perìgeion

un atto di poesia

Haydar Ergülen, La casa nella melagrana

a cura di Nicola Verderame

Chi conosce e ama la Turchia non può che sognare di vederla passare dalle prime alle terze pagine. La deriva autoritaria e violenta in cui il paese è scivolato deve incoraggiarci
a conoscere sempre più la sua cultura, la sua produzione letteraria, la pluralità di voci che lì convivono. Traduttori e accademici hanno il compito di trasferire al pubblico italiano una ricchezza intellettuale che in Turchia ancora sopravvive, nonostante mille ostacoli, rischi e difficoltà.
La poesia di Haydar Ergülen riflette appieno questa cultura plurale, unica e diversificata, come i chicchi della melagrana racchiusi da un’unica scorza che li tiene assieme. Nei versi di Haydar Ergülen coesistono infatti il surrealismo e la poesia popolare dell’Anatolia, ci sono i ghazal (che il lettore europeo ha imparato a conoscere con Goethe e poi con le gacelas di Federico García Lorca) e le e-mail d’amore, c’è una poesia «componibile» («In me tu sei…»), che lettrici e lettori possono continuare come più desiderano, e c’è il nefes, letteralmente «respiro», forma di poesia tipica degli aleviti, la confessione eterodossa dell’Islam a cui Ergülen appartiene. Questo libro raccoglie dei frammenti di una vasta produzione poetica, inaugurata nel 1982 da Domande rimaste senza risposta (Karşılığıni Bulamamış Sorular) e che a oggi conta sedici raccolte. E ciascuna è un melograno, carico di innumerevoli frutti, che racchiudono innumerevoli chicchi.

Haydar Ergülen è nato nel 1956 nella città anatolica di Eskişehir in una famiglia alevita. Da ragazzo, a causa della sua militanza politica è stato espulso dal liceo della sua città e si è trasferito ad Ankara, dove ha studiato sociologia alla Middle East Technical University, laureandosi nel 1982. Nello stesso anno ha iniziato a lavorare come copywriter a Istanbul, dove tuttora risiede. Nel corso di una quarantennale attività poetica, Ergülen si è distinto come promotore di riviste e festival. Autore molto prolifico, Haydar Ergülen ha pubblicato dodici raccolte di saggi di letteratura, viaggi e cinema, un libro per bambini dedicato alla figlia Nar (nome che significa per l’appunto «melagrana»), oltre alle raccolte di poesia, parzialmente riunite in due volumi, intitolati Melagrana (Nar, 2000) e Hafız e la Salamandra (Hafız ile Semender, 2002), di recente ripubblicati in Turchia.
La scrittura di Ergülen spesso ricalca il parlato, quasi fosse una poesia orale trascritta. Tuttavia, le sue opere in versi sono concepite come progetti coesi, uniti da un fil rouge tematico o formale. Per esempio, la raccolta La morte è uno scandalo (Ölüm Bir Skandal, 1999) è caratterizzata da poemetti di uguale lunghezza. Nell’opera Una sorella in pensione dal cabaret (Kabareden Emekli Bir Kızkardeş, 1995) Ergülen ha creato un personaggio fittizio, Lina Salamandre, una poetessa francese omosessuale dell’Ottocento, a cui ha attribuito poesie, canzoni e lettere. Le poesie della raccolta Busta da lettere (Zarf, 2010) sono tematicamente collegate al mondo della corrispondenza. In un’opera scritta in occasione del suo quarantesimo compleanno, Quaranta poesie e una (Kırk Şiir ve Bir, 1997), Ergülen ha raccolto quaranta componimenti con lo stesso numero di versi, seguiti da una poesia di un solo verso. L’Antologia delle poesie d’amore (Aşk Şiirleri Antolojisi, 2011) gioca ancora con l’idea della pluralità, avendo raccolto poesie precedenti, finte traduzioni, quartine e addirittura poesie in forma di discorso radiofonico.
Nella sua opera si nota un passaggio graduale dalle atmosfere cupe delle poesie degli anni Ottanta, dalle quali traspariva il peso di una realtà sociale complessa, ancora traumatizzata dalla violenza del colpo di stato del 1980, ai versi lievi degli anni Duemila, nei quali prevalgono l’amore passionale, la tradizione religiosa e poetica alevita, un dettato lirico inedito e una nuova attenzione alla natura. È vero, come suggerisce Milo De Angelis, le poesie di Haydar Ergülen presentano versi fiabeschi, profumati di mille fiori, piante e spezie; eppure nascondono una tensione verso una fratellanza, un umanesimo che oltrepassi distinzioni etniche e sociali. Come nel pianto per il giornalista Hrant Dink, il cui assassinio nel 2007 «ha lasciato tutti orfani» («Ghazal degli orfani»). In fondo, chi pensa lucidamente e ha il coraggio di rispondere alla violenza con la forza della parola «non è turco, né curdo, né armeno», è solo un essere umano.

