perìgeion

un atto di poesia

Idoia Arbillaga, poesie

idoia

traduzione di Emilio Coco

Di origini navarro-andaluse, è nata a Cartagena nel 1974. Ha pubblicato due libri di poesia: Pecios sin nombre (Amargord, Madrid, 2012, finalista al Premio Adonais) e Los márgenes del agua (Tigres de papel, Madrid, 2014). È autrice del saggio Estética y teoría del libro de viaje. El viaje a Italia en España (Universidad de Málaga, 2005). Collabora assiduamente a diverse riviste di poesia e critica letteraria.

 

 

CONTRA EL BÓSFORO

Sigo agarrada a aquel primer verso

que mirando tu cuello escribí un día.

Sigo asomada al precipicio-escalofrío

de tus caderas.

Aprieto el dolor y la pulpa sabrosa

del recuerdo

de aquel zoco de Estambul

donde rozaste mi espalda

con las puntas de tus senos.

Sigo tus pasos menudos

que aún me llevan al hotel,

velos, sándalo y cojines.

Sigo hacia ti, que me entregas

piel abierta y silenciosa,

suplicante y retadora,

quemando mi boca inexperta.

 

CONTRO IL BOSFORO

Resto aggrappata a quel primo verso

che guardando il tuo collo ho scritto un giorno.

Resto affacciata al precipizio-brivido

dei tuoi fianchi.

Stringo il dolore e la polpa gustosa

del ricordo

di quel suk di Istanbul

dove mi sfiorasti la schiena

con la punta dei tuoi seni.

Seguo i tuoi piccoli passi

che ancora mi portano all’hotel,

veli, sandalo e cuscini.

Vengo verso di te, che mi consegni

pelle aperta e silenziosa,

supplichevole e sfidante,

bruciando la mia bocca inesperta.

 

***

 

SAL DE SIRENA

Sonrisa minuciosa de niña brillante

(y esquinas ocultas en tu pensamiento)

‒ “La vida me ha tumbado y reposo,

en perenne,

solsticio de invierno” ‒ Susurras y me tocas.

Deslizo mi armadura de nieve a tus pies,

mientras

siento

tu sal de sirena abrasando mis dedos

(mordiscos traicioneros con dientes de miel),

pétalos de piel, mordaza de mi boca.

Mis ojos vagabundos humean fuego turbio.

Mi hatillo de rapaz perdido en el bosque

tiembla con el beso de luz que me diste.

Lo llevo en mi costado (esquirla deliciosa),

lo acojo en mis costillas, gastadas y tristes.

 

SALE DI SIRENA

Sorriso minuzioso di bambina brillante

(e angoli nascosti nel tuo pensiero)

‒ “La vita mi ha buttato giù e riposo,

in perenne

solstizio d’inverno” ‒ Sussurri e mi tocchi.

Depongo la mia armatura ai tuoi piedi,

mentre

sento

il tuo sale di sirena che mi brucia le dita

(morsi traditori con denti di miele),

petali di pelle, bavaglio della mia bocca.

I miei occhi vagabondi emettono fuoco torbido.

Il mio carniere perduto nel bosco

trema col bacio di luce che mi hai dato.

Lo porto sul mio fianco (scheggia deliziosa),

lo accolgo sulle mie costole, consunte e tristi.

 

***

 

SEMILLAS DE FUEGO

La mañana me ha llenado de cristales la memoria:

un hombre ungido en barro se desmorona a mis pies,

la mujer hecha de arena que no borra nunca el tiempo,

una cueva femenina que fue origen del mundo,

muerta y clausurada me abandonó a mi suerte.

Has trazado un círculo alrededor de mi cuerpo,

soy un naranjo viejo y torpe, con el alma disecada.

Hitos varios nos circundan:

tres plumas blancas, el seno mustio de una anciana,

tres maldiciones, un peine enfermo de nácar.

Brasas de un amor-cangrejo que aún aprieta con sus pinzas.

Has encendido la hoguera donde me harás arder

en carbones naranja (felicidad, sopor).

Y el tronco me reverdece libre de sombra y cenizas

cuando aprietas mi vida en tus llamas,

fuego y purificación.

 

SEMI DI FUOCO

La mattina mi ha riempito la memoria di cristalli:

un uomo unto di fango crolla ai miei piedi,

la donna fatta di sabbia che non cancella mai il tempo,

una grotta femminile che fu l’origine del mondo,

morta e chiusa mi abbandonò al mio destino.

Hai tracciato un cerchio intorno al mio corpo,

sono un arancio vecchio e goffo, con l’anima essiccata.

Cippi vari ci circondano:

tre penne bianche, il seno avvizzito di un’anziana,

tre maledizioni, un pettine malato di madreperla.

Braci di un amore-granchio che ancora stringe con le sue chele.

Ho acceso la pira dove mi farai ardere

in carboni arancio (felicità, sopore).

E il tronco mi rinverdisce libera da ombra e ceneri

quando stringi la mia vita tra le tue fiamme,

fuoco e purificazione.

 

***

 

ODA A EROS

Si se tratara sólo del latido,

membranoso y fugaz, de la carne y los huesos,

o la azarosa química

que se desata a causa de inciertos referentes

(recuerdos, quién sabe, de un padre o de una madre,

recuerdos pueriles de un niño de la infancia).

Si fueses el instinto que traje de una cueva,

don de hembras inquietas buscando un esposo,

o fueras el residuo de la naturaleza que busca procrear;

si fueras sólo, Amor,

un regalo sin magia que busca nuestras cópulas

para forjar futuros,

si sólo fueras eso y no el almíbar blanco

que se enciende en mis venas cada vez que lo miro.

