perìgeion

un atto di poesia

Federico Tavan, tre poesie

 

 

001-Federico-Tavan-fotografato-da-Danilo-De-Marco

 

Foto di Danilo De Marco

 

di Francesco Tomada

 

Da oltre due anni Federico Tavan non c’è più. Un poeta visionario, in cui il disagio mentale ha convissuto con la genialità assoluta; un poeta di cui molti hanno avuto cura, una cura che non è stata sufficiente a portargli fortuna, a sottrarlo dal suo destino.

Sono stati molti i segnali di riconoscenza e affetto a lui tributati dopo la morte. Come è naturale, il ricordo e l’attenzione poi si smorzano nel tempo. Per questo riproponiamo qui tre brevi testi: sono abbastanza per nominarlo ancora e farne intuire la grandezza.

Le poesie sono tratte da Augh!, Biblioteca dell’Immagine, 2013.

 

***

 

Lurdz

 

Albergos

un tacât a chialtre

e i Pireneos

uluû.

 

Uchì

a se vuarìs

o a se mour.

 

Cuan’ ch’e soi stât jò

no ‘l é vuarît nissun.

 

Lourdes

Alberghi / uno dopo l’altro / e i Pirenei / laggiù in fondo. // Qui / si guarisce / o si muore. // Quando ci sono stato io / non è guarito nessuno.

 

 

Paresemple

 

Paresemple

chiel ch’al à vivût ce ch’i àn dat

cencja stâ tant a vaîsse aduòs.

 

Paresemple

chiel che al Signour a i à dâtz cinc

e and’à portâtz indavour cuatre

e chiel che a i à dâtz doi

e and’à tornâtz trêc.

 

La parabola a no dîs ce tancj

ch’and’à portâtz chiel

ch’a no ‘nd’à bûtz nisciùn.

 

Parabola

Per esempio / quello che ha vissuto ciò che gli hanno dato / senza star tanto a piangersi addosso. // Per esempio / quello che il Signore gliene ha dati cinque / e ne ha restituiti quattro / e quello che gliene ha dati due / e ne ha restituiti tre. // La parabola non dice quanti / ne ha portati indietro / quello che non ne ha avuto neanche uno.

 

 

Spopolamento

 

Uchì

murî

al éis deventât

un mout

come un altre

par tirâ indenant

 

Spopolamento

Qui / morire / è diventato / un modo / come un altro / per tirare avanti

 

***

 

 

 

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6 commenti su “Federico Tavan, tre poesie

  1. Evangelia Polymou
    29/04/2016

    L’ha ribloggato su evangeliapolymou.

    Mi piace

  2. Carla Bariffi
    29/04/2016

    Splendido titolo!

    Mi piace

  3. almerighi
    29/04/2016

    la caratteristica di questi versi è la bellezza severa, durissima che lascia al lettore inizialmente interdetto. Qui morire è un modo come un altro per tirare avanti. Grazie per avermi fatto conoscere un autore ignorato.

    Liked by 2 people

  4. ninoiacovella
    29/04/2016

    Penso che un poeta come Tavan non abbia bisogno dell’aggettivo “visionario”. “È tutto incluso nel prezzo” di essere poeta.
    Come prezzo che s’incassa dalla meraviglia altrui, quando si leggono tali testi.
    Come prezzo da pagare per aver visto troppo più il là l’incongreunza della propria vita, purtroppo.

    Liked by 2 people

  5. marco ercolani
    29/04/2016

    Severo e assoluto. Non lo conoscevo, I primi 4 versi di “Alberghi” sono memorabili, da far dimenticare ogni discussione lingua-dialetto. Il poeta ha visto oltre. Grazie.

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 29/04/2016 da in ospiti, poesia, poesia dialettale con tag , , , .
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