perìgeion

un atto di poesia

Raphael D’Abdon, due poesie

 

 

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jazz cafè pianist, di Abdul Milazi

riprodotto per concessione dell’autore

 

 

 

 

if i should die before i wake

 

sit on my armchair

in my library

on my left

an open window

on my right

a coffee table

with a cup of tea

and a book of poetry

 

curtains twirl

the tea smells of jasmine

the wood logs crackle

in the fireplace

coleman hawkins

in the stereo

 

my eyelids heavy

with the soothing weight of

peace

 

if i should die before i wake

let the window open

let the music play

let the fire consume itself

 

wet my lips with the tea

and don’t put me in no damn coffin

 

just wrap me in a blanket

and bury me under a jacaranda tree

on those purple hills out there

 

 

se dovessi morire prima di svegliarmi

 

seduto sulla poltrona

nello studio

alla mia sinistra

una finestra spalancata

alla mia destra

un tavolino

con una tazza di tè

e un libro di poesia

 

le tende ondeggiano

il tè profuma di gelsomino

i ceppi crepitano

nel caminetto

allo stereo

coleman hawkins

 

le palpebre grevi

del peso confortante della

quiete

 

se dovessi morire prima di svegliarmi

lasciate che resti aperta la finestra

lasciate che la musica risuoni

lasciate che il fuoco si consumi

 

bagnatemi le labbra con il tè

e non mettetemi in nessuna fottuta bara

 

avvolgetemi solamente in un telo

e seppellitemi sotto un albero di jacaranda

su quelle colline viola laggiù in fondo

 

*

 

at the jazz club

 

in the ballroom’s dim lights

soft-spoken fingers

tease the keys

of a baby grand

 

couples sit at tiny tables

chat gently

sip bohemian drinks from

gold-drawn glasses

 

heads rock to charming notes

stilettos tap under tables

over the marble floor

 

their sounds scatter

as a tenor sax

joins in

to jam with the piano

 

near the dance floor a lady spots a

poet called

the wolfman

fills her thoughts with sins

she would commit with him

her throat gets dry

she orders a martini

 

souls fall into grace

the jazzmen

mould melodies

get lost

inside journeys that uncoil

between blue and

deep red moods

 

they shimmer

under chandeliers

that look

like the waterfalls

where baby angels quench

their morning thirst

 

pretoria, 23 may 2014

 

 

al jazz club

 

nelle luci tenui della sala da ballo

dita vellutate

stuzzicano i tasti

di un piano a mezza coda

 

coppie siedono ai tavoli minuti

chiacchierano a bassa voce

sorseggiano drinks bohémien da

bicchieri con fregi dorati

 

teste oscillano al fascino delle note

tacchi a spillo picchiettano sotto i tavoli

sul pavimento in marmo

 

i loro suoni si diradano

appena il sax tenore

si fa avanti e inizia a

improvvisare con il piano

 

accanto alla pista una donna riconosce un

poeta noto come

l’uomo lupo

si riempie l’immaginazione dei peccati

che vorrebbe commettere con lui

le si secca la gola

ordina un martini

 

le anime rimangono in estasi

i jazzisti

plasmano melodie

si smarriscono

in viaggi che si snodano

tra stati d’animo blu

e rosso vivo

 

scintillano

sotto lampadari

che somigliano

a quelle cascate

dove gli angeli bambini placano

la loro sete mattutina

 

pretoria, 23 maggio 2014

 

 

Traduzioni dell’autore e di Francesco Tomada

Si ringrazia Emilia Mirazchiyska per la collaborazione

 

 

***

Raphael d’Abdon è nato a Udine (Italia) e vive a Pretoria (Sudafrica). È scrittore, ricercatore, spoken word poet, editore, traduttore e autore di tre raccolte di poesia, sunnyside nightwalk (2013), salt water (2016) e the bitter herb (2018). Ha tenuto reading di poesia in Sudafrica, Nigeria, Somaliland, India, Italia, Svezia e Stati Uniti e sue poesie sono state pubblicate in riviste e antologie in Sudafrica, Nigeria, Ghana, Malawi, Singapore, Palestina, India, Italia, Canada, Stati Uniti, Australia e Regno Unito. È il coordinatore dell’AHN (Africa Haiku Network) per il Sudafrica e il curatore della sezione poesia della rivista letteraria BKO. Un suo volume bilingue (inglese/italiano) di poesie scelte sarà pubblicato nel 2021 da Besa.

***

 

 

 

 

 

3 commenti su “Raphael D’Abdon, due poesie

  1. Pingback: Raphael D’Abdon, due poesie — perìgeion – Redvince's Weblog

  2. Pingback: Raphael D’Abdon, due poesie – sourab titrés

  3. Antonio Devicienti
    06/03/2021

    Due splendidi testi che ricordano come la poesia possa essere anche pura emozione, puro sentire. Mi piacerebbe tornare a leggere in futuro altri testi di questo poeta.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 05/03/2021 da in poesia sudafricana, traduzioni con tag , .
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