perìgeion

un atto di poesia

zona|disforme

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Da qualche mese è partita un’iniziativa che ci fa piacere segnalare: zona|disforme  (raggiungibile direttamente dal link). Essa consiste nella pubblicazione periodica di lavori di videopoesia, giunta recentemente al quarto numero, realizzata da Stefano Massari e Carlotta Cicci.

Si tratta di lavori relativamente brevi ma estremamente densi e coesi, curati e ricercati da ogni punto di vista (letterario, figurativo, musicale) e molto vari per quanto riguarda le fonti e gli autori. Contrariamente a quello che a volte accade in altre iniziative simili, in zona|disforme viene quindi evitato il rischio dell’autoreferenzialità e si riesce davvero a entrare in un vortice di stimoli e suggestioni che appaiono calibrate per costruire un percorso, diverso da un numero all’altro eppure simile nell’approccio e nello spessore culturale. Si tratta quindi di una proposta di notevole interesse, per cui abbiamo chiesto Carlotta Cicci e Stefano Massari di rispondere ad alcune domande sul loro operato e sulle prospettive future. Ringraziandoli per la disponibilità dimostrata, pubblichiamo di seguito le loro risposte, e rinnoviamo l’invito a immergersi nei numeri di zona|disforme fino ad oggi pubblicati.

***

Carlotta, Stefano, siete entrambi impegnati da diverso tempo in ambito culturale, intendendo questo vocabolo in senso aperto: avete individualmente a che fare con la scrittura, la fotografia, i video, come testimoniano i vostri percorsi e le vostre biografie. Da dove nasce l’idea di lavorare insieme su zona|disforme, che è un progetto comune?

nasce dal desiderio di attivare e alimentare a modo nostro un dialogo sul mondo sul tempo e sulla vita con le più diverse coscienze ed esperienze poetiche e artistiche e non solo (come si vedrà nel progetto più avanti) . il nostro è un gesto di attraversamento e restituzione che tenta di aprire e alimentare varchi .


Nel momento in cui elaboro queste domande, zona|disforme è arrivato al terzo numero. Si tratta di tre lavori diversi tra loro, ciascuno con una propria identità, per quanto sia possibile ovviamente cogliere elementi di vicinanza, sia a livello di ricerca poetica, sia visiva. Incuriosisce moltissimo l’approccio che avete nella costruzione di una “puntata”: da dove partite? Come vi muovete?

ci sono fasi diverse e tutte inevitabili quasi come fossero un metodo . ma non lo sono affatto .

lo sguardo ascolta e da qui a volte indugia più su un piano di contemplazione che di osservazione . cerchiamo un innesco . poi arrivano i nessi le altre fasi e le innumerevoli impreviste variabili .

guardiamo e cerchiamo di trattenere manipolare e trasfigurare quello che vediamo/sentiamo prima o dopo ogni segno . anche con la stessa immagine possono succedere cose diverse . inaspettate .

non decidiamo niente prima . non spieghiamo il perché e il che cosa dovrebbero significare o ancora peggio rappresentare queste immagini . non c’è nessuna intenzione e sceneggiatura così come accade nella scrittura poetica di entrambi .

maneggiamo le immagini come fossero materia corporea da leccare annusare lacerare ricomporre comprimere . un grumo disforme di cui pian piano cerchiamo di tracciare tutte le forme possibili per vedere cosa genera e cosa resta .

certo ci accorgiamo se siamo a un punto morto . se quello che stiamo modellando non ci permette di oltrepassare certe soglie e soprattutto se stiamo scivolando nella ‘maniera’ o nel ‘repertorio’ . quando accade ci fermiamo buttiamo tutto e ricominciamo .

il risultato è sempre la ricerca di un approdo esatto . sincronico .

raramente i motivi di questa precisione sono chiari però quando funziona e risuona e apre: ci siamo .


A proposito di materiali, zona|disforme appare una mirabile mescolanza di input provenienti da diverse fonti a tutti i livelli (poetico, musicale, visuale). Immagino che il fatto di voler far convivere in modo sperimentale e al tempo stesso armonico materiali così differenti, che vanno da frammenti di interviste alle (splendide) riflessioni di un ragazzino, sia uno degli obiettivi della vostra proposta.

c’è una raccolta costante di repertori e di immagini che giriamo appositamente . l’immagine ha un ritmo e un suono sin dal primo momento che la raccogliamo . ha una sua danza misteriosa una sua geometria semplice e insieme complessa che ci interroga a lungo . è già un ritmo un respiro e un corpo che noi due diventiamo quando la giriamo . il montaggio è la fase cruciale . non solo è stesura ma è soprattutto scoperta . infine arriva la correzione minuziosa e ossessiva così come la pratichiamo anche in poesia . quando tutto comincia a fluire a prendere a togliere restituire e avvolgere e tutto l’insieme sembra ricondurci a un nuovo ulteriore silenzio: allora funziona .

colore o non colore . nesso o vuoto di senso . non lo sappiamo né prima e neanche dopo . vogliamo che tutto ci conduca altrove in uno stato di attesa . di imminenza permanente .


