perìgeion

un atto di poesia

Variazioni aziendali, di Ilaria Grasso

 

 

Starbucks

Una fila così lunga l’avevo vista solo

ai Musei Vaticani per il Giudizio Universale

o ai saldi a fine stagione.

Ora che Starbuck’s è arrivato anche a Milano

tocca sistemarsi tutti in riga

come nell’Esselunga

per un bicchiere verde di cartone

e per noi che il caffé

lo beviamo seduti nei bar di fronte

rimaniamo sgomenti con in mano una tazzina.

 

Start up

Ci hanno convinti di poter essere imprenditori di noi stessi

anche quando in nero puliamo i cessi.

Ci hanno convinti tutti,

quasi tutti

 

Partorita IVA

Non faccio che aggiungere valore

tutti i giorni alle aziende e allo Stato

togliendomi da sola il pane dalla bocca.

 

È un masticare a vuoto ed è assai amaro

il gusto della bile che risale in continuazione

senza che io possa almeno ogni tanto sputare.

 

Impiego le mie forze fisiche e mentali

come tanti altri senza inquadramento,

senza dignità.

 

La prima telefonata dopo il parto è stata quella di un cliente.

 

Mi tiravano ancora i punti e la bocca era amara, tanto amara,

ancora una volta amara.

 

Cambio ai vertici

Le slide sfilano di fronte a noi come modelli di Prada.

Font eleganti e sguardi ghiacciati (i nostri)

al cospetto dei nuovi obiettivi e delle previsioni di mercato

 

Distico del lavoro

Il lavoro stanca

anche quando manca.

 

*

 

Abbiamo bisogno di persone buone e pane fresco da mangiare

e di sorrisi allegri e rassicuranti.

 

Abbiamo bisogno di luce

che mostri vasti orizzonti e di mare.

 

Abbiamo bisogno di sentieri

e di alberi

e di radici

e di innesti per nuove foglie e nuovi rami.

 

Abbiamo bisogno di coerenze

e pacche sulle spalle

e di dogmi di bene

per non lasciare spazio a tristi pensieri.

 

Siamo stanze vuote coibentate per proteggerci dal male.

 

*

 

Mai si farà luce su alcune vicende

e tanti gli abbagli presi

mentre il sole

inonda ancora l’anticorodal

delle finestre dell’edilizia popolare.

 

Il palazzo degli anni Settanta

ha geometrie suprematiste

 

Il mattino ha il Tavor in bocca

Devota al mercatiamo imperante mi faccio sacerdotessa.

Mattina  e sera spezzo l’ostia del Tavor in compressa.

La sento sciogliersi sotto la lingua e prego

che la crisi passi e che il ritmo si plachi.

Mi metto in adorazione aspettando

di commuovermi di fronte al miracolo dello spread in calo

e trovare così la pace.

 

Ma io non piango, non so più farlo.

Ho il freddo negli occhi e sono stanca di andare e venire

dal lavoro stipata assieme ad altri corpi che non conosco.

 

Diceva Delors che nessuno può innamorarsi del mercato

e infatti io sono qui a sognare pratiche d’amore e eresia.

 

A sera avrei bisogno di una cosa calda.

Non di un bordino per carità ma di un corpo umano

che mi risvegli almeno un po’ di sessualità

e mi ricordi che non sono una macchina

in costante accelerazione

ma una donna

che ogni tanto cede al piacere

e quando necessario anche alla malattia.

 

da Epica Quotidiana, Macabor editore, 2020

 

 

Ilaria Grasso è originaria di Lucera (FG) e da molti anni vive a Roma. È impiegata e attivista transfemminista. Recensisce on line prosa e poesia su “Carteggi Letterari”, “Poetarum Silva” e “Zest Letteratura Sostenibile”. Ha pubblicato Le mie verdi miniere di sale (Arduino Sacco Editore). Alcuni suoi versi sono stati inseriti nell’agenda poetica Il segreto delle fragole della casa editrice Lietocolle. Altri sono apparsi on line su “Atelier”, “Laboratori Poesia”, “Argo”, “Poesia Ultracontemporanea”, “I fiordalisi”, “Poetarum Silva”, “Carteggi Letterari” e “In-verso”. 

 

3 commenti su “Variazioni aziendali, di Ilaria Grasso

  1. poetella
    26/04/2021

    applausi!

    Piace a 1 persona

  2. Marco G. Maggi
    26/04/2021

    Questa è poesia contemporanea, bravissima!

    Piace a 1 persona

  3. Giovanni
    29/04/2021

    quanta verità nelle tue righe, complimenti davvero brava!!

    Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 26/04/2021 da in poesia italiana con tag , , , .
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