perìgeion

un atto di poesia

Anna Lombardo, Con candide mani

 

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Se bastasse il dolore per poter scrivere bella poesia, probabilmente saremmo tutti o quasi autori di fama. Invece non è così, anche se accade spesso che alcune delle pubblicazioni più emozionanti affondino le loro radici nella perdita e nel distacco. Ma, appunto, il dolore non basta: la lancinante intensità del sentimento deve in qualche modo venire a patti con il mezzo espressivo, con la lingua, e forse (ma qui davvero dico “forse”, perché è impossibile entrare nella profondità dell’animo altrui) serve anche fare i conti con la perdita, non metabolizzarla perché è impossibile, ma almeno venirci a patti, comprenderne la portata e le conseguenze, magari arrendersi alla desolazione.

Con candide mani di Anna Lombardo (Proget Edizioni) è una raccolta che scava nel baratro del dolore: la morte del compagno di vita è infatti una sentenza di solitudine senza appello, senza possibilità di contatto, senza sollievo. Ma, al di là del rispetto e della pietas verso la sofferenza, non è questo che rende Con candide mani un libro splendido nella sua durezza. Quello che colpisce (e intendo che colpisce duro, durissimo) è l’asciuttezza di un sentimento che diventa anche austerità della lingua, nudità portata fino all’espressione necessaria del distacco, esposizione del sé così disincantata da diventare quasi una forma di verità. Non c’è nulla di più di quello che dovrebbe esserci, nulla di più di quello che serve; e in questo sconforto quasi minerale risalta perentoria la necessità di queste parole che colloquiano con l’assenza sapendo perfettamente che nessuna consolazione è possibile.

 

***

       

           Tutto è in un caos momentaneamente

eterno, il rosicchiare delle menti

 

quel torpore che accorcia le distanze

tra l’alba e il sonno

e spezza ogni remota speranza

 

di stare dentro al sogno

come uccello fuori dalla gabbia

 

***

 

            Ora definita dalla tua assenza

apro e chiudo usci

spalanco finestre

e mani, bocche, a volte occhi

 

graffiano lo scavo dell’amore

segno bruciante del tuo passaggio

e indago quel vuoto tondo attorno

 

***

 

             Se per la scienza il nulla non esiste

e il vuoto è un’invenzione

 

come chiamare adesso quella sua assenza

dal mio cuscino, braccia

 

grembo, per non parlare

di quel buco al posto del cuore

 

***

 

            Quella particolare inclinazione

l’obliquità della luce sul tuo tavolo

ormai silente, e i fogli rimasti così

 

grava sulla poltrona ancora la tua ombra

in ogni cosa parla, romanza

echeggia

 

dispute assurde e tranquille

e poi tiene la notte in assedio

              l’ultimo bacio che si fece marmo

 

***

 

            Fossimo solo formiche, pietre

alberi, vaccari, professionisti, nani

poeti, benzinai, rivoluzionari

tu riconoscimi

 

quando ci rincontreremo

fossimo solo formiche, pietre, nani

 

tu, riconoscimi

***

4 commenti su “Anna Lombardo, Con candide mani

  1. annalombardog
    06/11/2020

    Grazie Francesco per l’accoglienza.
    Vero è sempre terreno scivoloso, poeticamente parlando, quello del dolore, della perdita, della nostra ‘caducità, in fondo. Forse quello che ci riporta un pò quel ‘tocco umano e solidare’ che sempre più spesso confligge con i dettami economicisti entro cui si adagia la civiltà odierna.
    Grazie di cuore per l’ascolto e grazie a Perìgeion per l’ospitalità.
    Anna Lombardo

    Piace a 2 people

    • ninoiacovella
      10/11/2020

      Detto da Francesco, che ha saputo farne grande poesia dal dolore, è un riconoscimento di peso.
      Nino

      "Mi piace"

  2. vengodalmare
    10/11/2020

    E grazie a lei per queste asciutte e intense poesie.

    "Mi piace"

  3. Fabia Ghenzovich
    19/11/2020

    Parole necessarie a dare voce al dolore , intensità e estrema pulizia formale sono la cifra di questo libro. La caducità del nostro vivere, come dice Anna Lombardo, fa da sfondo e forse la scrittura aiuta anche in questo perchè col dolore bisogna convivere, e lo sconforto della perdita quando trova una sua voce, diventa corale, ancora una volta segno del nostro esserci.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 05/11/2020 da in poesia, poesia italiana con tag , , .
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