perìgeion

un atto di poesia

Leda Moncalieri, poesie

 

 

Ho abiti pronti alle mattanze
e sangue basso, lavato per gli esordi
della neve; tiepidi ancora come
mattine che accingono la bocca
schiacciata alla finestra
nel chiedere voce per gridare

*

benedetto il seme, questo slancio
di terra imperfetta nell’addome
dove morde una guerra diversa
come un tramonto secco, apribile
a me che ti scrivo con le mani
i solchi fertili, i dialetti
ridenti sul pelo dell’acqua
prima di affogare

 

*

resteremo a fare il conto
dei regali di Natale come miracoli
spenti nell’armadio
oppure a conservare
il biglietto di un concerto
ritrovarlo dentro un libro
con disegnato un cuore
la freccia che ci uccise –allora

*

autostrade
tutto ha bocche qui, come autopsie
reazioni di colore indifferenti
alla famiglia che riceve l’olio santo
un cane, gonfio sull’asfalto
deve ancora morire
il velo pietoso è bianco
il rumore, quello dell’ultima canzone
che dà tormento una sola estate

*

il sogno
il tuo nome, lo sogno
da quando incide la pietra
la fotografia, nitida
la camicia a quadri, un urlo
che sembra un sorriso
come se fossi morto a gennaio
tra la posa delle scale
e l’insegna di un bar
viola sul letto, un’intermittenza
che ha già vissuto l’ultimo Natale

*

la vecchiaia
qui a colpi stretti si avanza
ad imparare il sonno
macchia dopo macchia
fino alle mani
smagrite come cenere
che si elargisce al vento
in particelle ancora sveglie
a simulare i corvi

*

odori
la terra sconfina alle unghie come preda
odore madre di patate novelle, odore buono
il ricongiungersi sui pani benedetti
sul bacio fatto preghiera

*

esattezze
siamo esatti per la morte
basta un orlo, un segno di fumo alla parete
la cornice disfatta di una porta
il non dirci come siamo, che la fame è un’altra
che amiamo il tempo come un fratello
i capelli bianchi, la smorfia che prende la bocca
la riga tremante, la voce, quando saluta

esatta la bocca
nel cercare appena il rumore del fiato
la parola lieve che s’accorcia
sul tatto, sul lamento
su una qualsiasi inclinazione
del buio

*

manca
mi manca di scrivere una lettera d’amore
anche sul cartoncino delle calze a rete
oppure di baciare uno scontrino
di vederti salire con la coperta in mano
perché di notte ci piace stare fuori

*

annerimenti
mi dici che la vita è un’ora di fiato
un permesso che il tempo ci concerta
piuttosto l’avverto come un annerimento
un fazzoletto macchiato di sangue
il cibo per un giorno
i minatori in coda per vedere il cielo

*

scambi
prendi i miei abiti, dammi i tuoi
scambiamoci il tepore
mettiamo in riga le pianure e i fiumi
e pioppi perpendicolari
tu la livella, io l’accidentale

*

semina I
la pelle si versa al respiro e la mano
alla sete come fosse una radice maestra
la linea del palmo che sale alla tempia
un pulsare, un silenzio, una lontananza
che comprende il ricomporsi impreciso
di rovine ancora, a seminare

*

semina II
proveremo a costruire dei libri con la paglia
per scrivere del freddo che c’ingessa, come metafisica
appenderemo fuori la nostra parte di mondo
a seccare tra il raccolto, o nei binari fatti con i piedi
tra i chicchi del mais stravolti al sole, ed una mano
che prende l’altra mano, i semi nuovi, le invenzioni

*

faccio pupazzi con le anime di cartone
quando il pomeriggio mi fiacca le unghie
per grattare dalla solita vita
la resa quotidiana. meritarmi il vitto, per capirci
coi gessi colorati ci disegno attorno figure di re arcigni
poi le metto come birilli, sulla madia di famiglia
quella che ha pianto con le dinastie
cedendo il pane, contenendo fame
oggi l’ho ripulita. neo promossa, antica
ad esporre i suddetti orpelli
protetti dal fissaggio forte di Grafic
sto pensando di allargarmi alle piccole stature
visto l’esubero di materia prima; miniature, per capirci
il gobbo, il saggio, il pescatore (come gli avori dell’antico oriente)
e lo scheletro dei rotoloni regina

 

Leda Moncalieri inizia a comporre in solitaria sul suo blog lunasepolta.wordpress.com. In seguito coltiva la propria vena poetica dal 2009 al 2014, tra i carissimi compagni di scrittura del forum letterario Versinvena, di Francesca Coppola e Roberta D’Aquino. La sua poesia è presente sull’antologia  “Metamorphosis -un anno di poesia, Versinvena 2010” e su altre antologie del forum pubblicate in e-book. Come controcanti e duetti con Sebastiano A.Patanè: “Se ti fossi” e “Noi” del 2010. Una selezione dei suoi testi è pubblicata sul blog La stanza di Nightingale (2009). Il 28 marzo 2013 crea il suo e-book “la voce del pane”, dedicato alla madre, prima di dedicarsi alla scrittura in formula del tutto privata.

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2 commenti su “Leda Moncalieri, poesie

  1. iole
    13/06/2017

    una scrittura sicura, che certamente frequenta la poesia da altrettanto tempo quanto quello della pittura. in fondo, i linguaggi dell’arte non hanno confine. le immagini si fondono alle emozioni e viceversa.
    un’ottima scrittura per me.

    Liked by 3 people

  2. maredinotte
    20/06/2017

    La scrittura di Leda… quel fluido scorrere di immagini come di pennelli sulla tela, per dipingere un mondo interiore che appare delicato anche quando racconta fatti ed emozioni taglienti.
    La scrittura di Leda è anche un ricamo, è anche un’onda, è anche un abbraccio.
    Quando ho visto questo post mi sono ripromessa di tornare a leggere con calma e ora da qui, ancora ai primi bagliori di luce, lo faccio assaporando ogni parola.
    Approfitto di questo luogo per mandarle i miei più cari saluti e augurarle il meglio. Dirle anche di quanto il periodo di Versinvena e la sua conoscenza mi siano stati preziosi.
    Non capita spesso di incontrare penne di tale sensibilità e instaurare legami così profondi da rimanere illesi nonostante il tempo, il silenzio e il buio.

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Questa voce è stata pubblicata il 13/06/2017 da in ospiti, poesia italiana con tag .
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