perìgeion

un atto di poesia

Cattedrali, Colum McCann

Colummccan

Scrittori, narratori e poeti alle prese con la pagina bianca

rubrica a cura di Nino Iacovella

Lettere a un giovane scrittore, di Colum Mc Cann

Non scrivere quello che conosci, scrivi rivolto a quello che vuoi conoscere. Esci dalla tua pelle. Prenditi dei rischi. Questo ti spalanca il mondo. Vai in un altro luogo. Investiga ciò che si trova oltre le tue tende, oltre la parete, oltre l’angolo, oltre la tua città, oltre i confini noti del tuo paese stesso.

Lo scrittore è un esploratore. Sa di voler andare in qualche luogo, ma non sa nemmeno se quel luogo già esista. Deve essere ancora creato. Galapagos dell’immaginazione. Una teoria del tutto nuova su chi siamo.

Non startene lì seduto a guardarti dentro. È noioso. Alla fine nel tuo ombelico troverai solo pelucchi. Devi catapultarti all’esterno, giovane scrittore. Pensa ad altri da te, pensa ad altri luoghi, pensa a una distanza che alla fine ti ricondurrà a casa.

Il solo vero modo di espandere il tuo mondo è vivere la diversità oltre te stesso. C’è una parola molto semplice per questo: empatia. Non lasciarti ingannare. L’empatia è violenta. L’empatia è tosta. L’empatia ti può squarciare a metà. Se ti lasci prendere, puoi esserne cambiato. Preparati: ti definiranno un sentimentale. Ma la verità è che sono i cinici a essere sentimentali. Vivono dentro la nuvola della loro stessa ristretta nostalgia. Non hanno alcun vigore. Rimangono in un posto. Hanno un’unica idea da cui non scaturisce altro. Ricorda, il mondo è molto di più di una storia. Troviamo negli altri la continuazione di noi stessi.

Perciò, lascia perdere i cinici. Saltali a pie pari. Atterra in quell’altrove. Devi credere che la tua storia sia più grande di te.

Alla fine, naturalmente, il tuo insegnante di prima elementare aveva ragione: possiamo scrivere solo ciò che conosciamo. È logicamente e filosoficamente impossibile fare altrimenti. Ma se scriviamo rivolti a ciò che presumibilmente non sappiamo, scopriremo ciò che sapevamo ma di cui non eravamo del tutto consapevoli. Avremo compiuto un salto alla cieca nella nostra coscienza. Non saremo bloccati in un perenne riavvolgimento intorno all’io, io, io.

Come dice Vonnegut, dovremmo continuamente lanciarci da precipizi e sviluppare le ali durante la caduta.

ESTRATTO DA: LETTERS TO A YOUNG WRITER BY COLUM MCCANN. © 2016 COLUM MCCANN. © 2017 RIZZOLI LIBRI TRADUZIONE DI MARINELLA MAGRÌ

foto tratta dall’archivio WSJ

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Questa voce è stata pubblicata il 21/05/2020 da in Cattedrali con tag , , .
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