perìgeion

un atto di poesia

Roberto Canella, Il nostro amore distruggerà il mondo

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La fortuna delle ristampe è che a volte permettono di scoprire alcuni lavori che, al momento della loro prima uscita, per una serie di circostanze era accaduto di ignorare. È il caso, ad esempio, di Il nostro amore distruggerà il mondo di Roberto Canella, originariamente edito nel 2016, recentemente ripubblicato da Sartoria Utopia (anche se in realtà una poesia tratta dal libro era già comparsa sul nostro blog qui).

Il nostro amore distruggerà il mondo raccoglie una serie di poesie scritte in un arco temporale piuttosto lungo, fra il 1995 e il 2015, e contiene una lunga serie di rimandi, citazioni, suggestioni che derivano tanto dall’universo letterario quanto da quello musicale – non a caso Canella si occupa della redazione di articoli in questi due settori su riviste specializzate. Come suggerito dal titolo, si tratta di testi che hanno come tema l’amore. Forse per la distanza intercorsa nella scrittura fra un testo e l’altro, ma più probabilmente per una ben precisa scelta, la raccolta appare molto eterogenea: alcuni brani sono decisamente lunghi, altri brevissimi; alcuni ironici di un’ironia beffarda e a volte amara, altri romantici ai limiti di una adulta ingenuità; alcuni apparentemente freddi e cinici, altri strazianti nell’evocazione della solitudine e del dolore.

Questa frammentarietà, che a priori potrebbe sembrare un limite, è invece il punto di forza della raccolta. Si tratta infatti di una poesia che dà idea di voler rinunciare a priori all’investitura di “poesia”, alla costruzione di un percorso artistico. Tolta l’impalcatura letteraria, quello che rimane è la nudità del sentimento, che è il solo aspetto in grado di conferire potenza a una poesia che si occupa di un argomento fondamentale ma al tempo stesso scivoloso come l’amore: i testi di Il nostro amore distruggerà il mondo brillano di una spontaneità assoluta e, nella loro dichiarata eterogeneità, appaiono in grado di gettare una luce spesso sorprendente sulle diverse prospettive del sentimento umano. Alcune poesie sono semplicemente splendide come regali inattesi; altre, che paradossalmente potrebbero sembrare meno riuscite, risultano centrate nella loro (presunta) imperfezione per evidenziare l’attrito fra ciò che si desidera e la realizzazione del desiderio. Insomma, la realtà è che la definizione di “necessaria”, spesso abusata in poesia, se riferita a Il nostro amore distruggerà il mondo appare quanto mai calzante e opportuna.

Merita infine un cenno il lavoro di Sartoria Utopia sull’oggetto-libro, cucito a mano come gli altri della casa editrice, che nella sua artigianalità acquista un valore e una bellezza che la produzione su vasta scala non sarebbe mai in grado di garantire.

 

***

 

all tomorrow’s battles

 

è inutile che tu mi dica

domani nella battaglia pensa a me

se proprio tu sei la battaglia, per me.

 

***

 

1995

 

per molto tempo sono stato

settantadue km di nervi,

volevo dirti e non ti ho detto.

come quando stavo sul letto

e senza vederti sapevo che

passavi scalza sulla strada

di fronte alla mia stanza.

 

a stento mi riconoscevo

mi riconosco nelle foto

fetenti di patenti che sbucavano

sbucano dai cassetti, eppure.

 

a casa dopo un appello mancato

mia madre mi chiamava per cena

poi mettevo su uno o duecento

dischi. il calendario diceva:

millenovecentonovantacinque.

se mi chiedessi adesso cos’era

per me ventenne il mondo, ti direi:

non avevo niente da fare e

volevo farlo fino in fondo.

 

(alle mie spalle ho tutto

il futuro davanti)

 

***

 

dopo che te ne vai le ossa si vuotano.

non mi alzo più, non ci provo neanche.

le tue ciocche nere, le tue spalle bianche.

non curi un male che nome non ha.

sei stato felice: così impari ad amare

(il dottore ti dice).

 

***

 

io ancora oggi quando penso

a una ragazza che mi pensa

penso la stessa cosa che pensavo

da bambino di fronte al mare

prima di entrare in acqua.

spero che si tocchi penso

pensavo.

 

***

 

mi fai arrossire in mezzo a gente

che non potrebbe nemmeno capire

dici, ma me ne vado senza averti

sfiorato. via dalla tua città senza

neanche averti vista (ma con la

schiena scottata). dal finestrino

fantasmi di gambe nelle vie strette,

gallerie in cui la memoria non prende,

maglie della samp nei cortili.

le cose che non so mi hanno

insegnato la strada. (da qui

con le mani libere la posso

riscrivere).

                            e puttana o santa

non importa: ti voglio tutta quanta.

 

***

 

quando posiamo l’ultimo

bicchiere hanno senso

anche frasi come non è

successo niente o andrà

tutto bene.

 

(poi tu dalla stanza e io dal treno

scegliamo con cura i nomi di figli

che non avremo)

 

***

 

i miei nuovi giorni

 

per essere al sicuro dalle tue

labbra ho chiuso la strada dietro di

me. quando ti verrà voglia di

venirmi a cercare troverai un centro

commerciale e di fianco un

benzinaio. avrò un altro nome

zigomi nuovi, una storia sempre

diversa su come sono andate le

cose. solo le mani saranno le

stesse, i tendini tesi. i miei nuovi

giorni, all’inizio, saranno come le file

di tir addormentati nei parcheggi

degli autogrill. avrò freddo e il sonno

breve dei camionisti ma poi, poi

passa.

 

***

2 commenti su “Roberto Canella, Il nostro amore distruggerà il mondo

  1. poetella
    12/01/2022

    molto apprezzato. Approfondirò. Grazie

    "Mi piace"

  2. vengodalmare
    12/01/2022

    Semplicemente belle. Grazie.

    "Mi piace"

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