perìgeion

un atto di poesia

Nomi propri, Claudio Pasi

claudiopasi

di Nino Iacovella

Mi piace pensare che il sesto numero della collana A27 di Amos Edizioni, corrispondente al titolo Nomi Propri di Claudio Pasi, possa avere a che fare con l’attività di questo blog: Claudio Pasi, un poeta. L’apprezzamento e la stima per l’opera di Pasi vengono confermati con questo libro così toccante per l’autenticità del sentimento che lo pervade. C’è tutta la delicatezza e, allo stesso tempo, la forza che solo la poesia dedicata può dare. Perché Nomi propri nasce necessariamente in virtù delle persone che amiamo o che abbiamo amato.

Dalla quarta di copertina: “Nomi propri è quasi un secondo esordio: dopo un silenzio poetico durato cinque lustri, e di rado interrotto, Claudio Pasi mette finalmente in versi – a un tempo regolari e mossi – “morceaux” di vite a noi prossime, esperite sino alla resa più completa e dolorosa. Grazie a una pronuncia necessaria e limpidissima, l’autore tocca il nervo che pulsa, anche quando fa più male; e attinge, a motivo di risarcimento, la “celeste dote” presupposta dal titolo: chi temevamo di aver perduto ci è qui restituito nella sua forma più propria e definitiva.”

Nomi Propri,Claudio Pasi, Amos Edizioni, 2018

nomi propri

III. .. , procumbit primum sub onere crucis

La prima volta è stato dentro casa,
una caduta tra il divano e il tavolo
fratino, invano tenta di rialzarsi,

sparsi i cuscini sopra il pavimento,
le gambe” agili un tempo, adesso sono
pesanti come piombo, annaspa tra
le losanghe uncinate del tappeto,
con una spinta riesce ad afferrare
il telefono, proprio come quando,
portiere nella quadra giovanile,
si allungava per prendere il pallone.

XII. “. moritur in cruce

Ma che cos’è morire, com’è il brivido
dell’ultimo respiro, quale luce
si spegne all’improvviso nell’istante
che scompare dal monitor la linea
sinuosa del tracciato, in che maniera
si attenua l’ eco viva delle cose
e a poco a poco si dissolve, quanto
tempo rimane caldo il letto,
come nell’ «ora del decesso» ha attraversato
quale parete, e per andare dove
e ritornare ancora a non esistere?

«Angor»

è la parola scritta nel referto
medico: nome che rammenta un gatto
o una città sperduta nella giungla.
«Cardiopalmo frequente»: da principio

soltanto un frullo d’ ali di farfalla,
uno sciame sommesso di extrasistoli
che pulsa nelle tempie e nella gola.
Poi si dilata fino a diventare

una pietra che preme contro il petto
e toglie il fiato. L’ambulanza accelera.
Volano via dal finestrino antenne,
cime d’alberi, nuvole, camini.

Coincidenza

To the house of death, to my father

(Seamus Heaney)

Il 30 agosto del 2013,
mentre i chirurghi fermano il mio cuore
e deviano il mio sangue in una macchina,
in un altro ospedale, oltre duemila
chilometri distante, in questo giorno,

come saprò più tardi dai giornali,
si è fermato anche il cuore del poeta
Seamus Heaney. Attraversando il limbo,
durante l’ ora e mezza di non vita,
magari l’ avrò visto, con il volto

da contadino e la camicia a quadri,
scendere alla stazione sotterranea
tra il viavai silenzioso delle ombre,
là, dove da due mesi è già arrivato
mio padre, nella casa della morte.

Passaggio di vestiti

Metto un cappotto che era di mio padre,
grigiofumo ma di foggia sportiva,
le maniche un po’ corte, che mia madre
ha voluto tenessi per ricordo
e per – «è quasi nuovo» – un’avversione
atavica agli sprechi. Così, mentre
lui di nuovo cammina nell’inverno,
io occupo lo spazio del suo corpo
e non so quale mano stia sfiorando
questi bottoni d’ osso, gli alamari –
chiusi dentro il tessuto pettinato
che è come una membrana cellulare,
l’involucro del seme, il suo sudario.

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Claudio Pasi è nato a Molinella (Bologna) nel 1958. Vive a Camposampiero, in provincia di Padova. Ha pubblicato la plaquette di versi In Linea d’ombra (Niemandswort, 1982) e la raccolta La casa che brucia (Book Editore, 1993). Altre poesie sono successivamente apparse su varie riviste cartacee e on-line. Ha collaborato a «Poesia», a «Testo a fronte» e ad altre riviste con traduzioni da poeti antichi e moderni. Nel 2016 è uscita, in traduzione inglese, una breve silloge di testi editi e inediti dal tirolo Osservazioni / Observations, a cura di Tim Smith e Marco Sonzogni (Wellingron Z, Seraph Press).

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5 commenti su “Nomi propri, Claudio Pasi

  1. Antonio Devicienti
    01/04/2019

    Carissimo Nino, grazie a te la poesia di Pasi è stata da subito una delle stelle polari di Perigeion – e continua a esserlo.

    Piace a 2 people

  2. francescotomada
    01/04/2019

    Non solo di Perigeion…
    Grazie.
    Francesco

    Piace a 1 persona

  3. ninoiacovella
    01/04/2019

    È questo il nostro compito cari Antonio e Francesco. Così come abbiamo fatto per Claudio Pasi stiamo facendo per altri poeti di grande valore ancora poco conosciuti.

    Piace a 1 persona

  4. Una parola poetica autentica e limpida,che non conoscevo, Di sicuro per il desiderio di restare appartato del poeta. Grazie per averla proposta,
    Annamaria Ferramosca

    Piace a 2 people

  5. vengodalmare
    08/04/2019

    Interessantissimo, grazie.

    Piace a 1 persona

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