perìgeion

un atto di poesia

Luisa Pianzola, inediti

 

pianzolona

 
 

Nuovo assetto

(Il corpo che ci abita, vuoto, cavernoso)

 

Sto costruendo una nuova identità

sopra un corpo sfinito

sul corpo sfinito la nuova identità scivola

oleosa, fatica ad aggrapparsi ma a poco a poco

si impegna in un paio di centimetri almeno

prende forma come un calco o un carapace.

Dentro, il corpo molle cesserà ogni funzione

ma il nuovo ordine già rivoluziona il codice

resiste, si impone.

 

*

 

Nel bel mezzo della metamorfosi

(che dicono si cambia, ed eccolo

il cambiamento: non c’è viaggio esotico

non pista mortale non passaggio

di consegne, tanti saluti al vecchio marsupio

che non tiene e baci alla bambina)

(…)

 

*

 

Il male ti osserva dal nuovo assetto

anzi, il nuovo assetto è un albore di male

che si incista in una giornata leggera.

La bella serena canta distesa al sole

la tua serena bella immagine prova a ricordare

crescevi a ricordi

non ricordi nulla.

 

*

 

I fiumi di ansiolitici e antidepressivi

sgorgano da sorgenti remote su su tra i monti

tanto che in origine l’acqua leggera

non ne contiene traccia

man mano che calano a valle e mutano

densità, la natura li guida verso i singoli destini

dei più deboli, che dagli appartamenti in solitudine

contano le gocce nel bicchiere

un’ave maria di sapore amarognolo

i figli i bimbi le code ai tornelli dei supermercati

la ragazza bella la famiglia intera

spillano veleno prima di coricarsi

ma la salute li attende poderosa al termine

della cura, inevitabile.

 

*

 

Ogni insostenibilità ogni tormento

uncinoso che ti inchioda al muro dei secondi

– non passano, passano troppo in fretta

a un certo punto pigliano una via ghiaiosa

triturano più lenti spezzano più adagio

allora significa che il corpo si piega si plasma

al male che a poco a poco gli sorride.

 

*

 

Il corpo che ci abita, vuoto, cavernoso

simula significati costeggia rive

visita lagune di frontiera.

Moventi a ripetizione creano un paradosso

ma va bene anche questo, se si tratta di mestiere.

Prenderò anche questa freccia bianca

spodesterò la salute in scioltezza.

 

 

 

Luisa Pianzola (Tortona 1960) è poeta e giornalista, laureata in storia dell’arte contemporanea. Libri di poesia: Una specie di abisso portatile (La Vita Felice 2015, premio Città di Sant’Anastasia 2015), Il ragazzo donna (La Vita Felice 2012), Salva la notte (La Vita Felice 2010), La scena era questa (LietoColle 2006), Corpo di G. (LietoColle 2003); Sul Caramba (Sapiens 1992). Plaquettes: In un paese straniero a volte ospitale (Fiori di Torchio 2013), Miniserie (Da>verso coincidenze 2013). La sua poesia, uscita su riviste, saggi, antologie, siti web, è stata tradotta in inglese e francese e ha ricevuto riconoscimenti in numerosi premi internazionali. Su di lei hanno scritto, tra gli altri, Mario Santagostini, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Giampiero Neri, Alessandra Paganardi, Stefano Raimondi, Piera Mattei. Ha collaborato con la rivista di poesia “La Mosca di Milano” e cura per LietoColle la collana Serre di Poesia. Sito internet http://www.luisapianzola.com.

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Un commento su “Luisa Pianzola, inediti

  1. Carla Bariffi
    07/02/2017

    interessante lettura, grazie!

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 07/02/2017 da in ospiti, poesia, poesia italiana con tag .
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