perìgeion

un atto di poesia

Anna Maria Curci traduce Oskar Pastior

 

oskar-pastior-1993

 

 

Con Pastior porto le civette ad Atene;
gelosamente, al ritmo di Tirso.
E mi sorride la saggia noncuranza
del cuore che saltella, carezza
immemore di ingorda indifferenza.
Anna Maria Curci

 

Oskar Pastior, «… quanto giovani rende la conoscenza»
Quattro testi nell’originale in lingua tedesca e nella traduzione di Anna Maria Curci

I riferimenti alle pagine del testo originale sono al primo volume dell’opera di Oskar Pastior »… sage, du habest es rauschen gehört«.  Werkausgabe Band 1, Hanser, München-Wien 2006, di seguito indicato come W1.

 

ABRECHNUNG

Das Standbild der Undeutlichkeit nährt sich von gepökelten Paradoxen.
Die Vorhangszieher des Wortes verhüllen das Schandenmahl,
bei welchem Trunkenbolde Zuhälter sind.
Nicht weniger gefährlich sind die
Eintänzer der scheinenden Logik, die
Jongleure der unwirklichen Widersprüche, die
Aufhalter der Zeit im Kostüm der Vollkommenheit.

Die Nützlichkeit von Versen erweist sich außerhalb der Verse,
in den Dingen,
wenn sie nützlicher werden.
Ebenso ihre Schönheit, wenn die Menschen die Verse gebrauchen,
um besser zu werden.

 

RESA DEI CONTI

La statua della vaghezza si nutre di paradossi salmistrati.
Gli addetti al sipario della parola lo calano sul banchetto della vergogna
nel quale sono  beoni a fare da magnaccia.

Non meno pericolosi sono i
gigolò della logica apparente, i
giocolieri delle antinomie irreali, gli
intercettatori del tempo nel costume della perfezione.

L’utilità di versi si dimostra al di fuori dei versi,
nelle cose,
quando diventano più utili.
Così la loro bellezza, quando le persone usano i versi
per diventare migliori.
 
(da: Offne Worte, Literaturverlag, Bucarest 1964; W1, 89)

 

* * *

ZÄRTLICH

Dichter tragen mitunter Eulen nach Athen?
Mir gefällt es wenn die Eulen
weise sind und wir sie
sorgsam tragen.

Unter den Achselhöhlen der kleinen Athenerinnen
ist so viel Platz für die
klugen Liebkosungen
der bernsteingefiederten Vögel.

Auch Wiederholungen
heben den Thyrsustakt.
Leichter tanzt der Marmor,
wenn die Reprise ihn auffordert.
Oh wie jung macht das Erkennen
und wieder und wieder das
schöne Erkennen!

Weiser werden selbst die Eulen
im Nest, so nahe dem
hüpfenden Herzen.

 

CAREZZEVOLMENTE

Poeti portano di tanto in tanto civette ad Atene?
Mi piace quando le civette
sono sagge e noi le
portiamo con cura.

Sotto le ascelle delle piccole ateniesi
c’è così tanto spazio per le
sapienti carezze
degli uccelli dal piumaggio d’ambra.

Anche le ripetizioni
accrescono il ritmo di Tirso.
Più lieve danza il marmo
quando è la ripresa a invitarlo.
Oh quanto giovani rende la conoscenza
e sempre, sempre, la
bella conoscenza!

Più sagge diventano perfino le civette
nel nido, così dappresso
al cuore che saltella.

(da: Gedichte, Jugendverlag, Bucarest 1965 – volume apparso in realtà nel 1966; W1, 99 )

 

* * *

ICH KOMME MIR GEFÄHRLICH VOR:
Unüberlegt schließe ich die Augen,
vorsätzlich schweige ich.
Ins Ziel trifft meine Abwesenheit
die Wahrheit.

Verdächtig ist auch die Ruhe
im Bekenntnis.

Zum Verteidiger ruf ich
die Heiterkeit der Welt
die vielbeschäftigte
Dirne.

 

MI SENTO PERICOLOSO:
Senza pensarci su chiudo gli occhi,
deliberatamente taccio.
La mia assenza centra il bersaglio
della verità.

Sospetta è anche la quiete
nella professione di fede.

A difensore chiamo
l’allegria del mondo
l’indaffarata
sgualdrina.
 
(da: Namenaufgeben. Gedichte, volume la cui pubblicazione, poi non realizzata, era prevista presso la casa editrice Liteaturverlag di Bucarest nel 1968;  W1, 166)

 

* * *

BESONDERS ENTSTAUBUNGEN seien täglich
vorzunehmen man sei davon angetan sie
hätten etwas so großmütiges an sich
vornehmlich die jahreszeiten in allen
größen wolle man an sich beachten sie
bringen die zukunft in herz und heim
und nur tägliche räumung erhält was
sonst zerfiele man tue sich großmütig
etwas an man merke den sammelruf vor
man wolle sich sehen beizeiten man neh-
me jakob in anspruch und mache sich
böhmes entstaubungen industrieller groß-
flächen vor

 

