perìgeion

un atto di poesia

Il mare a Pietralata, di Claudio Orlandi

 

 

 

di Nino Iacovella

 

Cantare poesia, la voce lirica di Claudio Orlandi

 

Prendo il libro Il mare a Pietralata. Riguardo la dedica fattami da Claudio Orlandi: giugno 2021. La grafica di copertina è accattivante, si distingue nettamente dagli altri libri grazie all’originale opera d’avanguardia di Leonardo Crudi. Una immagine Dada dove viene raffigurata una macchina da scrivere vista dall’alto, combinata con la sua custodia aperta con due remi agganciati alle relative scalmiere. Il tutto a formare un improbabile robot di colore verde (colore della natura tanto cara all’autore), che naviga metaforicamente, a mio avviso, tra scrittura e vita, tra realtà e desiderio.

 

Ad oggi il libro è in ristampa e non è difficile immaginare che, nel suo piccolo, rientrerà nel culto di quella sfera di autori e opere che rappresentano la Roma sociale, periferica e letteraria. I rimandi, diretti e indiretti, sono tributi a Pasolini, Carlo Bordini e Victor Cavallo: Pietralata è il mondo di Pasolini in quanto borgata da lui frequentata e cantata; Carlo Bordini è il poeta e maestro di riferimento di Claudio Orlandi; Victor Cavallo in quanto simbolo poetico autentico di una romanità anarchica e quindi alternativa. Nell’epica dei Pane, gruppo musicale di cui Orlandi è la voce e l’autore dei testi, è naturale riconoscere Cavallo come dedicatario di uno dei più intensi pezzi della band.

 

Ma tornando alla carne viva del libro, Claudio Orlandi ci spiega nell’introduzione che ha avuto il bisogno di scriverlo per fare il punto della situazione sulla propria vita artistica. Il libro si divide in due sezioni ben distinte: una di poesia, l’altra di testi di canzoni. La poesia spesso prende spunto da momenti di vita nel quartiere di Pietralata, dalle dediche ai poeti maestri, dai dialoghi con Carlo Bordini; altri testi prendono vita in un ambiente bucolico e selvaggio ispirati dal paesaggio abruzzese di cui il poeta vanta le proprie origini (i simboli ricorrenti della cerva, dell’albero e del bosco sono emblematici). Un esempio è il testo “Crollo nel nulla eterno”

 

Perché le bombe sono tutte  

nell’arsenale.

 

oggi ho fatto un giro dell’isolato correndo e respirando forte

ho visto il 211 sferragliare su via Pietralata

con occhi spauriti in alcune persone lontane

 

all’ora di pranzo in un silenzio maestoso e assolato

il mio albero fieramente sé stesso dominava

l’area del parco pubblico chiuso con le catene.

 

Il canto degli uccelli era bellissimo,

come la nostra voglia di esistere ancora.

 

Claudio Orlandi è sempre stato una presenza voce e corpo, di dedizione alla poesia e ai poeti, di ricerca del testo per una musica che si mostra in tutta la sua testarda opposizione al mercato e alle mode. E questo libro conferma questo suo percorso peculiare.

 

Tic Edizioni, Roma 2021

 

Ho bisogno di un albero

che mi capisca

lasci crescere le mie fronde

germogli lucenti.

 

Antilopi si abbeverano nella pozza d’acqua piovana

piccoli zoccoli lasciano orme regali

nel fango ascetico delle visioni.

 

7marzo

 

***

 

Notturni

 

Mi piace osservare le donne dormire

segno che buona parte di Mondo può riposare.

I mantici del respiro suggeriscono di muoversi a un livello più mite,

          senza spasmi.

Rimangono sul tavolo le noci, intatte

nessuno le schiaccia o sostiene i vortici del mutamento.

Così i cani leccano l’occhio

lentamente si chiude e affonda nelletto dell’ago.

È una forma della pace.

La notte attenua i rumori, mentre l’autobus attraversa la città

al ritmo del tuo respiro.

Accanto al cuscino le perle di una riflessione accennata, morbida,

           imperfetta

la posizione dell’acrobata sul filo di seta.

Sulla superficie dell’acqua, il lenzuolo è un raggio di luce.

 

***

 

Ardentemente

 

Tutto quello che possiamo fare è intensificare la nostra attività poetica

Il resto sono sterili previsioni del tempo.

Le visioni sconfiggono l’emicrania

le pulsioni allattano i combattenti!

Nulla può cambiare il mondo quanto l’udito.

La capacità di selezionare la corretta particella di suono da ascoltare.

Immersi nell’immondo caleidoscopio delle parole

macchine che sfrecciano come dinosauri di polvere.

Eppure se ti penso ardentemente

sento il cadere di una foglia che tocca terra a 100 metri da me.

 

***

 

I giochi di parole non sempre formano una poesia

 

Anzi, spesso rimangono solo giochi,

avvinghiati fino all’ultimo secondo alle parole

finite le quali, finisce il gioco e addio pure alla poesia.

 

Mentre la poesia dovrebbe pur vivere

senza il gioco e rimanere nel mondo

anche senza Ie parole.

 

***

 

Frattoli

 

Il gesto sismico ha spalancato la forma finale dell’universo.

Una bellezza immersa nella solitudine dei petali appena bagnati

Ritornerà alla luce come l’occhio della cerva.

In cerca di bacche, di ciliege e smorfie di umanità redenta.

Piove quando fuori il mondo è oppresso dall’afa

e dalla decadenza dei costumi.

La confessione biologica ci dirà chi di noi merita il bacio della

          tramontana.

In attesa di un porto sicuro

Di una terra fragorosa e ospitale anche per il grugnito del cinghiale.

 

***

 

Primo frammento della cerva

 

La giovane cerva scese a valle e scalpitò leggermente

dopo attimi di immobilità totale.

Era un agosto di rinascita, di immagini in fuga.

Gli zoccoli pressarono la terra e si diedero slancio

spostò il corpo più in là,

al riparo dai miei occhi spalancati.

Era notte ovunque

tranne nei suoi muscoli incandescenti

che risuonarono fin dentro le viscere della montagna.

Poi scomparve, non prima di avermi dato una nuova vita

 

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Questa voce è stata pubblicata il 05/07/2022 da in Senza categoria con tag , .
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