perìgeion

un atto di poesia

Laura Corraducci, Cinque inediti

 

 

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Pesaro 2 settembre 1945

 

l’estate si addormenta sull’incendio dei vetri

qui l’aria ha da sempre un colore di sale

briciole di muri a indicare le strade

e bambini invocati dentro la polvere

ma un buio gentile viene oggi dal mare

scorre come l’aria nuova lungo i polmoni

e si torna a cercare dentro le case

un respiro paziente di madre

 

*

 

25 aprile

 

un correre di bianco lungo le vie

di fiori d’aprile e macerie la Dora

nel suo riso di maestra elementare

la terra nostra dissolta dai cani

ricordi di legno scuro sulle gambe

un baluginare di occhi nel

buio

l’odore dei banchi bruciati e la Dora

che aspetta Vittorio diritta in piedi

sull’unico binario

con tutto il futuro piegato dentro le scarpe

quelle buone della Lina di prima del’40

il Vittorio adesso è una medaglia d’oro

“onore ai caduti del conflitto”

non è più il bacio sulla schiena

che arrivava prima del sole la mattina

è acqua di storia gloriosa

sulla carta di una foto che si sgretola

nel giallo delle muffe della vita

non è più la voce forte che chiamava

la Dora nella notte

e di baci tutta la copriva

 

ma il sorriso della sposa è ancora fermo

lì tra i binari nuovi alla stazione

insieme alle sue scarpe buone

che portano incisi nei decenni

i sogni intatti di un soldato

 

*

 

a Rolando Rivi (giovane seminarista ucciso nei boschi del modenese nell’aprile del 1945)

 

quel tuo chiamarmi nel gelo del mattino

la paura ci scaldava al fuoco di un solo fiato

ricordi Rolando quanto terrore s’aveva di te

di quell’abito nero da prete che mai saresti stato

e dei sogni tuoi annegati nel calice

la giovinezza ti è svanita dalle mani

ti ha abbandonato nudo alle unghie dei cani

io e tuo padre a cercarti nella boscaglia

a fiutarti il sangue nell’aria d’aprile

ché i preti si sa Dio li vuole con sé

per farne corona di spighe sul mondo

ti dono allora una lingua di sillabe nuove

e un antico pianto di madre che prega

perché ti bagni i piedi lungo la strada

e trafigga il cielo in questo figlio che muore

 

*

 

Ai bambini deceduti nel Piazzale Spalato (oggi Piazzale degli Innocenti) il 17 novembre del 1943 a causa di una bomba lanciata dai soldati tedeschi durante una esercitazione militare dalla collina del San Bartolo che domina sulla città.

 

a novembre in città a volte c’è il sole

e il mare profuma come in estate

lo guardo di giorno da in cima alla strada

ma vicino la spiaggia non ci lasciano andare

e sogno le navi azzurre oltre la costa

fra un mese a Natale forse torna mio padre

che la guerra dicono è corta solo nei libri

Carlo mi ha prestato le sue biglie di vetro

e un giorno magari mi porta a pescare

ma al nonno gli han rubato la barca giù al porto

e piange solo di notte per non farsi vedere

dal colle al mattino si sentono i tuoni

e il sole s’annera nell’arco del cielo

io ho imparato a tenermi il cuore

fermo nel seno muto di mia madre

 

Sandro dice che poi quando passa

si scende e si gioca tutti in piazzetta

 

*

 

a Gina Galeotti Bianchi ( la staffetta partigiana Lia, uccisa a Milano la mattina del 25 aprile 1945 al quinto mese di gravidanza)

 

non danno pace i passi di defunti lontani

Thomas Bernhard

 

e sei tornata qua sulla strada a cercare

le carte e le parole nascoste nel cappotto

ed è così diversa e buia questa casa

non c’è più nulla nemmeno la paura

che ti aspettava nell’occhio della notte

questo paese spaccato con le mani

che è nato nel cuore freddo di tuo figlio

e cerca luce dal nero di un abisso

la bicicletta gettata in fondo al fosso

e tu che resti ferma immobile a vedere

la libertà naufragare nella nebbia

 

 

***

Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese.

Nel 2007 pubblica il suo primo libro di poesie con Edizioni Del Leone dal titolo Lux Renova. Suoi inediti sono apparsi su Punto Almanacco della poesia italiana 2014, edizione Puntoacapo, Gradiva con nota critica di Giancarlo Pontiggia, Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 2, Raffaelli editore.

Nel 2012 vince il premio poesia per la ventesima edizione del concorso dedicato alla letteratura femminile “La donna si racconta”. Dal 2012 organizza , con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della sua città, la rassegna poetica “vaghe stelle dell’orsa” dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera che ha visto come ospiti fra i poeti più importanti del panorama letterario italiano e straniero.

Nel 2015 per Raffaelli editore pubblica la sua seconda raccolta poetica dal titolo “Il Canto di Cecilia e altre poesie” che si classifica al secondo posto nel concorso poetico “Premio di poesia Camposampiero 2016”.

Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, inglese, olandese, rumena e portoghese. Ha tradotto il libro “Dire sì in russo” della poetessa inglese Caroline Clark, poesie della poetessa turca Muesser Yehniay e del poeta americano Bill Wolak.

***

 

 

 

 

5 commenti su “Laura Corraducci, Cinque inediti

  1. Valeria Minciullo
    20/01/2019

    Ma è bravissima Laura. Sono veramente colpita.

    "Mi piace"

  2. Gaia
    20/01/2019

    Un brivido! Grazie per questo consiglio alla lettura.

    "Mi piace"

  3. ninoiacovella
    20/01/2019

    Molto brava Laura Corraducci. In questi testi mi ricorda un poeta che conosco molto, molto bene 🙂
    Grazie a Francesco per la proposta.
    Nino

    Piace a 1 persona

  4. lucetta frisa
    20/01/2019

    con disarmante ” semplicità”, Laura sa colpire al cuore raggiungendo una compostezza formale di primo livello. Grazie! (Mi dispiace ancora adesso di non essere stata presente alla Stanza della Poesia di Genova dove ti ha accolto solo Marco Ercolani) Ero malata,come lo sono adesso,accidenti.

    "Mi piace"

  5. Antonio Devicienti
    21/01/2019

    Un semplice grazie, ma molto, molto commosso.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 20/01/2019 da in inediti, poesia, poesia italiana con tag , .
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