

in telo izpusti vklenjeno dušo in shodi

smo ljudje najbolj človeški ko spimo?

 

kot pri čaju ali juhi pozimi

zmrzli prsti zaledenele šipe prekrite ceste

lahko bi verjela da je toplota edina ljubezen

stopinje vonj barve premaknjena veja

od daleč smo vsi pripravljeni na življenje

na padec na tek na roke noge in vid

in zatem?

 

če je na koncu teme zares neverjetna tišina

ravna stena njen rob in rob tega roba

nekam vendar padem

nekam kamor je padel nekdo pred mano

 

Uomo

amo come la solitudine si dispone la notte / i bordi dei libri il gatto la finestra socchiusa / quando il silenzio ha il massimo dello spazio per vederlo / le pantofole la scorza l’odore dei gigli / e il corpo rilascia l’anima incatenata e inizia a camminare / noi uomini siamo più umani quando dormiamo? // come per il tè o il brodo d’inverno / dita gelate vetri ghiacciati strade coperte / potrei credere che il calore sia l’unico amore / i gradi l’odore di vernice il ramo spostato / da lontano siamo tutti pronti alla vita / alla caduta alla corsa sulle mani gambe e vista / e poi? // se alla fine del buio c’è davvero un incredibile silenzio / un muro diritto il suo bordo e il bordo di questo bordo / da qualche parte comunque cado / da qualche parte dove qualcuno è caduto prima di me

 

 

Glasba

 

Tako lahko pada samo še glasba

se začne in konča njena melodija zvok

v svojem loku in tišini

nanjo so pripeta naša telesa hoja nebo

kaj mi govoriš? kaj poslušaš? koga sprašujem?

 

vse se je že zgodilo tudi tisto česar ne vem

tam na drugi strani telesa zidu

na drugi strani meje države poloble

sedi nekdo in opazuje

neobremenjeno osamljeno pozorno

miren je in čaka

 

kdo je? kakšen je?

takrat ko se zgodi vse tisto česar ne vem

kateri zapiše verze v moje misli pred mano

preden se zavem obrnem odločim

že pred tem je moral biti tu – kdo?

kot narava popoln in nikoli končan

 

Musica

Così può cadere solo ancora la musica / inizia e finisce la sua melodia suono / nel suo arco e nel silenzio / su di essa sono collegati ai nostri corpi il cammino il cielo / che cosa mi stai dicendo? che cosa stai ascoltando? a chi sto chiedendo? // tutto è già accaduto anche quello di cui non sono a conoscenza / là sull’altra parte del corpo della parete / sull’altro lato del confine dello stato dell’emisfero / siede qualcuno e osserva / sereno solitario attento / è calmo e aspetta // chi è? com’è? / allora quando succede tutto ciò di cui non sono a conoscenza / chi mi scrive i versi nei miei pensieri prima di me / prima che mi renda conto mi giri decida / ancor prima di ciò doveva esser qui – chi? / come la natura perfetto e mai finito

 

***

 

 

 

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Un commento su “Glorjana Veber, Nekdo prej / Qualcuno prima

  1. vengodalmare
    26/11/2016

    le trovo semplicemente stupende; parlano direttamente al cuore del lettore, che quasi si sente seduto accanto al poeta nel buio ad ascoltare.

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