perìgeion

un atto di poesia

Nove poesie di Gaia Rossella Sain

perígeion.001

di Cupido cupid

In cima alla lista di libri non ancora pubblicati che aspetto con ansia di leggere c’è quello di Gaia Rossella Sain. Per chi la conosce, Gaia è una voce inconfondibile. È difficile trovare, anche tra gli autori più giovani, un talento così puro e indipendente dai meccanismi collaudati del fare poesia nostrano – talento che Gaia coltiva con amore e altruismo (come autrice e come animatrice culturale), nella consapevolezza che l’arte è prima di tutto esperienza umana. Nei suoi versi, la lingua si fa duttile senza sfoggio e produce forme sempre inaspettate. Difficile non spalancare la bocca.


残雨*

Rientrando,
pioggia rimanente.
In basso a sinistra,
sotto il finestrino
a macchina ferma
una rana
sbatte la schiena
su un cerchio d’asfalto –
quasi i pesci a bassa marea.
È un po’ come quando io
(o io e le mie birre)
devo dire qualcosa –
poi come sempre
non so dirti proprio niente.

Limited edition

Ho comprato un orologio nuovo, un altro –
color cipria
        almeno quello, forse, un po’ mi dona!

Con le lancette ormai
ho riempito un cassetto,
mi hai detto
ancora?
è che loro, vedi –
sanno sempre da che parte andare.

Ho comprato un orologio nuovo,
ma questo
è una limited edition –
conta solo
le ore in cui non ci sei

però sai,
dovrò cambiare batteria:
finora al polso
non mi ha mai battuto un secondo.

Rosso riserva

Queste parole
sono tutte
le rondini che avanzano,
conservate
come si conserva un rosso d’annata, con la cura del tramonto
che sa
dove posar la luce –
e questo volo
è il raggio mancante all’equinozio,

mi hai detto
strano
trovarti ancora in un abbraccio

hai ragione
e poi vedi, sono ingrassata un po’

sai, queste braccia sono taglia unica – a indossarti
sei la mia giusta misura.

Clover

Conservo di noi
due tappi
e una spiga di grano.

Ho riposto tutto
in una scatola di latta,
con la cura bambina
del nascondere quadrifogli –
ma poi
un addio
è come diventar grandi,
si secca il verde
e ti dimentichi
la leggerezza
d’inventarsi la fortuna.

Gin Whim

2.17 am.
Anche stanotte
il mio overload di gintonic batte
il tuo voler essere a modo.

Finisce come ogni volta o forse
inizia com’è finita –
in due
si fa presto a dimenticare i tagli
e il rosario delle domande
l’ho perso
in fondo all’ultimo calice.
Poi stamattina
mi hai detto
“Gli asciugamani puliti sono nel cassetto”…

ma stavolta
userò il tuo
così almeno
ti terrò addosso un giorno in più.

Bozzoli

“Oggi vivi qui.”
E ogni volta che vai
mi chiedo

perché le mie parole sono bruchi,
arrivano dopo
o restano sull’asfalto –
non hanno filo abbastanza
per esser nuvole,
ma forse
siamo bozzoli entrambi

e ogni volta che torni
mi chiedo
se non ci bastino due ali sole per godere del cielo.

Poesia delle cose piccole

Questa
è una poesia per le cose piccole,
è una poesia per la camicia verde
che indossavo alla prima cena assieme,
per il tubino nero
lasciato sulla sedia
o per collana e orecchini
dimenticati sul comodino.

Questa
è una poesia per le cose inutili,
per la bottiglia di vitovska
bevuta alle quattro di notte,
per la colazione portata a letto o per la maglietta
prestata il mattino dopo.

Questa
è una poesia per le cose infedeli,
per quelle piccole cose inutili
che invece di star ferme
nell’armadio
o nella testa
o al posto loro

se ne escono a tradimento
– maledette! –
per ricordarmi di te.

Calendario

17.
Domani 18.

Sai,
il mio calendario è
sulle gambe,
nelle mani tagliate dai silenzi
dove i giorni
sono piccoli indiani stanchi
appesi
al soffitto delle tue geografie –
segno sulla schiena
l’andare

venire
        tornare
                partire

non ho nostalgia di una parola mancata,
ma di quel restare lieve
che fa
di due
lo stupore di un palloncino sfuggito alla terra.