Poesie 

(traduzione di Nicola Verderame)

MELAGRANA
L’inverno arriva immenso, andiamo al fuoco
ha freddo il viso dei giorni, andiamo al fuoco
il fuoco avrà certo qualcosa da dirci
si schiuderanno mille parole, calde più dell’estate
la lingua è secca, da lì andiamo alla melagrana
ha una casa molto affollata la melagrana,
se solo offrisse rifugio anche a noi,
adesso la casa ci pare immensa, ogni camera
una separazione, i bambini una scatola chiusa
e i giardini nel caos: così come eravamo
amici di vite e orti, mentre si condivideva
il frutto della pergola, ecco che il ladro ha preso
a spogliare la vigna delle foglie, la vite è nuda!
Se nell’orto dei melograni arriva l’uomo bruto
la miseria si abbatte sul cuore, prima che sulla pelle,
prima che abbia freddo il cuore e la pelle si rattristi
e si apra e si sparga per noi, andiamo al fuoco;
la casa, come la melagrana è un giardino nell’altro
la donna è il giardino dell’amore, edera folle,
stringiamoci al suo amore, presto, andiamo al fuoco
Sia detto, dalla mano del fuoco abbiamo colto quest’amore!

***

CERIMONIA DEL TÈ
Forse la morte somiglia a una cerimonia del tè, un’aurea
armonia di silenzio, purezza ed equilibrio, lentamente l’ospite
porta la morte alle labbra, un sorso, poi la posa sul piatto,
la riprende con dolcezza, in quest’ora del giorno tutto segue
un corso naturale, un sorso ancora, giungono le cerimoniere,
e perché il silenzio di quest’ora non si frantumi
sotto i piedi affusolati e bianchi, o la morte – ospite divino,
convitato segreto – non torni a mani vuote dalla cerimonia,
si riapre la tenda dell’onore e si accoglie, con la sua lama,
il muto harakiri del giorno

***

SETTEMBRE
La donna se ne va e si dice sia poesia
la donna se ne va e ne nasce un poeta
(io so da quale donna sono nato poeta)
e se «ovunque si dice che l’estate è finita»*
lì si ripete che la donna se n’è andata
e che dove lei va, si canta in poesia:
Ma dove la donna va finisce l’estate, e l’estate
ha fine se la donna va via, e la fine è un poema,
la fine dell’estate è un poema, poema è la fine di un amore…
Se la città insegue l’estate in ogni quartiere
da qui s’allunga l’estate e gli amori ne giovano,
la città segue l’estate, la poesia segue la donna
e così si raggiunge il quartiere di settembre,
da giugno avevo raggiunto settembre in una notte,
settembre l’aveva lasciato l’estate, la poesia invece
la donna l’aveva lasciata a giugno, perché si dice:
tutti i figli lasciano una poesia alla madre!
Se quella donna mi abbandona diventerò un poeta
ma donna di cui sono figlio, tu non lasciarmi,
se è poesia si dirà, finirà se è l’estate, e se donna, partirà
Tutte le donne affidano la poesia a una donna!

***

LETTERA: BARCA DI POESIA
Scrivo poesie e scrivo lettere
e se non trovo francobolli le consegno a mano
le abbandono al centro di un parco
ché le legga chi viene e chi va
come una barchetta di carta nello stagno di ninfee
fluttua la lettera, barca di poesia
né capitano né mare, sono un postino
raccolgo le lettere, consegno poesia

***

L’AZZURRO È PASSATO…
Era un’estate così
che sembravamo abitare nel cielo
Baciarti era come baciare il cielo
era qualcosa di azzurro
La giovinezza è un’estate così
senza dormitori né case né stanze
il cielo solamente
basta a ognuno
Io e te, noi abbiamo abitato
il cielo così a lungo
e la nostra giovinezza è passata
tanto azzurra… così tanto!

***

AMORI FINITI NELLO SPAM
«Ciao vita mia
il mio nome resterà con te
per avere una relazione
voglio tanto essere amica.
Io sono una donna,
che mi chiamo Evelyn
con la mia e-posta
rispondi a me per favore
per questo io a Lei
invio un mio pittura
e allo stesso tempo, a me tu
e io, per molte ragioni di più
essere in contatto con te
e dirvi anche di più su di me
grazie, per la tua bella risposta
io resto in attesa, come
sono la tua bella
Evelyn.»

2 commenti su “Haydar Ergülen, La casa nella melagrana

  1. poetella
    16/02/2021

    l’ultima è straordinaria! 😀 😀 😀

    "Mi piace"

  2. vengodalmare
    16/02/2021

    Lievi come un respiro ..

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16/02/2021 da in Senza categoria.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: