perìgeion

un atto di poesia

Una lettura di Wáng Xiǎoní

Ospito volentieri una nota di Federica Gasparet, che ha curato una traduzione dal cinese di alcune liriche di Wáng Xiǎoní. – Cupido


wangxiaoni

Wáng Xiǎoní (王小妮) è nata nel 1955 a Jilin, una città della Manciuria meridionale. In gioventù ha vissuto in pieno la Rivoluzione Culturale e dopo la morte di Mao, è entrata a far parte di un club di poeti universitari, ottenendo una certa fama. Laureatasi alla Jilin University nel 1982, ha lavorato per vari anni come redattrice letteraria e per uno studio cinematografico. Nel 1985 si è stabilita a Shenzen diventando professore alla Hainan University. Ha pubblicato oltre 25 libri di poesie e ha vinto numerosi premi, anche all’estero, fra i quali il Griffin Poetry Prize in Canada, con il volume 有什么在我的心里一过 [Yǒu shénme zài wǒ de xīn lǐ yī può] tradotto in inglese da Eleanor Goodman con il titolo “Something Crossed My Mind”.
Attenta osservatrice dei fenomeni sociali, Wáng Xiǎoní li inserisce nelle sue poesie in modo del tutto originale, utilizzando metafore d’effetto piuttosto che versi intellettualizzati. Il suo trasferimento dal nord al sud della Cina si esprime nei versi attraverso un senso di spaesamento ma allo stesso tempo di adattamento. Quello stare fra le cose, mentre percorre lo spazio dal luogo natio ad una città sconosciuta, è evidente in Silenzio da Pechino a Guangzhou (从北京一直沉默到广州):

ma un treno cinese è come un contadino che a testa bassa si fa strada in un campo di grano

但是中国的火车像个闷着头钻进玉米地的农民

Il silenzio del titolo non si riferisce certamente ad una reale quiete dei treni cinesi, sempre piuttosto affollati e rumorosi, quanto alla quiete interiore del poeta che osserva ma non commenta. L’autrice è costretta a stare in un treno che rappresenta il mondo, ma ha bisogno di starci in silenzio, di prendere distanza da esso e riempire le pagine dei fogli con i versi.
Alla domanda cosa sia per lei la poesia, Wang Xiaoni risponde «La poesia è il mio modo di vivere» («诗就是我的生活方式»), e prosegue sostenendo che il poeta deve «vivere casualmente e scrivere sinceramente».
Protagonista sincera è la natura, con i suoi animali, pecore, cavalli, bufali, mentre gli elementi creati dall’uomo come l’economia e la politica portano alle diseguaglianze sociali e risultano innaturali. Così nella poesia Solo i cavalli grigi trasportano polvere (只有灰马在搬运灰) gli uomini sono paragonati ai cavalli, povere bestie da soma, sfruttate dai loro ricchi padroni:

…Brilla la mandria di cavalli cinerini,
il sudore appena stillato,
grigio.
Hanno perduto il colore del manto.
Notte dopo notte,
offrono polvere ai loro padroni…

灰暗的马群
偶然有亮, 是刚滚出的汗珠
汗也是灰的
失去了毛色的马
整夜整夜给某个金主运灰尘

La natura di Wang Xiaoni emerge in tutta la sua bellezza nella pezzo intitolato Bianco, il chiaro di luna (月光白得很 [Yuèguāng bái dé hěn]):

Bianco, il chiaro di luna

Nel cuore della notte
tutte le ossa alla luce della luna.

L’aria mi schiude un candido respiro.
Le superficialità del mondo
cadono come lucciole.
La città è uno scheletro inanimato.

Alcuna creatura merita
una notte tanto pura.
Scosto le tende,
cielo e terra riversano argento.
Il chiaro di luna cancella la mia solitudine.

Ultimo atto della vita:
estrema prova
nella luce che tace tenue.
Chiaro di luna
posato sul pavimento,
già bianchi i miei piedi.

月光白得很

月亮在深夜照出了一切 的骨头.

我呼进了青白的气息
人间的琐碎皮毛
变成下坠的萤火虫
城市是一具死去的骨架

没有哪个生命
配得上这样纯的夜色
打开窗帘
天地正在眼前交接白银
月光使我忘记我是一个人.

生命的最后一幕
在一片素色里静静地彩排
地板上
我的两只脚已经预先白了

La poesia immerge il lettore nel silenzio della luce lunare in un modo piuttosto singolare: nel primo verso l’uso della parola “ossa” colpisce per la sua forza. Nel buio della notte siamo ossa, elementi solo apparentemente freddi ed isolati, che in realtà costituiscono lo “scheletro inanimato” della città. Accanto alle fredde ossa vi è la luce della luna che ha un potere rassicurante, sa cancellare la solitudine di ognuno di noi, sa renderci tutti uguali. C’è un’alternanza di suoni e colori, duri e morbidi, che riescono a trovare un equilibrio perfetto nella luce lunare. Il suono che tutto avvolge è il respiro, qui presente nel carattere “呼” [“hū”] “ respirare”, che nella grafia contiene la bocca e nella pronuncia l’aria del fiato. È un carattere talmente musicale da risultare perfetto così com’è. Nel verso che lo contiene ho preferito, nella traduzione, dare maggiore importanza all’aria, a quel candido respiro che tutto avvolge, piuttosto che all’io che la respira. Nel buio della notte e alla presenza della luna, tutto avviene in un istante, le superficialità del mondo svaniscono e ogni cosa si rivela ancor prima che la luce le avvolga (“già bianchi i miei piedi”).

Sale

Il mare risale la riva,
oh
il sale imbeve la terra.
È passato il vento,
un velo leggero e bianco.
Il chiaro di luna ci fa volubili.

È impolverato di ricchezza
il mondo.
L’aria si fa fredda,
più schiva, più lontana:
sa di sale.
Quell’unica moneta lanciata in alto
prima o poi cadrà.
Ovunque i fuggitivi
sventolano bandiera bianca.

Come il sale, il denaro
si è svalutato.
In piedi,
sullo sfondo dell’età dell’oro,
guardo come finisce
questo spettacolo silenzioso.

海正在上岸, 盐哦, 摊满了大地
风过去, 一层微微的白
月光使人站不稳

财富演出了均均的粉末
天冷冷的,越退越远,又咸又涩
那枚唯一升到高外的硬币就要坠落了
逃亡者遍地舞着白旗

银子已经贬值, 就像盐已经变质
站在金时代的背面
看这无声的戏怎么收场

Anche in questo testo è presente la luna, elemento yin, che rappresenta il lato femminile e ricettivo della Natura ed è portatrice di conforto. Nei versi sembra specchiarsi nel mare del quale abbiamo una visione indiretta attraverso l’immagine del sale. Vengono usate parole leggere ma allo stesso tempo precise: si fissano come il sale che risale la riva e imbeve la terra. Con la leggerezza di un vento lieve Wang Xiaoni riesce ad entrare nelle fragilità dell’uomo, sfiora il suo essere vulnerabile e nello stesso tempo ne prende distanza, con uno sguardo sottilmente ironico presente nell’ultimo verso “guardo come finisce | questo spettacolo silenzioso”.
Vorrei chiudere con un testo di grande forza:

Impiccagione

Cielo ingombro di nubi.
Alzo lo sguardo,
il mio pensiero va all’impiccagione.

La benda, il cappio e la botola aperta.
Alzo lo sguardo,
in attesa del suono dell’ultimo tonfo.
Chi di voi viene a toccare?

Un battito del cuore, piedi in cerca di scale per scendere.
Non deve essere una bella sensazione.
Appesa in alto, per caso, la luna.
Tutto è immobile: già morto, già freddo.
Quale boia stanotte, nel buio, carezzerà i suoi guanti di pelle?
Nuvole nero lacca vorticano:
il tonfo risuona.

绞刑

云彩很多
仰头时想到了绞刑
蒙眼布和绳索, 有缝隙的活动踏板
我仰头, 等着最后的扑通一声
你们谁来动手?

心跳, 脚能探到的全是向下的台阶
真不是什么好感觉
月亮还隐约吊在高处
真是平静, 已经死过, 已经凉了
今夜该轮到哪个
行刑人在暗处抻他的皮手套
黑漆漆云彩翻卷
扑通一声

Qui la luna non è più protagonista ma se ne sta lassù, a guardare in disparte. Il linguaggio è potente, le immagini sono sferzate che si fissano nell’animo del lettore. È questa l’estrema coerenza di Wáng Xiǎoní, che non può lasciare indifferenti e riesce in qualche modo ad annullare la distanza linguistica e culturale.

Federica Gasparet

4 commenti su “Una lettura di Wáng Xiǎoní

  1. poetella
    28/02/2020

    Tornerò spesso a rileggere.
    Questi versi sono rami di pesco in un vaso di bronzo..

    Piace a 1 persona

  2. Bellissimo. Grazie di cuore.

    "Mi piace"

  3. Chiara
    01/03/2020

    Buongiorno, grazie per l’accurata analisi. Non conoscevo questa poetessa… Interessante e motivo in più per approfondire

    "Mi piace"

  4. Annasilvia Scumace
    13/03/2020

    Quadretti cinesi. Delicati ed eleganti.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 28/02/2020 da in poesia, poesia cinese, Senza categoria, traduzioni con tag , .
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