perìgeion

un atto di poesia

Eliza Macadan. Sei poesie da “Zamalek–Solo andata”

zamalekZamalek – Solo andata. Un poema come d’amore è un poemetto diviso in 20 componimenti, pubblicato per l’editore Eikon di Bucarest. Eliza Macadan, di nazionalità e madrelingua romena, nata nel 1967, vi delinea il percorso di un amore lontano e impossibile: un amore dell’epoca di Internet, “disteso tra due continenti”, più immaginato e scritto che vissuto. Bruciante, sincero, completamente attuale e attualizzato dalla parola prosciugata della Macadan. Un poema di una crudezza struggente, scritto in un italiano che -ossificato ma non semplificato- mostra lucidamente l’intensità e la problematicità sia dei sentimenti messi in campo che del mondo in cui si muovono.

 

III.

questo è un letto

poggiato su due continenti

qui i respiri si tagliano

a vicenda

si procrea senza semi

sta cambiando il DNA

non c’è più bisogno di corpi

solo le menti ci possono salvare

tutto sta nello stesso pensiero

la fine e l’inizio

qui i fiori crescono

solo nelle fotografie

ora metti sul tavolo

i soldi per l’anima

e prendimi con te

 

VII.

non piangere

lo sapevamo prima di arrivare

come si sta in questa vita

appena conosciuti ci si lascia

appena imparato a vivere

si riparte

non piangere

siamo stati fortunati

abbiamo guardato da vicino

nelle nostre anime

quell’infinito dove

sapremo riconoscerci

non piangere

proseguiamo il nostro volo

qui gli antichi si prendono ancora gioco

di noi sai che non so sai che non sai niente

non piangere

anche le dee fanno le guerre

indecise solo tra uccidere o amare

 

XII.

dormiamo su due

continenti diversi

altre e altre mani

ti accarezzano

di notte

ma il dolore degli schiaffi

ricevuti nel collegio dei gesuiti

non passa

ora tutte le madri e le sorelle

che ti mancavano

passano in fila dal tuo capezzale

per rimettere a posto

pezzi della tua anima

dalla fotografia il nero

dell’uniforme scolastica

cola sul tappeto da collezione

e copre un po’ di vergogna

 

XVII.

il tuo sguardo albero

rami mi coprono

fanno ombra vitale

occhi forbici pronte

per fare a pezzi

i miei vestiti

ma la seta scivola

nelle tue mani

lascia dietro il fruscio

delle onde

le righe che mi scrivi

d’alto mare

pagine strappate di

un romanzo rosa

letto sotto le coeprte

di Oxford

o nelle pause

di matematiche astratte

che preparano al passaggio

di proprietà

la tua tribù francofona

stanco ora

con la sabbia del deserto

negli occhi e

la chiave in mano

non trovi porte

con serrature salde

monta la tua cavalla araba

torna alle foci del Nulo

per una goccia d’acqua

troverai almeno cento corpi

di donne pronte

adagiate

ad occhi chiusi tu

vedrai il mondo come te l’hanno

insegnato dai gesuiti

e tutto tornerà a posto

anche gli ormoni in

tempesta

anche il sangue

che si alza e cade nell’intervallo

come un soldato

nella trincea

combattuto non combattente

confuso tra il fronte che deve difendere

e quello da cui difendersi

la distanza è sicurezza

le parole

incubi in allestimento

 

XIX

dormivo nella morte

muovevo la mano dentro la mano

il sangue in punti fermi

circolare mandava segnali

la tua virilità virtuale

tentava il cotone

poi una separazione o un’unione

impossibile dava il colpo di grazia

al passato

dormo su questa morte

in questo corpo il cosmo

è sceso donna

sento ancora gli strappi

ricordo lacerazioni

dal minerale vegetale e animale

odio la moglie di Shiva

per avere trovato lei per prima

il loto

io conosco solo l’indicativo

presente

non trovo uno specchio

che mi restituisca tutte

le mie facce ma

so perdonare e guarirò

anche se penso poco alla mia tribù

non ho nemici ho solo nevrosi

e traslocherò sono vicina

come lo sono stata quella mattina

quando ci saremmo potuti

incontrare a Vienna

ma questo poema non sarebbe stato

scritto così più in là tu

controllerai la tua depressione ma impara

impara il valore della solitudine

anche tu sei un Dio ma lo ignori

abbiamo due vie per servire la stessa

askezis

matrimonio e monachesimo

ma noi non scapperemo via

non andremo nella foresta

noi non siamo abbastanza orientali

e dunque non rinunceremo

noi non sappiamo controllare

liberazioni e perfezioni

no, noi non lasceremo il mondo

non siamo pronti a perdere

non ancora

l’illusione

magari sarà sempre più complicato

interagire con gli altri con il cosmo

e avremo sempre di più il pensiero

della morte, avremo un conflitto

universale, ma ricordare la morte

rilancia la vita se tutto va bene

ora fai del bene a qualcuno e

poi dormi

il resto è nulla

mettiamo a tacere i pensieri

lasciamo parlare Dio

e sentiamo come le cellule sognano

di diventare due

è l’unico sogno eterno dell’universo

conosciuto fin qui

diceva Monod

il sogno della materia

lì stanno nascoste le paure

e ogni paura vinta ci spinge avanti

ora facciamo il passo

dalla Pietra allo Spirito

 

XX

bruciamo l’agosto

l’erba

la casa dei ricordi

bruciamo tutte le tappe

per arrivare

bruciamo sigarette

amori velocemente

bruciamo neuroni

per svuotare la mente

poi bruciamo anche quel che rimane

lasciamo il mondo in fiamme

bruciamo tutto

siamo vandali noi due

siamo un’orda

pronta ad appendersi

alla stessa corda

 

(da Zamalek – Solo andata, Editura Eikon, Bucarest, 2018)

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6 commenti su “Eliza Macadan. Sei poesie da “Zamalek–Solo andata”

  1. francescotomada
    23/07/2018

    Bello ritrovare Eliza qui.
    Un poeta di grande valore.

    Francesco

    Mi piace

  2. ninoiacovella
    23/07/2018

    Sono d’accordo con Francesco. Eliza è un’autrice di rango. E averla qui ci conferma della bontà del nostro lavoro. Dare ancora più visibilità a queste voci.
    Nino

    Piace a 1 persona

  3. Filippo Ravizza
    23/07/2018

    Bello trovare su Perigeion una poeta potente e densa come Eliza Macadan. Bravo Perigeion, bravo Francesco Tomada nella sua breve, ma precisa, puntuale lettura.

    Piace a 2 people

  4. francescotomada
    23/07/2018

    Ti ringrazio, Filippo, ma onore al merito di Giorgio Galli: la lettura è sua.
    Io avevo presentato Eliza qui su Perigeion con altri testi, qualche tempo fa.

    Francesco

    Piace a 1 persona

  5. iole
    12/08/2018

    scrittura convincente.
    poesie molto apprezzate.

    Piace a 1 persona

  6. chiaraadezati
    19/08/2018

    L’ha ribloggato su Notebook in the Net.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 20/07/2018 da in poesia con tag , , , , .
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