perìgeion

un atto di poesia

Francesco Sassetto, Il cielo sta fuori

 

 

 

9788899429980_0_0_626_75

 

 

È con particolare piacere che segnaliamo la pubblicazione di Il cielo sta fuori, la nuova silloge di Francesco Sassetto edita da Arcipelago Itaca, sia perché si tratta di una raccolta perfetta per approcciarsi alla scrittura dell’autore veneziano, sia perché tutti coloro che ne conoscono già la qualità potranno trovarvi conferme e nuovi stimoli e spunti di approfondimento. Il cielo sta fuori, infatti, è un volume corposo all’interno del quale Sassetto ha deciso di riproporre alcuni brani che già facevano parte di pubblicazioni precedenti e di inserirli all’interno di un percorso che comunque si compone principalmente di inediti. Il risultato non ha affatto il sapore di un’antologia: Il cielo sta fuori è un lavoro compatto e coeso, in cui tutti i brani stanno esattamente lì dove devono stare (editi o inediti che siano), e che ripercorre e approfondisce le tematiche principali della scrittura di Sassetto, sia in ambito civile – la sua poesia è infatti costantemente sorretta da una costante tensione etica – sia da quello più strettamente privato e personale. Si tratta di un volume importante, quindi, come confermato anche dal saggio critico di Stefano Valentini che analizza, con precisione e al tempo stesso con affetto, una delle traiettorie poetiche più coerenti e valide degli ultimi tempi.

 

***

 

Ossario

 

Nessun silenzio sull’Ossario, nessuna pace

per i trentamila ammazzati sull’Altopiano.

 

Una fila infinita di nomi sulle lapidi di marmo

lucidato, ossa sparpagliate in loculi giganti,

nella penombra d’una geometria infernale.

 

Nell’azzurro i soldati sull’attenti a presidiare

il monumento, tricolori al vento, cannoni

e bombarde tutt’attorno, cimeli del macello

ancora puntati sulla valle.

 

Il busto del Duce sovrasta l’immane cimitero,

lo chiamano Sacrario, capolavoro del regìme,

gli avanzi alla rinfusa del massacro passato

a nutrire quello a venire.

 

Famiglie in passeggiata, carrozzine e palloncini

colorati, i selfie a immortalare la scampagnata.

 

Si chiacchiera, si fuma, si levano i maglioni

sudati al sole del primo agosto.

 

Un sole sbagliato. Un sole fuori posto.

 

Nota: Si tratta del monumento costruito ad Asiago nel 1936, voluto fortemente dal regime, dove sono state raccolte e tumulate in tombe recanti il nome e il grado, le ossa di circa 30.000 soldati italiani caduti nella prima guerra mondiale, che giacevano sparse in tutto l’Altipiano. Il Sacrario si erge sopra una scalinata alla fine di un lungo viale alberato.

 

***

 

Capirsi

 

sarebbe come capire quest’acqua di laguna

che ora corre rapida al maestrale ora lenta

scivola nell’afa, acqua che sa di fiume

e di sale, risale le barene, il suo mistero

di riflussi, la sua quiete apparente.

 

Stare così, alla riva, osservare il moto

dell’onda che si allarga a tondo nell’aria

sospesa squarciata da grida di gabbiani.

 

Quest’acqua che ti porti nel cuore e nelle

vene, acqua che non sai e conosci bene,

tu ne ignori i vortici che alzano la melma

del fondo, polvere grigia viene a galla

 

                                       poi scompare

in un fremito di scaglie di sole.

 

 

È in questo balenare il suo grande amore,

il tuo amore di pescatore immobile

a contemplare la voce di questo mare

senza sosta, quest’acqua senza risposta.

 

È nei tuoi occhi inquieti il senso del tuo indagare

 

                                               perché l’amore

vive nella tua sete di conoscenza

nella tua ignoranza

nel divenire che non sai

                                            e non puoi capire.

 

***

 

Sarà questa pioggia lenta

 

che vela gli occhi e rallenta il tempo,

sarà questo dover vedere cose già viste

sapere ogni passo da dover fare ancora

andare senza passione

nella stessa direzione, che stanca, sfianca,

 

lasciare ogni mattina il tuo calore

per un’assurda replicazione di gesti e parole,

durare le fatiche senza senso

di un quotidiano galleggiamento.

 

Senza più aspettare un segnale di terra

o di cielo, un lampo di sole nel cieco

vagare reiteranti salmi e rosari da sgranare

 

senza più domandare niente agli umani

 

né a un dio probabilmente amareggiato

di averci amato tanto inutilmente.

 

***

 

Mi lo so, mama

 

che ti xe da qualche parte. Ti, svolàda via cussì,

’na fògia desfàda a novembre che se mòla

e se pusa in tèra.

 

Mi te sento ne l’aria gelàda, ne la pióva,

ne i scalìni de i ponti da far ogni giorno

co la fadìga ne le gambe e l’ànema ingropàda.

 

Te porto co mi ne le cale de la sera, nel caìgo

de le matìne de véro co camìno ’ste pière dure

’ste strade scure che se incrósa come un labirinto

dove putèo ti me tegnivi per man

 

e ’ncora desso che vado da solo in mezo al vódo,

me tegno stréte nel pugno le to parole, la bussola

che ti me ga lassà

 

Io lo so, mamma

che sei da qualche parte. Tu, volata via così, / una foglia disfatta a novembre che si stacca / e si distende a terra. // Ti sento nell’aria, nella pioggia / nei gradini dei ponti da fare ogni giorno / con la fatica nelle gambe e l’anima chiusa in gola. // Ti porto con me nelle calli della sera, nella nebbia / delle mattine di vetro mentre cammino queste pietre dure / queste strade scure che si incrociano come un labirinto / dove bambino mi tenevi per mano // e ancora adesso che vado da solo in mezzo al vuoto, / tengo strette nel pugno le tue parole, la bussola / che mi hai lasciato.

 

***

 

 

5 commenti su “Francesco Sassetto, Il cielo sta fuori

  1. francesco sassetto
    05/10/2020

    Essere ospitati su Perigeion è per me sempre un onore e una gioia, grazie quindi a tutta la redazione per la generosa accoglienza. Un grazie enorme a Francesco per le sue importanti ed affettuose parole, per l’amicizia e la stima reciproca che ci lega da molto tempo, la sua scelta di questi testi in particolare cui sono molto legato e spero parlino anche a chi vorrà passare qui. Un grazie, infine, a Giorgio Galli per la Nota da lui dedicata a questa raccolta in occasione dell’ultima edizione del premio “Bologna in Lettere”. Tutti segni preziosi di attenzione che aiutano a riflettere ed a crescere, a ripensare ciò che stiamo facendo e – me lo auguro – a migliorare. Un abbraccio. Francesco

    "Mi piace"

  2. vengodalmare
    05/10/2020

    piacere di ritrovare le sue poesie, grazie.

    "Mi piace"

  3. ninoiacovella
    06/10/2020

    Francesco è uno di quegli autori che mi piacerebbe avere a portato di mano per le letture di poesia che organizzo in Piazzale Corvetto a Milano. La sua profondità rimane comunicativa. Si apre al mondo anche quando rimane intima.
    Grazie

    Nino

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: