perìgeion

un atto di poesia

Cinque poesie di Patrick Williamson

di Cupido cupid

Nel suo ultimo lavoro (Crossings–Incroci, di prossima pubblicazione per i tipi di Samuele Editore) Patrick Williamson mette su carta la crisi dei migranti e dei rifugiati; lo fa con l’attenzione al dettaglio e la libertà sintattica che gli è propria, usando le parole come zattere o ponteggi, per cui uno stesso termine può collegarsi alla frase che precede, o proiettarsi in quella che segue – ma non è questa riconferma l’aspetto più notevole dell’opera. Conta piuttosto che Williamson ci porti nel cuore della tragedia – la morte per acqua, il miraggio della riva – evocato spesso in prima o seconda persona, con l’immediatezza di chi si scontra con il problema e non sa venirne a capo. Anche poeticamente, la forma è totalmente in accordo con il contenuto: lo scandalo di chi deve combattere con le onde per restare a galla è anche lo scandalo di chi, con le parole, si accorge di non essere capace di descriverne l’agonia. Williamson non si limita a parlare di naufragio e deriva; le sue strofe sono naufragio e deriva, per esplicita ammissione dell’autore. In questo continuo tentare e non riuscire è la vera virtù della sua poesia – poesia che sormonta e fa annaspare, e che pure punta all’orizzonte aperto, in continua affannosa ricerca.

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Foto di badwanart0

Knock on the roof

Words lost in wind, we shout above
smashing of windows

rise star of danger, sky burning,
take your place in the firmament

knock on my roof

trapped in the enclave
behind the lines

morning uncovers rubble, crunching,
how can you love the spring

the morgues are full
dead children in ice cream cabinets

your bed is a trench, house a coffin,
you are reeds that crumple in the storm

lashed by hell cannon,
this bloody helter the devil stirred,

the school is blasted
the pinpoints are merciless the ruins hush valleys

blood for blood
one thousand deaths
to avenge one –

I can be found
in the midst of silence

the displaced scurrying
rats in their cage
this
stretches our imagination,

I will
love

Escape, escape, escape

Bussano sul tetto

Parole nel vento, urliamo fra
schianti di finestre

sorgi stella del pericolo, il cielo brucia,
prendi posto nel firmamento

bussano sul tetto

nella trappola dell’enclave
oltre le linee

scopre l’alba detriti, scricchiolano,
come si può amare la primavera

l’obitorio è al completo
bimbi morti nei contenitori del gelato

il tuo letto una trincea, bara la casa
sei una canna calpestata dalla tempesta

frustata dal cannone infernale,
un disastro scatenato dal demonio,

salta in aria la scuola
i mirini non perdonano
le rovine zittiscono le valli

sangue per sangue
un migliaio di morti
per vendicarne una –

possono trovarmi
nel mezzo del silenzio

i topi sfrattati sgattaiolano
nella loro gabbia
ciò
dilata l’immaginazione

Io
amerò

Scappa, scappa, scappa

Night of the rafts

The living earth,
the continents swirling at night

long drifts of vapours
livid trails, a lamentable murmur

lips praying, cursing
the folly, regret and hope
exhaled by the anxious

dwindles until the next
mysterious passing
accentuates the silence

solitary passengers
rivulets of sweat
seeping into distressed

forms triggered
swept away by a switch
intensity, illumination

brace yourself
hurtle
through water
to light.

La notte delle zattere

La terra viva,
vorticano i continenti nella notte

lunghe scie di vapore
tracce livide, lamento sussurrato

labbra in preghiera, maledicono
l’idiozia, rimpianto e speranza
che il tormentato esala

s’attenua fino al prossimo
passare misterioso
accentua il silenzio

passeggeri solitari
rivoli di sudore
imbevono le prostrate

forme innescate
spazzate via in uno scatto
d’interruttore, intensità, illuminazione

tenetevi forte
affrettatevi
dall’acqua
alla luce

Safe passage

A piece of wood salvaged by the storm lurches past
on curled tips that chase their tails — you
the safety of a straw, the metronome beating
as the boats rock in counter yaw — curves
carried like your heart pulses under skin,
steady breath lifting your chest — rushing past
commanding those who swim to take to the ship, boards
and flotsam will carry the rest — lifting me
with your scent, your presence, that presence
I am so close to, that body I wish — to touch.

Passaggio sicuro

Un pezzo di legno messo in salvo dalla bufera ci sopravanza
su punte arricciolate che si cercano la coda — tu
la sicurezza di una cannuccia, il metronomo che batte
mentre la barca oscilla contro l’imbardata — curve
condotte sotto pelle come il battito del cuore,
il petto sollevato in un respiro regolare — ti affretti oltre
comandi a quelli a nuoto di salire sulla barca, tavole
e brandelli porteranno gli altri — mi sollevi
col tuo profumo, con la tua presenza, la presenza
che mi è così vicina, quel corpo che vorrei — toccare.

The trace we leave behind

The word on the page is unscarred
and writing the glue,
only replicants seal wounds cleanly
so no trace remains;
we always leave a trace,
an identity in the cloud, portrait with Gray,
perfect to leave our ugliness behind.

These quarrels of ourselves, this life
we’re bound upon is messy;
predators or stars, we rise and fall
the right road lost and gone,
and when the dark wood surrounds us
we leave scarred tissue behind,
so make our life a poem, on the page.

La traccia che lasciamo

La parola sulla pagina è intonsa
e la scrittura è la colla,
solo i replicanti suturano gli squarci a perfezione
così non resta traccia;
noi una traccia la lasciamo sempre,
un’identità sulle nuvole, ritratto con Gray,
ideale per lasciarci alle spalle la bruttezza.

Questi discutono di noi stessi, questa vita
che ci tiene legati è un bel casino;
predatori o stelle, saliamo e discendiamo
la retta via perduta per sempre,
e quando la selva oscura ci circonda
lasciamo dietro a noi strappi di tela,
su, fa’ poesia di questa nostra vita, sulla pagina.

Under the sun, our shadows

Believe me, that outcrop is hollow
the water waves of light
the arch leads to open sea, why

does the mind not learn its lessons
when we go astray in the dark
looking for that glimpse of clarity

shrouds that sway in street shades
washing on the line a summer night

that disembodied window of a house
merely a facade framed by trees

the rock on the point of shattering
the core is stone and this a shimmer

what I do is not how I feel
what I think is not what I say

mere shadows under the sun blinding
all these truths I try so hard
to see, but just deceive, constantly.

Sotto il sole, le nostre ombre

Fidati, quella roccia che affiora è cava
l’acqua è un’onda di luce
l’arco porta al mare aperto, perché

la mente non impara la lezione
quando divaghiamo nelle tenebre
cercando quel barlume di chiarezza

sudari sventolanti nelle ombre sulla strada
il bucato sul filo una notte d’estate

quella finestra senza corpo di una casa
mera facciata contornata d’alberi

la roccia sul punto di sbriciolarsi
il nucleo è roccia e questo un bagliore

quello che faccio non è ciò che sento
quello che penso non è ciò che dico

semplici ombre nel sole accecante
tutte le verità che cerco a tutti i costi
di vedere, e mistifico soltanto, senza posa.

mike_prince
Foto di Mike Prince

Patrick Williamson abita vicino a Parigi. Traduttore nel settore dei servizi finanziari e relatore di una tesi specialistica in traduzione all’ESIT, Université Sorbonne Nouvelle, è anche poeta e traduttore letterario, e ha pubblicato una dozzina di opere. Le sue ultime raccolte sono Beneficato (inglese-italiano, Samuele Editore, 2015), Tiens ta langue/Hold your tongue (Harmattan, 2014), Gifted (Corrupt Press, 2014), e Nel Santuario (Samuele Editore, 2013; Menzione speciale della Giuria del XV Concorso Guido Gozzano, 2014). Ha curato e tradotto The Parley Tree, An Anthology of Poets from French-speaking Africa and the Arab World (Arc Publications, 2012), e ha tradotto fra gli altri Tahar Bekri, Gilles Cyr, Guido Cupani and Erri de Luca. È membro fondatore dell’agenzia transnazionale Linguafranca.

Un commento su “Cinque poesie di Patrick Williamson

  1. vengodalmare
    12/07/2018

    spersi nelle onde del mare o su un semplice foglio di carta, tutti annaspiamo e tutti cerchiamo di salvarci; queste belle poesie fanno sentire il sale arso sulla pelle e la morte nel cuore.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 05/06/2018 da in poesia inglese, traduzioni con tag , , , , , .
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