perìgeion

un atto di poesia

Un racconto giapponese del 1926

di Cupido cupid

Kawabata Yasunari scrisse Un passero per sensale (雀の媒酌, Suzume no baishaku) a ventisette anni, ma quella dei microracconti (“romanzi in un palmo di mano”) è una passione che lo accompagnò tutta la vita. Più vicini alla poesia haiku che al racconto minimalista à la Carver, sono pezzi magistrali fin dagli esordi nel loro evitare di proposito la perfezione accettando anche l’incongruo e il difforme come complementi irrinunciabili della bellezza.
Come molte altre opere giovanili di Kawabata,
Un passero per sensale risente del gusto sinestetico della “Scuola della nuova sensibilità” (新感覚派, Shin-kankaku-ha) sorta attorno alla rivista Bungei Jidai, per cui una voce ridente è “luminosa” e il tonfo in acqua di una pietra è “nero” (“黒く落ち込んで来た”, letteralmente “venne a piombare neramente”). La precisione delle immagini e la semplicità del lessico fanno sì che le scene appaiano stilizzate e realistiche a un tempo, in quella che è forse la qualità più caratteristica (e più difficilmente imitabile) della prosa del maestro giapponese.
L’integrale delle opere brevi di Kawabata è pubblicata in Italia da Marsilio 
(Racconti in un palmo di mano, 2002) nell’eccellente traduzione di Ornella Civardi. Ho provato a lavorare sul testo giapponese per divertimento, cercando di capire quanto è possibile piegare la sintassi italiana a quella giapponese senza tradire la naturalezza originale. Risultato: è molto, molto difficile. Ma il risultato, credo, non è del tutto illeggibile. cupid

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Eiko Mikami in Una pagina di follia, film del 1926 su sceneggiatura di Kawabata 


雀の媒酌

久しく自己的な孤独に住み慣れた彼は、却って自分の身を他人に捧げることの美しさにあこがれるようになった。犠牲というものの尊さも分かって来た。人間という種族を過去から未来へ伝えるための一粒の種子として、自分を小さく感じることにも満足した。人間という種族にしたところで、いろんな鉱物や植物なぞと一緒になって、この宇宙に漂う一つの大きい生命を支えている小さい柱に過ぎないもので、他の動物や植物よりも格別尊い存在ではないと考えることにも同感した。
「よござんすか。」
姉いとこは鏡台の上できりきりっと銀貨を廻した。それを掌でぴったり抑えながら、真面目な顔で彼を見た。彼はその白い手に物憂い心の置き所を見出した。そして明るく言った。
「裏ですよ。」
「裏ですね? でもその前にきめなくちゃならないわ。若し裏が出たら、あの方と結婚なさるの? なさらないの?」
「することにしましょう。」
「あら。-ー表だわ。」
「そうですか。」
「なんて気の抜けた返事なのよ?」
いとこの高らかに笑った。娘の写真をぽいと投げ出して立って行った。彼女はよく笑う女である。その笑い声は朗らかに長くつづく。そして家の中にいる男皆に、不思議な嫉妬を耳で感じさせる。
彼は写真を拾い上げて娘を見た。この娘と結婚してもいいと思った。相手にこの程度の好意を持ってたら、父や兄の手に自分の運命を任せて結婚する娘が、日本にはまだ沢山いるのだろうと思った。その方が美しいのだと思った。下らない自己に目覚めたために迷っている自分を醜いと思った。
「結婚の相手を選ぶと言ったって、つきつめて考えてみれば、結局のところおみくじを引くような、銀貨の表か裏かを判じるくらいのものだわ。」と、姉いとこが言うと、彼も全く自分の運命を彼女の白い掌の下の銀貨に任せることに、高い喜びさえ感じたのだった。しかし、それも彼女が彼をからかったのに過ぎないらしいと分ると、彼の眼は寂しく緑先きの泉水に落ちてしまった。
この娘の外に自分の妻となるべき女がいるのなら、その顔を水に写して見せてくれ、と彼は泉水に頼んだ。人間は時間も空間も透視出来るものであると彼は信じている。彼はそれ程孤独である。
と、一心に水の面を見つめている彼の視野へ、神の鋭いつぶてが黒く落ち込んで来た。交尾しながら二羽の雀が屋根から落ちたのだ。雀は水の面に羽ばたきして二つに分れ、別々の方角へ飛び立った。彼はこの神の閃きを理解した。
「そうなのか。」と、呟いた。
水の面の小波が静まって行った。彼は泉水を一心に見続けていた。彼の心は静かな水の面と同じ鏡になった。そこへ一羽の雀の姿が鮮かに写った。その雀が鳴いた。その声の意味はこうだった。
「迷っているあなたは、現世であなたの妻となる女の姿を見せても信じることが出来ないでしょう。ですから、来世の妻の姿を見せて上げるのです。」
彼は雀に行った。
「雀よ、感謝する。来世は雀に生れて、雀のお前を妻とするのなら、私はこの娘をめとることにきめよう。来世の運命を見た者が現世で迷うまでもないのだ。来世の美しい尊い妻が現世の結婚の媒酌をしてくれたのだ。」
そして彼は写真の娘に清らかな挨拶をすると、大いなる神を感じた。