IN SPECIAL MODO RISPOLVERATURE sarebbero da fare
giornalmente pare che se ne sia entusiasti esse
avrebbero un che di tanto generoso in sé
soprattutto le stagioni in tutte le
misure si vorrebbero in sé considerare esse
portano il futuro in casa e cuore
e soltanto lo sgombero quotidiano preserva ciò che
altrimenti cadrebbe a pezzi la si farebbe magnanimamente
finita si prenderebbe nota del grido di raccolta
ci si vorrebbe vedere per tempo si ri-
correrebbe a jakob e   ci si illuderebbe
di rispolverature di böhme in aree industriali di vaste pro-
porzioni
 
(dal manoscritto per la trasmissione radiofonica dell’emittente NDR 3 e SDF3, trasmessa il 13 dicembre 1972;   W1, 353)

 
_________________________________________________

 

Oskar Pastior  nacque a Sibiu (il nome tedesco della città è Hermannstadt) il 20 ottobre 1927. Appartenente alla comunità di lingua tedesca in Romania, Pastior frequentò nella città natale, dal 1938 al 1944, la scuola secondaria, sempre nella lingua tedesca, la lingua che si parlava in famiglia, la lingua dei libri che leggeva. Nel 1945, proprio perché appartenente alla comunità di lingua tedesca,   fu deportato nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina, dove rimase internato fino al 1949. Al suo ritorno nella città natale, iniziò dapprima a lavorare e solo nel 1953 poté conseguire la maturità; nel 1955 intraprese il corso di studi in   lingua e letteratura tedesca presso l’università di Bucarest. Dopo la laurea, conseguita nel 1960, lavorò per otto anni a Bucarest come redattore di un programma radiofonico in lingua tedesca. Nel 1968, durante un soggiorno per motivi di studio nella Repubblica Federale Tedesca, decise di non ritornare in Romania.   Dopo un breve periodo a Monaco di Baviera, si trasferì a Berlino.   Dal 1969 alla morte, avvenuta il 4 ottobre 2006, Pastior ha svolto esclusivamente l’attività di scrittore. Come Georges Perec e Italo Calvino, anche Oskar Pastior ha fatto parte dell’OuLiPo,  Ouvroir de Littérature Potentielle, fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais. Nel 1965, in Romania, fu insignito del Premio per la Nuova Letteratura di Romania, nel 1969 del Premio Andreas Gryphius,   nel 2006, postumo, gli fu assegnato il Premio Büchner. Nel 1981 Pastior soggiornò a Roma, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo, in qualità di vincitore di quella borsa di studio che viene annualmente assegnata ai migliori giovani artisti della Repubblica Federale Tedesca. Nella poesia lirica sperimentale così come nella prosa, argomento centrale della scrittura di Pastior è il rapporto con lingua e linguaggio. Una lingua ‘liberata’ dalla camicia di forza della costruzione logica è in grado di creare nuovi mondi di esperienza e di conoscenza: questo vuole dimostrare la sua ricchissima produzione lirica. Ecco alcuni titoli della sua vasta produzione:  Fludribusch im Pflanzenheim  (1960),  Vom Sichersten ins Tausendste  (1969),  Gedichtgedichte  (1973),  Höricht  (1975), An  die Neue Aubergine. Zeichen und Plunder  (1976),  Ingwer und Jedoch (1985), Anagrammgedichte  (1985), Modeheft  (1987),  Kopfnuß Januskopf  (1990),  Vokalisen & Gimpelstifte  (1992),  Das Unding an sich  (1994),  Eine kleine Kunstmaschine  (1994),  Das Hören des Genitivs  (1997),  Villanella & Pantum  (2000). La casa editrice Hanser ha pubblicato dal 2003 al 2008 l’edizione completa delle sue opere in quattro volumi. Fu Herta Müller (premio Nobel per la letteratura nel 2009) a raccogliere le testimonianze di Pastior sulla deportazione della minoranza tedesca romena nei campi di lavoro forzato dell’Ucraina. Il romanzo  Atemschaukel, Altalena del respiro, era stato progettato come un’opera a quattro mani, che  Herta Müller  decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior.

.

 

Focus - für Eva Bachmann - Oskar Pastior und Herta Müller - Kopenhagen, Mai 2oo6 - Bild: Isolde Ohlbaum -<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />

 

I siti di Anna Maria Curci sono: Cronache di Mutter Courage e Lettere migranti

Annunci

3 commenti su “Anna Maria Curci traduce Oskar Pastior

  1. Anna Maria Curci
    23/04/2015

    L’ha ribloggato su Unterwegse ha commentato:
    Più lieve danza il marmo
    quando è la ripresa a invitarlo.
    Oh quanto giovani rende la conoscenza
    e sempre, sempre, la
    bella conoscenza!

    Più sagge diventano perfino le civette
    nel nido, così dappresso
    al cuore che saltella.

    Oskar Pastior
    traduzione di Anna Maria Curci

    Quattro testi di Oskar Pastior nell’originale e in traduzione oggi su “Perigeion”.

    Mi piace

  2. francescotomada
    23/04/2015

    Grazie per questo prezioso contributo.

    Francesco

    Liked by 1 persona

  3. Anna Maria Curci
    25/04/2015

    Grazie, Francesco, per la tua lettura. Un saluto riconoscente ad Antonio Devicienti e a tutta la redazione di “Perigeion”.

    Liked by 2 people

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23/04/2015 da in poesia, poesia tedesca, traduzioni con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: