perìgeion

un atto di poesia

Fabia Ghenzovich: nudità e autenticità

Frequentemente la nudità rimanda a qualcosa di esibito perché presuppone una condizione celata, nascosta, qualcosa – spesso un corpo, una figura fisica – da portare alla luce, da svelare: letteralmente, quindi, a cui togliere il velo, il vestito che la copre e la nasconde. E che, coprendola, la trasforma e la altera. In questo senso, la nudità può essere un risultato, l’esito di un processo di spoliazione. Fabia Ghenzovich, nella sua raccolta che ha per titolo proprio Nudità (Il leggio Libreria Editrice, Chioggia (VE), p. 64), rovescia questo procedimento.

Dico – la nudità –

qualcosa insomma

di integro come alba

o natale ma corporale

dico ecco la voce

pulita sotto strati e strati

la voce dal fondo che spiazza

ogni parola vassalla

che non suona

che non filtra

più la luce.

La nudità, nei versi nelle parole e nelle intenzioni di Ghenzovich, non è il frutto di uno svelamento, ma è una condizione primigenia; non è il punto di arrivo raggiunto, ma il punto di avvio di una ricerca, poetica e insieme esistenziale, legata alle forme e alle modalità della relazione.

Credetemi

amo l’imperfezione.

Non dover essere

che soddisfazione!

Essere

con ogni mia parte

sorella a sorelle

diverse che mi fanno

l’occhiolino

per scampare all’ingombro

dell’ovvietà.

La nudità, nella poetica di Ghenzovich, diviene sinonimo di libertà: si tratta evidentemente di una libertà interiore, di una libertà etica – se così si può dire – che consente all’autrice l’esercizio di più ampie perlustrazioni: libertà di sguardo, libertà di ricerca ovvero libertà dalle falsità, dalle ipocrisie, dai conformismi. L’autrice agisce e sostiene la rottura di convenzioni e condizionamenti a favore di un sentire libero e condiviso.

Uno scalino dopo l’altro

sarebbe troppo semplice

una salita senza la tensione

che ti metta alla prova

l’inciampo di un bisogno

in agguato troppo facile

sventare un fiasco

dirsi fratelli nello strappo

nel taglio con l’amaro

di un sorriso mai

abbastanza dilaniato.

Datemi pure una tenebra

abituale trascendetemi

la preda nel trionfo

di una maschera nei secoli

dei secoli blasfema cercatemi

la bussola senza direzione

la libertà arriva nuda.

In questa disposizione Ghenzovich promuove un approccio etico al testo, dove il testo è l’altro, è la relazione. Per questo la nudità si trasferisce dal corpo all’anima, alla pelle, e diviene precondizione dell’esperire. La nudità incontra l’autenticità, fa coppia con essa, alimentandosi e potenziandosi l’un l’altra. Autenticità del sentire e autenticità dell’esperienza, che si possono raggiungere e conquistare in virtù di uno stato di nudità.

L’autrice affida alla poesia il compito di realizzare questa condizione e la parola, che della poesia è strumento principe, nei suoi versi si fa essenziale, centellinata, spillata al fine di rendere viva e vera “la libertà del possibile”.

Siamo tornati ai luoghi

dei ricordi con l’elisir

del tempo nelle narici

i falò

della memoria accesi

più dolce il cuore d’una serata

di plenilunio

col solco

d’essere stati frammenti

di gioia in corsa

verso la libertà del possibile.

Assistiamo dunque nel corso delle pagine, dall’iniziale abbandono “d’ogni santa sicumera” al “ciò che credevo si è sciolto/ fin dove arriva la vista// nel mare”, a un percorso completo dove il disarmo dal condizionamento della quotidianità diviene capacità e potenza interpretativa. E la poesia, nelle parole di Ghenzovich, uno spazio di libertà e di ricerca. Come ben scrive Luigi Cannillo nella nota introduttiva al volume: “La privazione, l’apparente sottrazione, non porta alla mancanza ma si trasforma in ricchezza, per sé e per gli altri”.

Così etereo nello stupore

da inciampare per un battito

inatteso

sulla nivea

essenza della luce.

