perìgeion

un atto di poesia

Rae Armantrout, tre poesie

 

 

rae

 

 

 

These Days

 

TASTE

We’ve developed a fondness for “mid-century murk”—meaning the last mid-century, not the one soon to come with its increasingly toxic air. We’ve developed a taste for the coldest of cold cases being worked by impossibly earnest child sleuths or laconic county sheriffs in tiny desert towns. What is making the phone lines crackle? Does this noise sound menacing to you?

We’ve developed a necrophiliac’s taste for remoteness. Those just beyond living memory are the most distant, the strangest of strangers.

 

TASKS

Each day I stare at the gap between “and” and “then” with the sense that, if I am very quiet, something important will come out of it. Am I languid, pensive, or anxious? Any one of these words is a polaroid I am reluctant to inhabit, yet, taken together, they make a pyramid, that most stable of forms.

 

SIGNALS

Everything the children do is a reenactment of something half grasped or glimpsed. We call such portrayals “play,” but they are similar to the way aliens might attempt to communicate by reproducing signals from old TV broadcasts, including the static between stations.

This one uses a falsetto to indicate that there are two of her, the one speaking now and the one we will never hear.

 

Questi Giorni

 

GUSTO

Abbiamo coltivato una passione per “l’oscurità di metà secolo”, intendendo l’ultima metà del secolo, non quella che arriverà a breve con la sua aria sempre più tossica. Abbiamo coltivato una propensione per i più irrisolti fra i delitti irrisolti che vengono indagati da investigatori bambini incredibilmente coscienziosi o sceriffi di contea di poche parole in minuscole città del deserto. Cos’è che fa crepitare le linee telefoniche? Questo rumore ti suona ambiguo?

Abbiamo coltivato un gusto necrofilo per la distanza. Quelli appena più in là della memoria vivente sono i più lontani, i più estranei fra gli estranei.

 

COMPITI

Ogni giorno mi concentro sul divario tra “e” e “quindi” con l’impressione che, se rimango molto calma, ne verrà fuori qualcosa di importante. Sono apatica, pensosa o ansiosa? Ciascuna di queste parole è una polaroid che sono riluttante ad abitare, eppure, prese insieme, formano una piramide, la più stabile fra tutte le forme.

 

SEGNALI

Tutto quello che i bambini fanno è una rievocazione di qualcosa che è stato compreso o intravisto a metà. Noi definiamo queste rappresentazioni “gioco”, ma sono simili al modo in cui gli alieni potrebbero tentare di comunicare riproducendo segnali da trasmissioni TV del passato, comprendendovi l’elettricità statica tra le stazioni.

Eccone uno che usa il falsetto per simboleggiare che ci sono due lei, quella che sta parlando adesso e quella che non sentiremo mai.

 

***

 

Password

 

1

As if the problem were

that I couldn’t stuff

the bulky text

into the child’s backpack

and was late for a class

I never registered for

so long ago!

 

2

“Business tiptoes

in a world of masks.”

 

“People relate”

to a transparent sham.

 

As if genre

weren’t camo.

 

3

Strange to wake rested

after these dreams

of disaster and scandal

not registered as such.

 

4

When I’ve stared long enough

at the rough skinned,

 

snub nosed, or

tough nippled

 

lemons,

 

I will give attention

to World Password Day.

 

Password

 

1

Come se il problema fosse

che io non riesco a infilare

il libro voluminoso

nello zaino del bambino

già in ritardo per la lezione

non mi sono mai iscritta

prima di adesso!

 

2

“Il business cammina in punta di piedi

in un mondo di maschere.”

 

“Le persone si relazionano”

a una finzione trasparente.

 

Come se il genere

non fosse un cammuffamento.

 

I primi due versi sono la citazione di un titolo apparso sul New York Times nei primi giorni della pandemia.

 

3

Strano risvegliarsi riposati

dopo questi sogni

di disastri e di scandali

non catalogati come tali.

 

4

Quando avrò osservato abbastanza a lungo

la buccia rugosa,

 

il naso camuso, o

il capezzolo rigido

 

dei limoni

 

allora presterò attenzione

alla Giornata Mondiale della Password.

 

***

 

How to Disappear

 

1

You had been swinging restlessly

between the appearance of spontaneity

and the appearance of serious thought.

 

You had been changing lanes

after a glance

in a mirror honest about

its tendency to distort.

 

What choice did you have?

 

It was soothing to watch

wisps of smoke

from a nearby chimney

disappearing

one by one.

 

2

Do you like pulses,

 

ridges, ripples

stretching into obscurity?

 

Would you prefer a flicker

to a steady light source?

 

This one stutters

slightly,

 

hesitant,

 

as if it could hold something

in reserve

 

Come scomparire

 

1

Stavi oscillando senza pace

fra un’immagine di spontaneità

e un’immagine di una seria pensosità.

 

Stavi cambiando corsie

dopo un’occhiata

a uno specchio sincero

circa la propria tendenza a distorcere.

 

Che scelta avevi?

 

Era confortante osservare

gli sbuffi di fumo

da un camino nelle vicinanze

che scomparivano

uno ad uno.

 

2

Ti piacciono le pulsazioni,

 

le dorsali, le increspature

che si distendono nell’oscurità?

 

Preferiresti uno sfarfallio

verso una fonte di luce stabile?

 

Questa balbetta

lievemente,

 

indecisa,

 

come se potesse tenere qualcosa

di scorta

 

Traduzioni di Francesco Tomada

Si ringrazia Emilia Mirazchiyska per il suo lavoro di mediazione.

Le versioni originali delle poesie sono apparse qui e qui.

 

***

Rae Armantrout è autrice di sedici raccolte di poesia, tra cui Conjure (Wesleyan, 2020), Wobble (2018), finalista per il National Book Award, Partly, New and Selected Poems (2016) e Versed (2009) che ha vinto il Premio Pulitzer e National Book Critics Circle Award nel 2010. L’intervista “Art of Poetry” con Rae Armantrout, condotta da Brian Reed, è stata pubblicata su The Paris Review nel dicembre 2019. È professoressa emerita alla U.C. di San Diego e attualmente vive nello Stato di Washington.

***

 

 

Un commento su “Rae Armantrout, tre poesie

  1. Pingback: 13 aprile nasce Rae Armantrout – Quando Le Parole Parlano

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Questa voce è stata pubblicata il 10/10/2020 da in poesia americana, traduzioni con tag , , .
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