Aunque eso sólo fueses, Eros,

y no las cien abejas que hormiguean en mi alma

cada vez que él me besa,

yo seguiría en el mundo haciendo sus caminos

con la esperanza cosida en los pliegues de mi falda

yo seguiría bebiendo el agua de las manos

que hicieron de este cuerpo mujer enamorada.

 

ODE A EROS

Se si trattasse solo del battito,

membranoso e fugace, della carne e delle ossa,

o della rischiosa chimica

che si scatena a causa di incerti referenti

(ricordi, chissà, di un padre o di una madre,

ricordi puerili di un bambino dell’infanzia).

Se tu fossi l’istinto che portai da una grotta,

dono di femmine inquiete in cerca di un marito,

o fossi il residuo della natura che cerca di procreare;

se fossi solo, Amore,

un regalo senza magia che cerca i nostri amplessi

per forgiare futuri,

se solo fossi questo e non lo sciroppo bianco

che si accende nelle mie vene ogni volta che lo guardo.

Anche se solo questo fossi, Eros,

e non le cento api che brulicano nella mia anima

ogni volta che lui mi bacia,

io continuerei nel mondo a percorrere le sue strade

con la speranza cucita nelle pieghe della mia gonna

io continuerei a bere l’acqua dalle mani

che fecero di questo corpo una donna innamorata.

 

***

La tierra se partirá en dos y se desangrarán los lagos,

ríos y océanos que poblarán tu silencio de culebras.

Rumor de reptiles crujirá hojaresca infinita

y un chirrido de huesos ensordecerá

el universo en sus límites.

Mi espíritu se llenará de soledad interestelar,

de gritos mudos cada vez,

cada vez que me niegues tu cuerpo.

 

La terra si spaccherà in due e si dissangueranno i laghi,

fiumi e oceani che popoleranno il tuo silenzio di serpenti.

Fruscio di rettili farà scricchiolare il fogliame infinito

e uno stridio di ossa assordirà

l’universo nei suoi limiti.

Il mio spirito si riempirà di solitudine interstellare,

di grida mute ogni volta

ogni volta che mi rifiuterai il tuo corpo.

 

 

 

EMILIO COCO (San Marco in Lamis, 1940) è ispanista, traduttore ed editore. Tra i suoi numerosi lavori, ricordiamo alcuni tra i più recenti: Antologia della poesia basca contemporanea (1994), tre volumi di Teatro spagnolo contemporaneo (1998-2004), Poeti spagnoli contemporanei (2008), La parola antica (Poeti indigeni messicani contemporanei) (2010), Dalla parola antica alla parola nuova. Ventidue poeti messicani d’oggi (2012), Trentaquattro poeti catalani per il XXI secolo (2014), Vuela alta palabra-Sesenta años de poesía en Italia. De la neovanguardia a nuestros días (Tres tomos, 2015) e Con il fuoco del sangue (trentadue poeti colombiani d’oggi) (2015). In Spagna ha pubblicato diverse antologie di poesia italiana, tra le quali El fuego y las brasas (Poesía italiana contemporánea) (2001), Los poetas vengan a los niños (2002) e Jardines secretos (Poesía joven italiana) (2008). Nel 2010 è uscita in Messico un’ampia Antología de la Poesía Italiana Contemporánea. Come poeta, ha pubblicato, tra gli altri: Profanazioni (1990), Le parole di sempre (1994), La memoria del vuelo (2002), Fingere la vita (2004), Contra desilusiones y tormentas. Antología personal (1990-2006) (2006), Il tardo amore (2008, Premio Caput Gauri, 2008, tradotto in spagnolo, gallego e portoghese), Il dono della notte (2009, Premio Alessandro Ricci-Città di Garessio, 2009; Premio Adelfia 2009; Premio Metauro, 2009, Premio Alda Merini della Giuria, 2011), El don de la noche y otros poemas (2011), Ascoltami Signore (finalista al Premio Pontedilegno 2013, tradotto in spagnolo col titolo Escúchame Señor), Las sílabas sonoras (2013), El don de la noche (2013), Es amor (2014), Mi chiamo Emilio Coco (2014), Las palabras que me escriben. Antología personal (2015), Del dolor y la alegría (2016) e alcune plaquette in italiano e in spagnolo. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti, tra i quali il premio per la traduzione e la saggistica “Annibal Caro” nel 1999 e il “Premio Proa a la trayectoria poética” nel 2008, in Argentina. Nel 2003 è stato insignito dal re Juan Carlos I del titolo di commendatore dell’ordine “Alfonso X el Sabio”, uno dei più alti riconoscimenti che si concedono in Spagna per meriti culturali. Nel 2010 gli è stata conferita dall’Università di Carabobo in Venezuela l’onorificenza “Alejo Zuloaga Egusquiza”. Nel 2011 El Colegio de México gli ha assegnato la medaglia d’argento per “su gran labor de traductor de la poesía mexicana”. Nel 2014 è stato “Poeta homenajeado” al Festival “Letras en la mar” di Puerto Vallarta, in Messico. Nel 2015 gli è stato concesso a Verona il premio Catullo per il suo lavoro di diffusione della poesia italiana all’estero. È stato tradotto in undici lingue e ha partecipato a numerosi festival di poesia in Spagna, Francia,  Messico, Venezuela, Argentina, Nicaragua, Colombia, Perù, Ecuador e Turchia.

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Un commento su “Idoia Arbillaga, poesie

  1. Idoia Arbillaga non poteva trovare miglior traduttore.Una splendida poesia con ualtrettanto luminoso ed empatico traghettatore in italiano.
    Grazie ad entrambi e a Perigeion per questo bellissimo post.

    Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 15/06/2019 da in poesia spagnola, traduzioni con tag .
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