perìgeion

un atto di poesia

Francesco Tontoli, Marzoline

a cura di Roberto R. Corsi

Francesco Tontoli fa parte del club di quei fini dicitori in versi che, forse per essersi trovati a vivere la propria naturale tendenza alla discrezione in un’era di open mikers, rimangono nel guado tra la notorietà e il cosiddetto “sottobosco”, venendo nell’opinione comune assimilati a quest’ultimo. È così per lui e per innumerevoli altri, in rappresentanza dei quali nomino qui solo Giacomo Trinci. Costoro, “composta la perdita e il perdono” (per citare il grande poeta Gianfranco Palmery), liberano spesso i propri componimenti nell’effimero etimologico del proprio profilo social. Li seguo da tempo, come altri; come altri, ne riterrei giusta la pubblicazione (ammesso e per nulla concesso che pubblicare poesia in cartaceo abbia ancora un senso). Trovandomi di fronte a queste “marzoline” che Francesco mi ha evitato la fatica di raccogliere, pubblicandole le une a ridosso delle altre, non resisto alla tentazione della proposta “in concomitanza equinoziale”, copincollandone d’emblée una scelta, per giunta comprimendo un po’ l’emivita dei post dei colleghi conredattori, che spero mi scuseranno…

***

 

Oggi montando sui tornanti di Giuncarico, ai lati della strada anemoni e viole tremolanti, tutta la Maremma era un cimitero di alberi spezzati e stesi dal vento. Centinaia di mimose esponevano gli squarci freschi dei tronchi al cielo, e come monetine gialle i fiori tintinnavano nella tempesta. Su in cima a Roccastrada da solo sull’Acropoli ho dovuto lottare perché il cappello non mi volasse via. Tenevo ben calzati i pensieri alla testa. Provate a impazzire di vento. Gli eroi mitologici parlano sempre di un destino tragico nascosto dentro la profondità sublime di un paesaggio. Un immenso e spaventoso sguardo attraversava la pianura inseguendo le folate. Mi è venuto in mente di andarmene, volare e rotolare via come un cappello. Sono disceso poi lungo i vicoli sbandando ubriaco come un asmatico iperventilato, inseguendo un barattolo trascinato dalla corrente che s’era infilata tra le case.

*

VEDIAMO COSA INVENTERÀ OGGI IL VENTO

Vediamo cosa inventerà oggi il vento
Vediamo quanta nebbia farà filare via
noi che stiamo a cavallo di marzo
noi che abbiamo già in mente aprile
noi che contiamo su ciò che succede agli alberi.

Vediamo quante manine verdi spuntano
che gettano le loro dita al cielo.
Stiamo aspettando che la clorofilla dica
cantata tutta intera la sua messa
che si sacrifichi qualcuno per questo dio.

Speriamo che questa religione si riveli
e accada che la sostanza che sta sotto
emerga in qualche modo con i gomiti
e abbia le braccia forti e in braccio il cuore.

Vediamo se a tendere l’orecchio
si possa udire almeno per un poco
il legno che si fa strada dentro al legno.

*

L’oggi coincide con una fioritura inversa
Incido il mio ramo come il potatore di bonsai
Ai peschi giova il sole, le parti in ombra non butteranno.
Mi occorri ora, e mai come ora
Prima ancora che tu possa giungere a frutto
Non importa se il tempo non è ancora nato
La tua misura è stata ritagliata dal crescere
Dall’aggiungere le cose sulle altre cose
La verità prima sta nel sospenderle
Il pomo vederlo prima nella testa
E poi colpirlo con l’arco a occhi chiusi.

*

MARZO

I

Mi sfiora il significato della primavera
riaffiorano cose indicibili dall’inverno
indeciso se essere ramo o pietra
sto accanto e mescolato a questo vento
come in una invenzione di musica imminente.

