perìgeion

un atto di poesia

Tagli scelti di poesia, Claudio Pasi

claudio

selezione a cura di ‘Z

da “La Casa che brucia”

Nella foschia dissolvono le sponde.
Indistinto, risuona in lontananza
il rombo di un piroscafo a motore,
mentre sfila il diagramma delle onde
sul lago buio. Al debole chiarore
dell’abat-jour acceso nella stanza
tu dormi, e mi risveglio nel tuo sogno.

L’AIUOLA
L’ aiuola dei mughetti corrisponde
al semicerchio bianco delle pietre
di gesso, al cancello che stride
ruotando sui cardini, ad un occhio
chiuso. La mente non crea nessuna
relazione tra un bruco variegato
e le scanalature alterne della
foglia, tra una chiazza di polline
e rugiada, le palpebre e gli steli.
Sono dentro le cose o forse sono
simultanee all’ atto del guardare.
Il banano impagliato per l’inverno
non solo somiglia a una crisalide,
alle lamelle di uno schisto: è.

L’ARALIA
L’ aralia con le foglie color verde
spento, digitate, che prolunga
nella mezzombra tenue del giardino
come fossero spire, appartiene
a una specie precisa di piante
ornamentali, il fusto ricoperto
da una cute legnosa, infiorescenze
a ombrello, venature coriacee
sugli steli. Anche la sagoma
e la sua radice possono definire
una metafora, una zona dove
non può essere pianta né parola.

PRONUNCIA
Nome proprio dell’albero è un albero
di sambuco contiguo al marciapiede
sgretolato che recinge la casa,
e enigma della lingua è nella lingua
bifida del ramarro quando balza
tra il viluppo dell’ edera rasente
la legnaia. Ma nessuna parola
potrebbe dare un aspetto reale
all’incontro del vento con il tetto
embricato, ai vortici dell’ aria
sulle altane. lo qui non avverto
che la voce verbale oppure il sibilo.

ESEMPIO DEI VIBURNI
L’ esperienza del nome e dello sguardo
non incrementa il senso delle cose,
ma giorno dopo giorno ne corrode
l’ essenza. Cosi sono divenuti
estranei questi candidi viburni
a quelli che alla fine di maggio
i piovaschi continui dissipavano
al suolo, o i densi grappoli di neve
sfumati di amaranto e verde chiaro
sopra il frutice adunco, rispetto
al modello primario, inesprimibile.

CITAZIONE
da Jacques Brosse, L’ordine delle cose

“Intoccabile e forse inaccessibile
tranne che alla distante carezza
dell’occhio, l’iris, al di sopra della
durezza impersonale delle foglie,
leva il suo collo fragile e rotondo
e la sua testa alia luce diurna.
In alto, sembra una cupola aerea
oppure una conchiglia disegnata
nello spazio da tre piume indolenti,
ma verso il basso i sepali ricurvi
evocano una vasca rovesciata.
Tutto il fiore delinea un padiglione
di sogno, precario come un insieme
casuale di volute di fumo”.

PIANTERRENO
Entrando, l’ oscurità trasforma
il corridoio in un antro marino.
Emergono dai quadri le meduse
iridate, illampadario stringe
una diafana perla tra le valve
di ottone, un banco di coralli
contro le razze della bicicletta,
lo specchio decorato di fiorami
precipita nel gorgo. Terraferma
è il vaso di aspidistra che dirige
i tentacoli al vano delle scale.

STANZA
Ma il sistema di mettere le quote
al perimetro interno non comprende
i cretti nello stucco o la parete
sbieca, e non considera le gocce
sulle piastrelle fumide del bagno,
se un fine sedimento si deposita
sotto le tubature, la lunghezza
di un ispido gomitolo di rafia,
né la chiave sul gancio che lima
il battente dell’uscio. Nella rima
e nei minimi accenti una poesia
è una nozione astratta, costruita
per indicare assenza di materia.

IL VIALE
Le piante rampicanti lungo
il muro sono diventate pietra.
Immobili, pendono come tralci
le lucertole. L’intonaco ha
il colore smeraldo delle squame.
Qui, dove il viale finisce
e ogni cerchio coincide con il centro,
la lama riconosce la ferita,
la siepe l’ esatto profilo.
Figure radunate ai bordi di uno
specchio, e nessuna riflessa.

da “La casa che brucia”, 1993, Book Editore, Bologna

Claudio Pasi ha pubblicato la plaquette di versi In linea d’ombra (1982) e la raccolta La casa che brucia (1993). Altre poesie sono successivamente apparse su varie riviste cartacee e online tra cui, di recente, «Poeti e Poesia», «Soglie», «Pioggia obliqua», «Samgha». Ha collaborato a «Poesia», a «Testo a fronte» e ad altre riviste con traduzioni da poeti antichi e moderni. È da poco uscita una traduzione inglese di alcuni testi editi e inediti intitolata Observations / Osservazioni, a cura di Marco Sonzogni e Tim Smith, Wellington, Seraph Press, 2016.

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Questa voce è stata pubblicata il 30/09/2018 da in Senza categoria, Tagli scelti di poesia.
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