perìgeion

un atto di poesia

vetrina

Ci siamo chiesti se abbia senso inserire nuovi articoli o se non sia meglio, invece, sospendere anche le pubblicazioni di Perigeion, come accade con moltissime altre attività nelle nostre vite. Sono giorni difficili, assurdi e inattesi, ma sono soprattutto giorni di tensione e dolore, e il semplice pensare che Perigeion continui ad essere quel luogo di “resistenza umana” che vorremmo che rappresentasse sembra quasi ridicolo: la vera “resistenza umana” adesso si fa negli ospedali e più in generale a opera parte di tutti quelli che si spendono fino al midollo, spesso rischiando di proprio, per poter consentire a tutti noi di superare l’emergenza e il dramma, o anche di affrontare la tragedia.
Se abbiamo deciso di continuare non è per presunzione – il nostro spazio in questi giorni è giusto che sia piccolissimo e secondario – e nemmeno per la poesia in sé: chiedo scusa agli autori che presentiamo e presenteremo, che siamo felici di ospitare perché sono davvero bravi, ma sappiamo che la poesia in questo momento non è la prima, né la seconda, né la decima cosa in ordine di importanza. Tutto questo è semplicemente il nostro tentativo di tenere acceso il minuscolo lumino che siamo in grado di portare per rischiarare appena appena l’oscurità, tutto qui: se saremo in tanti – autori, scrittori, lettori, su questo sito e sugli altri, nelle case, a debita distanza – probabilmente per ora non riusciremo a illuminare nulla, per quello servirà tempo e lo sappiamo, ma almeno potremo tentare di tenerci compagnia.

(Vai a tutti gli articoli di Perìgeion)