II

Ispeziono l’udibile e tendo le membrane
anche i fiori fanno rumore dentro ai bocci
basta credere nel rosa e perfino nell’azzurro
soprattutto in città ascolto le sinfonie del giallo.
Ecco una fede che fa al caso mio, cresce nervosa
dentro ai toni grigi, come in un’ottava.

III

E poi c’é marzo che un poco indossa il tempo
un poco ama e un altro poco muore
ma molto fa rumore e coglie tutto il silenzio
che viene dal passato ruotandolo, negandolo
affrettandosi a cantarlo quando c’è il sole
destando cori e falsi movimenti dentro al petto.

*

BAMBINE

Bambine
il cielo per farsi azzurro con voi
ha svegliato primavera
scuotendovi dal gelo.

Dio in persona
ha passato anche a me la parola
e di bocca in bocca
ha frantumato il tegumento
trasformando il suono in fiore
sicché ogni albero che vedo
oggi canta.

La chiamano poesia
ma questa cortesia vegetale
che un giorno sarà vino
oggi contiene perfino un frutto
dentro uno sguardo bianco e rosa.

E io non posso fare a meno
dalla mia postazione di fortuna
di intravedere anche il viso della morte
proprio in fondo a questo tenue e breve
abbellimento della vista.

*

MARZO AVANZATO

Non mi sono nemmeno accorto
che il linguaggio dei legni era fiorito
ed è già marzo avanzato

Che l’erba sotto i piedi ricresce veloce
Che sul mare tira una brezza tenera e tesa
Che i ristoranti e i bar hanno già i tavoli fuori

Che il ginestrone manda i suoi richiami sessuali
ai bombi e alle coppiette appartate
e dentro di me si scongelano alcune fantasie

Che ho rispolverato le vecchie letture
tipo alcune antiche poesie scolastiche
Gozzano , Marino Moretti e Rimbaud

Che anche la lettura delle carte del cielo
è meno ardua.

E colleziono piccole pietre che infilo in tasca
e che spero mi aiutino a tradurre l’incanto in voce
come personali Stele di Rosetta.
Ma solo quando le interrogo
e le smuovo con le mani.

*

EQUINOZIO

fin quando regge il bene della vista
misuro con gli occhi anche ciò che non appare
mi sforzo, ingoio il sole in un boccone
un equinozio sul filo di una spada
che taglia il giorno in due e il sogno in quattro
parte di luce e parte di oscurità in molecole
che non oso destare nella loro densità
è vasto l’universo e attratti dalla sua brillanza
rifiutiamo la sostanza delle tenebre
dall’una o l’altra bocca saremo divorati
un giorno che non faremo in tempo a misurare.

__________

Il profilo social di Francesco Tontoli (per leggerle tutte e interagire).
Immagine: “In The Forest” di Kim Jung Hyun, PD CC0 Pixabay

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Informazioni su Roberto R. Corsi

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Scrivo per lo più [di] poesia e di musica classica, arte, cultura. I mostly write [about] poetry and about classical music, art, culture. ____ Instagram / Telegram / Medium ID: rrcorsi

4 commenti su “Francesco Tontoli, Marzoline

  1. Fiammetta Giugni
    21/03/2018

    Lette e godute molto. Grazie!

    Liked by 3 people

  2. ninoiacovella
    24/03/2018

    Apprezzo molto la poesia di Francesco Tontoli e ringrazio molto Roberto per averla portata qui

    Liked by 2 people

  3. vengodalmare
    25/03/2018

    Ma che piacere rotolare sulla vita insieme a quel vecchio cappello al vento, osservare lo schiudersi della natura, avvertire il disgelo dei cuori e conservare la certezza che alcune cose rimangono ancora, che dal legno spunterà altro legno.
    Questi bei versi profumano di freschezza e radici. Grazie!

    Liked by 3 people

  4. angela palmitesta
    30/03/2018

    Ciao, Cecco: sei un B&B ( Bello e Bravo)
    angela

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 21/03/2018 da in dalla rete, poesia, poesia italiana con tag .
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