perìgeion

un atto di poesia

Tagli scelti di poesia, Massimo Rizzante

 

rubrica di Nino Iacovella

 

 

che cos ‘è il dolore

se non mancanza d’immaginazione?

 

e la Storia? 

idem

 

ripetiamolo, vi prego,

come se fossimo della stessa stoffa

di uomini sconfitti alla fine di un assedio

 

e non una delegazione di troiani da operetta

ansiosi di toccare i muscoli di achille

 

***

 

Decalogo

 

Ah, dimenticavo …

 

la poesia nasce dalla poesia della vita,

ovvero da ogni singoio nodo di gordio storico ed esistenziale.

Chi la studia, di solito, è seppellito dalla logica.

 

Un gesto basta a rivelare un uomo o una donna.

Perciò lascia perdere concetti, categorie:

un indizio ci porta sempre all’essenza individuale.

 

Un poeta può diventare un collezionista di farfalle,

a patto che conservi una certa curiosità per la sua specie.

 

Nel deserto dei valori, è più facile essere umani.

 

La ragione, non sapendo immaginare,                                   

da sola non va da nessuna parte.

 

Non aggrapparti alla scialuppa

di coloro che cavalcano sempre l’onda               

che si infrange sulle spiagge del futuro.

Meglio naufragare.

 

Le vere vittime non si vendicano.

 

Solo i semplici muoiono bene,  

non lasciando dietro di loro nulla                                            

su cui l’eternità possa gettare onori a infamie.

 

Quel che non scrivi, non desiderare di saperlo.

 

Lascia che i lettori, come topi,                              

rosicchino le tue ossa nelle biblioteche.

 

***

 

Corinne

A Bruxelles i poeti cattolici pregano in un istituto
per il sostegno ai paesi in preda alla fame e al sottosviluppo.
Fra loro c’è un teologo di Lovanio, famoso per il suo credo: «Dieu est noir!».
«Le Pape du tierce monde», lo ha chiamato una giornalista di Le Soir…

Fino a quando, in una poesia, ammise di aver inculato un neretto
di Dakar. La confessione in versi non è prova di reato.
Così, benché l’istituto denunciasse gli abusi alle nazioni più sofferenti,
Padre Jacques continuò a partecipare agli incontri

In una seconda poesia scese nei dettagli. Ne riporto solo qualche verso,
poiché il direttore di Alternative Afrique ne ha tagliato diverse parti.
Rientrava in aereo dal Senegal, quando si accorse che al suo fianco
si era appollaiato «un bocconcino dagli occhi di brace»

La sua pelle emanava «un odore acre di digiuni e lavande»,
le sue braccia ossute gli ricordavano «un roseto selvatico»,
le cui «spine invisibili» gli penetravano «il cuore nemico e vandalo».
«Tre volte, nell’alto dei cieli, la notte della mia croce lo prese»

In una terza poesia, che Padre Jacques lesse in redazione,
si accenna al «piacere» che si dissolve «in un amen».
E al «risveglio secolare», al sangue sull’abito talare,
alle preghiere che «la lingua di fuoco» non riusciva a pronunciare

Il piccolo fu visitato da uno psicologo di Gand. Per il suo silenzio
la madre chiese un’indennità. Il direttore della rivista rimpatriò
in catene. L’istituto con il nome Africa’n’chic divenne un night.
La poesia, bisogna ammetterlo, è rimasta l’unico sacerdozio!

 

***

 

Gabriela

Cornelius affermava che «Niente e nessuno può proteggere
l’umanità dalla sua follia». Né MTV, né Bono Vox,
né la Cabala, né la grande maggioranza degli onanisti
che siedono alle Nazioni Unite, né i superstiti di Auschwitz

Da figlia di una coppia di ebrei andati in fumo nel ’44,
vedova di un martire della guerra di Yom Kippur,
madre di due gemelle sordomute allevate tra i mufloni
in un kibbutz di Even Yehuda, ho le carte in regola

Per difendere il bene comune da ogni «differenza»,
sia quella degli allevatori di mufloni del nord d’Israele
o dei cacciatori di teste della tribù dei Daiachi
rispetto ai quali i boia di Mauthausen sono dei macachi ammaestrati

Mi hanno insegnato che ogni espressione va compresa
e che il giudizio supremo spetta alle pietre. Oggi più di ieri,
allorché i muri invece che al pianto servono da tavolozza
ai delinquenti quotati dai loro carcerieri più di Cezanne

Non ho mai pensato che, come si afferma nel Levitico,
l’omosessualità sia un abominio. So che il prezzo da pagare
per la libertà è la distruzione di Homo economicus. È così alto?
Davvero preferiamo un IPod a un nuovo amico?

Chi dice che nella storia dell’uomo gli imperi sono solo eccezioni
e che il regno naturale di Homo sapiens è la democrazia, si ricordi dei Daiachi
e dei loro lobi deformati dal piercing, quando la sua testa mozzata
da un machete rotolerà ai piedi di un muro coperto di graffiti

 

da “Una solitudine senza solitudine”, Massimo Rizzante, Effigie 2020

 

2 commenti su “Tagli scelti di poesia, Massimo Rizzante

  1. vengodalmare
    17/04/2021

    Letto, anzi divorato il suo libro.

    Piace a 1 persona

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