perìgeion

un atto di poesia

Mariadonata Villa, inediti

 

 

 

image mery

 

 

 

 

Cartografie

 

c’è un uomo solo in bilico

su un largo palmo di pietra scavato

a cui millenni plurali di spinte di magma

e vento, poi, dove prima era mare

hanno lasciato altipiani di isole ignee da percorrere

 

millenni plurali di vento sono passati

da che l’uomo ha imparato a leggere le stelle

ma lui guarda in giù, come a un polo

magnetico che non sa lasciare, inchiodato

a quel punto di luce in cui si trova

 

in cui la polvere beve particelle elettriche

e si distrugge l’equilibrio cartesiano

di piani a perpendicolo che non rettificano i passi

 

sono nati vasti deserti nel cuore

dell’uomo arcaico disperso nel ghiaccio

Bedolina nell’occhio dell’uomo che guarda

è molto più di una macchina del tempo

di un pezzo di storia, per quanto remota –

per quanto fosse ancora nel Prima della storia

 

Bedolina nell’occhio dell’uomo che guarda

è un crinale, è un rischio di pietra

nell’occhio, è un palmo alzato verso il cielo

a chiedere conto al dio del fulmine

della cartografia smisurata del tempo

 

e quell’uomo in bilico sul margine

del mondo non si accorge

che l’axis mundi, la meridiana dell’oggi

è il suo corpo fragile sul bilico

è la polvere che sarà e il sangue che è

è tutta la luce che passa

 

fra lui e la pietra

fra lui e l’eco sordo

di un nuovo Big Bang

 

(per M.)

Nota: la mappa di Bedolina, in Val Camonica, è un’incisione rupestre che rappresenta un territorio reale, di campi e sentieri, risalente all’Età del Ferro.

 

*

 

Calling birds by name

 

E’ grande il freddo che ci chiama.

Ci sono uccelli dalla testa bianca

grandi quanto la mano che tendi

quando chiedi riparo od offri doni.

 

Non c’è scampo alla vita che hai deciso.

Ascolti in fretta, e interrompi il passo

per prestare l’orecchio, da quella soglia

di cemento del tempo che chiamiamo città.

 

Ieri dal cielo che minacciava neve

è scesa una piuma minuscola, della stessa

natura dei fiocchi di cristallo

che Cartesio disegnò sul suo trattato.

 

So bene che non era un angelo

ma un piccione che passava basso,

radente al gelo. Però ho alzato

la testa lo stesso, per cogliere il battito –

per sapere se era carne, o solo nebbia

quella danza minuscola che mi sovrastava.

 

Ed il sacro si mostrò.

Ed era terribile a vedersi.

 

*

 

Ninnananna del cacciatore

 

troppa felicità, figlia

ti spacca i denti

 

io lo capisco, quest’aria dura

la vuoi mangiare, e mettere

cielo aperto in magazzino,

tra le scapole

 

c’è una musica che ti viene di lontano

per farsi albero e pelle di cinghiale

 

aspettiamo lupi nell’inverno

tu aspetti la felicità che spacca i denti

non riesci proprio a tenerla

tutta col corpo

 

*

 

Visione laterale

 

che cosa vede il cane nel buio

che nessuno di noi sa nominare

all’incrocio dove non restano

tracce di altri animali

 

dove la danza tragica della notte

che avvolge la città prima dell’ora

tarda che fa mangiare all’inverno

corre avanti e s’impiglia ai semafori?

 

ci sono bare attorno a cui stringersi

e necessità di ordine assoluto:

dire io sì, sono qui, sono vivo

 

il ricordo rende ferme le cose

le fissa senza possibilità di appello

come quel cane che ringhia contro il buio

in cui vede più a fondo degli uomini

 

*

 

Millimetri

 

per Rebecca Norris Webb

 

era un cervo o era un uomo

che ci è apparso nella notte

evitato come un soffio sulla la via consolare?

sono millimetri

 

è calcolare male la torsione

dell’ombrello nella pioggia buia

 

un’apparizione illuminata dai fari

che può cambiarti la vita per sempre

quell’animale spaventato nel diluvio

 

rimasto a galla nella vita per pochi millimetri

 

***

 

Mariadonata Villa vive a Modena, dove insegna in una scuola primaria. Il suo libro d’esordio, L’assedio (Raffaelli 2012), è stato finalista al premio Carducci 2013. Ha scritto e tradotto di poesia, arte, teatro per varie riviste e siti (tra cui clanDestino, Atelier, versodove, graphie), oltre che su quotidiani locali e nazionali. Dal 2012 al 2015 fa parte del CdA di Fondazione Fotografia Modena. Suoi testi sono inoltre apparsi nell’antologia Davanti agli occhi c’è un ponte (a cura di M. Mandorlo, Lugano 2013), nell’Almanacco di Poesia Raffaelli, nell’annuario bilingue La freccia e il cerchio (Napoli, 2016), e tradotti in lingua inglese nelle riviste online Neke (NZ) e Solstice (USA). Ha tradotto le raccolte di prosa Lapsed Agnostic di John Waters (Marietti, 2012) e Dai luoghi profondi di James Kilgo (Per la terra e per l’uomo, 2013).  Al momento sta ultimando la revisione della sua seconda raccolta, Dentro Fogland.

***

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Questa voce è stata pubblicata il 13/04/2020 da in inediti, poesia italiana, scritture con tag , , .
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