Black Hole Fairytale

Quando si muore dentro
poi
bisognerebbe
morire anche fuori

        i cadaveri camminano solo nei film

altrimenti si dimagrisce
fino ad ampiezza buco nero divorando i neon
le lampadine
le abat-jour…
perfino le candeline
sulle torte degli altri.

Da piccola mi ricordo che
i muri
restavano bianchi
e la luce
la accendevo quando andavi a dormire –
le favole della buonanotte erano un buon posto per rimanere svegli,
e poi
happily ever after
sembrava quasi vero
quando ne ignoravi il significato.

Nota. – 残雨 “zan’u” è la parola giapponese per definire quel po’ di pioggerella che rimane dopo un’acquazzone. “Pioggia rimanente”, appunto.


Gaia Rossella Sain, nata sul finire degli anni ’80 a Palmanova. È un acquario con ascendente acquario, però non ha mai imparato a nuotare. In compenso canta sempre sotto la doccia.
Diplomata presso il Liceo Europeo, iniziò la carriera universitaria con Lingue Orientali ma divenne presto mamma e lasciò gli studi, pur mantenendo forte la passione per il Giappone – oggi lavora nell’ambito della ristorazione e del vino nel cuore del Collio, beve spesso più di qualche calice di tocai e aiuta i turisti a non perdersi fra le vigne di Cormons.
Ha scritto la prima poesia in prima elementare durante l’ora di matematica – per fortuna la sua maestra era appassionata di Neruda e non se la prese affatto. Il primo vero libro di poesie, divorato alle medie: “Silenzi” di Emily Dickinson – regalato da un altro professore e custodito tutt’ora con affetto.
Ha iniziato solo da qualche anno a prendere le sue parole sul serio, o forse a giocarci ancora di più. Nell’ottobre 2016 esce una sua plaquette poetica, Di Nuvole e Lontananza, edita da Culturaglobale di Cormons (GO). Le parole che non entrano nelle poesie stanno dentro agli haiku: suoi testi in 17 sillabe sono apparsi su diverse riviste cartacee e web, sia in inglese sia in italiano; viene selezionata fra gli autori di Hanami, collana antologica di haiku edita da Edizioni della Sera, per i volumi Primavera (2015) ed Estate (2016).
Per parlare di cose serie: cura workshop di haiku rivolti ad adulti per diversi enti e associazioni, fra cui il Far East Film Festival di Udine, e collabora nelle scuole e nei centri estivi con il programma “Haiku nello Zaino” per bambini di diverse età. Quest’anno ha fatto parte della giuria italiana del premio internazionale di poesia haiku per l’infanzia, il XV World Children Haiku Contest della fondazione giapponese JAL Foundation. Organizza le serate di letture poetiche ed esposizioni Taglio Poetico presso l’Enoteca di Cormons.
Oggi è al lavoro sul primo vero manoscritto poetico, cerca il tempo per imparare la lingua slovena e spera sempre di essere una mamma abbastanza sopportabile.

Foto di Lorenzo Bregant.

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7 commenti su “Nove poesie di Gaia Rossella Sain

  1. poetella
    28/01/2019

    deliziosa!
    Poi, un Acquario con ascendente Acquario… WOW!

    Piace a 2 people

  2. Gaia
    28/01/2019

    Grazie per questa bella freccia, Qupido! E grazie a Perigeion per l’ospitalità. ❤

    Piace a 1 persona

  3. francescotomada
    29/01/2019

    Gaia ha sensibilità, coraggio, talento. Doti decisamente non comuni.
    Francesco

    Piace a 1 persona

  4. Gaia
    29/01/2019

    L’ha ribloggato su Gaia R. Saine ha commentato:
    Non potevo chiedere regalo migliore per questo compleanno. Da Perigeion, a firma di Guido Cupani.

    Piace a 1 persona

  5. ninoiacovella
    30/01/2019

    La freccia di Cupido non sbaglia mai bersaglio.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 28/01/2019 da in inediti, poesia italiana con tag , .
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