Questo richiede una grande capacità di ricerca e metabolizzazione, e un notevole bagaglio culturale. Si può dire che zona|disforme è espressione di quello che siete diventati oggi, come artisti e come individui, e che forse anni fa non sareste stati in grado di realizzarlo?

non so se possiamo rispondere noi a questa domanda . certamente c’è una consapevolezza pragmatica che indubbiamente ci governa e ci sorveglia e che abbiamo faticosamente difeso da svariate tentazioni e scorciatoie anche commerciali che potevamo tranquillamente imboccare .

abbiamo con tanto lavoro e grande pazienza costruito e praticato un’indipendenza tanto ostinata quanto totalizzante . teniamo fede a un principio di militanza poetica perché crediamo che l’energia portante della poesia sia soprattutto l’interazione e il dialogo tra esperienze diverse . l’incontro tra vite con le voci i segni e i codici che si radunano dentro e intorno i loro sentieri .

concepiamo questo progetto anche come un’opera/mondo o se preferisci opera collettiva o molteplice . ininterrotta .

a noi non interessa essere uno o essere molteplici . lo siamo già e non sentiamo il bisogno di ribadirlo teorizzarlo o dimostrarlo . ci interessa l’energia che scorre ininterrottamente tra queste due polarità in ogni dimensione possibile (etica estetica sociale politica affettiva etc.)


zona|disforme si propone come un format di poesia e videopoesia – ammetto di non saper bene come definirlo, cosa che secondo me è un complimento. Se guardo alla diffusione della poesia in rete, mi viene da pensare che, dopo l’epoca di espansione dei blog di qualche anno fa, oggi si viva una fase di stagnazione. L’idea del format di videopoesia nasce anche per dare un nuovo impulso grazie anche alle mutate modalità espressive?

no . non nasce per dare impulsi di questo tipo o almeno siamo consapevoli di proporre una modalità culturale forse inusuale ma non inedita . noi dialoghiamo come individui e quindi anche come artisti con l’esistente . zona|disforme è il nostro diario poetico/artistico/visivo ininterrotto .

i destini della poesia contemporanea certo forse ci riguardano ma non ci angosciano .

in zona|disforme accade altro . ci muoviamo per incontrare menti talenti e sensibilità secondo noi importanti . continueremo a farlo con la massima libertà dentro tutte le differenze .


Infine una domanda verso il futuro. Quali sviluppi vedete per il vostro progetto? Intendo: lo pensate come confinato alla rete oppure ne immaginate, come a me sembrerebbe abbastanza naturale, la possibilità di presentazione dal vivo, sotto forma di videoinstallazione, performance o altro?

il futuro di zona|disforme lo immaginiamo calmo e costante sempre più vasto diramato e disseminato . la prima novità è prevista per fine novembre . presto pubblicheremo il primo di una serie di monografici dedicati a temi o autori specifici . abbiamo pensato di chiamarli zona|disforme | risonanze . perché appunto di risonanze per noi si tratta . episodi sempre brevi intorno ai 10 minuti .

poi verso marzo/aprile 2023 pubblicheremo il primo docufilm dedicato al racconto di sé di uno degli scrittori secondo noi più importanti e più bravi del nostro tempo . stiamo ipotizzando altre ramificazioni e soprattutto getteremo le basi per un prossimo nostro film disforme .

i canali di diffusione e distribuzione al momento sono su internet . siamo apertissimi a ogni possibilità diversa naturalmente . stiamo anche immaginando un primo evento pubblico a bologna commisurato alle nostre forze .

zona|disforme è per ora un progetto sostenuto solo con le nostre risorse e il nostro lavoro .

poi ci saranno forse anche i nostri prossimi libri . ma questa è un’altra storia .

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2 commenti su “zona|disforme

  1. claudiazironi
    20/11/2022

    Molto interessante. Grazie

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: zona|disforme — perìgeion – claudia zironi

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Questa voce è stata pubblicata il 20/11/2022 da in dalla rete, interviste, musica, scritture, Una pagina da… con tag , , .
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