10 commenti su “Fabia Ghenzovich: nudità e autenticità

  1. ninoiacovella
    25/12/2020

    Una poesia che arriva proprio perché fedele all’intento del poeta. Coerente, che avvicina per empatia ed eleganza formale priva di intellettualismi.
    Nino

    Piace a 1 persona

  2. Fabia Ghenzovich
    25/12/2020

    Ringrazio per questa recensione a Nudità che infatti anche come parola appare e si snoda lungo tutto il libro in un continuum di testi che rimandano ad una condizione : la nudità appunto primigenia uno stato di libertà e di sfida alle troppe manipolazioni del nostro quotidiano . La libertà arriva nuda , incipit di Clebnikov ne è la sintesi. Grazie un bel dono di Natale, così mi arriva proprio oggi come un regalo .

    Piace a 2 people

  3. Fabia Ghenzovich
    25/12/2020

    Grazie Vincenzo Gattoni per la recensione che ha colto il senso di questa mia raccolta e della parola Nudità appunto che mi accompagna come un filo di Arianna lungo tutto il libro, così come nell’incipit di Clebnikov: La libertà arriva nuda . Condizione primigenia, ma anche sfida alla nudità della parola per sottrazione, come riporta Cannillo nella prefazione. Grazie di cuore .

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  4. Fabia Ghenzovich
    25/12/2020

    Ringrazio Perigeion e Lorenzo Gattoni per la recensione e Nino Jacovella per la condivisione. Nudità è tante cose insieme , certo un’etica ma anche un augurio e la speranza di una parola che avvicini alla meraviglia che portiamo dentro e che spero, potremo regalare agli altri . Grazie di cuore

    Piace a 1 persona

  5. Lucia Guidorizzi
    26/12/2020

    Nudità è un modo di pensare che diviene modo di essere. Un esercizio di sottrazione che sfronda ogni bagaglio ermeneutico per essere pura sostanza del presente. Una recensione attenta che illumina testi di grande eleganza formale ed esistenziale.

    Piace a 2 people

    • Fabia Ghenzovich
      27/12/2020

      Cara Lucia Guidorizzi segui da anni il mio percorso poetico con attenzione e ti ringrazio per le riflessioni anche qui su Perigeion

      "Mi piace"

  6. francescotomada
    28/12/2020

    Bello ritrovare qui, nella lettura di Lorenzo, Fabia e la poesia di Nudità, che ho appena avuto modo di leggere e di apprezzare. L’idea di spoliazione è, secondo me, alla base del percorso stesso di scrittura poetica, ma richiede il coraggio di abbandonare la sicurezza del “fare arte” per fidarsi della forza che la parola contiene in sé. Complimenti quindi a Fabia Ghenzovich, che dimostra in questo prezioso libro di saperlo fare.

    Francesco

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    • Fabia Ghenzovich
      28/12/2020

      Grazie di cuore Francesco Tomada

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  7. annalombardog
    28/12/2020

    Ho apprezzato molto quest’ultimo lavoro di Fabia che delinea più chiaramente dei suoi precedenti, il suo percorso poetico.
    Certo, chiedere oggi alla parola poetica di riappropriarsi del valore positivo di una sua originale ‘nudità’, senza orpelli, proprio per sottrarla a quell’inerzia di senso privo di tensioni, di domande e di ideali, necessita oltre al coraggio, una visione lucida e convinta del ‘fare poesia’ in questo nostro tempo.
    Grazie Fabia per averlo chiesto e grazie a Perigeon per l’attento ascolto.

    Anna Lombardo

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    • Fabia Ghenzovich
      30/12/2020

      Anna Lombardo mi ha fatto l’intervista che chiude il libro e tra le altre domande mi chiede se questo mio ultimo è un giro di boa. Nell’intervista ti rispondo Anna, dicendo che per me ogni poesia è un giro di boa perché non so,
      quando inizio, quale sarà poi il percorso e in questo senso la poesia avviene. Avviene per una esigenza profonda di scoperta, in fondo ogni poesia è un atto d’amore e ogni amore esige una domanda e un atto di espoliazione necessaria alla parola, almeno alla parola sempre in fieri eppure presente nell’ atto in cui avviene, attuale e dinamica in ciò che dice e che sottende . Lasciare ogni orpello in questa prospettiva è d’obbligo e proprio per questo ne avrò ancora tanto da lavorare ….grazie Anna, grazie ad ogni intervento e all’attenzione che mi avete dimostrato

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Questa voce è stata pubblicata il 25/12/2020 da in poesia, poesia italiana, recensioni con tag , , .
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