Un passero per sensale

Proprio lui che per tanto tempo era stato abituato a vivere in egoistica solitudine aveva imparato ad apprezzare la bellezza di dedicarsi agli altri. Era arrivato a capire il valore del cosiddetto sacrificio. Era contento di sentirsi piccolo, come un seme destinato a trasmettere la specie umana dal passato al futuro. A proposito della specie umana, era d’accordo nel pensare che la sua esistenza non abbia nulla di particolarmente nobile rispetto agli altri animali e alle piante, non essendo più di una colonnina di supporto nella grande vita che permea l’universo, assieme ai vari minerali e vegetali.
«Allora, ci stai?»
La cugina più grande rigirò con un guizzo la moneta d’argento sopra la toeletta. Lo guardò seria in viso mentre la copriva veloce con il palmo. In quella mano lui trovò un riparo per il suo cuore pigro, e disse con entusiasmo:
«Croce».
«Croce? Ma prima devi decidere. Se esce croce la sposi? O non la sposi?»
«Facciamo che la sposo».
«Oh. –È uscita testa».
«Davvero?»
«Che risposta insulsa sarebbe?»
La cugina rise ad alta voce. Gettò via la foto della ragazza e si alzò in piedi. È una donna che ride spesso. L’eco luminosa del suo riso dura a lungo. E alle orecchie degli uomini di casa mette una strana gelosia.
Lui raccolse la foto e guardò la ragazza. Pensò che poteva anche sposarla. Pensò che se lei era così bendisposta nei suoi confronti, dovevano esserci ancora molte ragazze in Giappone pronte ad affidare il proprio destino alle mani di padri o fratelli e a sposarlo. Gli sembrava una cosa molto bella. Pensò che il brutto era lui, che a causa di un risvegliato egoismo continuava ad esitare.
«Parli di sceglierti una compagna da sposare, ma in fin dei conti se ci pensi bene è come pescare un biglietto augurale, come interpretare il lancio di una moneta», disse la cugina, e lui sentì quasi un brivido di piacere ad affidare tutto il suo destino alla moneta d’argento sotto il suo bianco palmo. Ma ecco, come comprese che anche questa era soltanto una presa in giro di lei, l’occhio gli cadde sconsolato sulla fontana al limitare del veranda.
Se c’era un’altra donna destinata a diventare sua moglie invece di questa ragazza, chiese alla fontana di mostrargliene il viso riflesso nell’acqua. Crede che gli esseri umani abbiano il dono della chiaroveggenza attraverso il tempo e lo spazio. Tale è la sua solitudine.
Ed ecco, nel quadro del suo sguardo concentrato a fissare la superficie dell’acqua cadde nera l’affilata pietra divina. Due passeri accoppiandosi scivolarono dal tetto. Batterono le ali a pelo d’acqua e si rialzarono in volo separati, in direzioni opposte. Lui comprese questo lampo di ispirazione divina.
«Dunque è così?», sussurrò.
Le increspature a pelo d’acqua andarono calmandosi. Lui continuava a fissare concentrato la fontana. Il suo cuore divenne uno specchio identico alla tranquilla superficie dell’acqua. Vi si rifletteva vivida la figura di un passero. Il passero cinguettò. Questo il senso della sua voce:
«Esitante come sei, non mi crederesti neppure se ti mostrassi la figura della donna che sarà tua moglie in questa vita. Perciò ti mostro la figura di tua moglie nella prossima vita»
Lui disse al passero:
«Passero, ti ringrazio. Se nella prossima vita nascerò passero e avrò te in moglie, allora mi deciderò a sposare questa ragazza. Chi ha visto il proprio destino nella vita successiva non può esitare in questa vita. La bella e preziosa moglie della prossima vita mi ha fatto da sensale di nozze in questa vita».
E inchinandosi con animo puro davanti alla ragazza della foto, ebbe la percezione della grandezza divina.

Un commento su “Un racconto giapponese del 1926

  1. poetella
    13/07/2019

    delizioso!
    E anche vederne il testo in giapponese.

    Sembrano passi di passeri sulla sabbia….

    Piace a 2 people

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Questa voce è stata pubblicata il 13/07/2019 da in letteratura giapponese, traduzioni con tag , .
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